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Villa della Regina- Torino

Villa della Regina- Torino - Camperarcobaleno

GPS: 45° 03' 22,68'' N

          7° 42' 40,09'' E

 Uscita Autostradale:  A-55 Tang. Torino. Regina Margherita. Torino Ovest 

Apertura al pubblico

A pagamento

Accesso ai Disabili

 

 

 

Progettata nel 1615 dallo stesso architetto che progettò Palazzo Reale di Torino, la sontuosa villa , ideata quale residenza di campagna sulla collina antistante la città di Torino, venne  commissionata dal cardinale Maurizio di Savoia

Questo era un uomo di grande cultura che rinunciò alla porpora cardinalizia per vivere in questa villa con la nipote Ludovica Maria di Savoia che sposò quando lei aveva tredici anni (e lui quarantanove).

Chiamata Villa Ludovica in onore della consorte,questa decide di ampliare la struttura, facendo costruire fabbricati e nuovi giardini  mentre Maurizio concepisce  in questa grande tenuta anche un luogo di studio e di ricerche letterarie, matematiche e filosofiche, organizzando in un padiglione riunioni di accademici, scienziati e intellettuali, conosciuta quale ‘Accademia dei Solinghi’ .

In questo splendido luogo caduto prima in rovina e poi e riportato al suo antico splendore , Maurizio di Savoia e sua moglie morirono entrambi a metà e alla fine del 1600.

Il nome che ancora oggi porta la Villa è dato dal fatto che questa è stata la dimora preferita di Anna Maria di Orléans e Maria Antonia Ferdinanda di Spagna , entrambi spose sabaude.

In particolare, per Anna D’Orlèans , questo era il luogo in cui si incontrava con i suoi amanti i quali venivano fatti sparire dopo averli nascosti in una botola dove qui trovavano la morte.  Ma Anna non è solo questo: in essa dispone importanti interventi sotto la guida di Filippo Juvarra, che ridefinisce gli spazi e rapporti con il giardino, l'arredo e le decorazioni

 E anche Anna morì in questa villa nel 1728.

Quando la corte sabauda venne trasferita a Palazzo del Quirinale molti mobili ed opere d'arte di questa villa vennero portati a Roma e la villa quasi del tutto svuotata.

Vittorio Emanuele I nel 1869 donò l’intero plesso all’Istituto Nazionale delle Figlie degli Ufficiali cessando così di essere una proprietà sabauda.

Abbandonata, bombardata e lasciata al più completo degrado, la Villa della Regina è stata nuovamente ristrutturata alla fine del 1900 e nuove coltivazioni di vigna sono state poste in essere con la finalità di poter porre sul mercato i vini prodotti.

Struttura tipicamente seicentesca con uno splendido giardino all'italiana, sia la Villa che il parco sono visitabili nella loro interezza. Tra statue in marmo, fontane, siepi in bosso e terrazzamenti panoramici di grande effetto scenografico, la Villa si presenta ricca di affreschi e quadri, stucchi e decorazioni di grande bellezza. Spicca per eleganza e sontuosità il gusto per le cineserie negli appartamenti reali che si affacciano verso le splendide coreografie settecentesche nel grande salone

 

 

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(Lyla, Pastore Abruzzese, 11 anni, Mascotte di Camperarcobaleno)

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Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. J. Saramago 'Viaggio in Portogallo'