Home » itinerari culturali » Verdi racconta

Verdi racconta

Verdi racconta - Camperarcobaleno

Roncole e Busseto, i luoghi verdiani

Una delle mete a me più congeniali è sicuramente la terra emiliana, ricca di spunti storici ed artistici da conoscere ed approfondire. Questo che sto per raccontare è la riscoperta e l’approfondimento di luoghi importantissimi per la cultura e la musica italiana, Roncole e  Busseto  di Giuseppe Verdi.

Quando si va alla scoperta dei luoghi che hanno dato i natali ad una persona che ha lasciato il segno nella nostra storia, è inevitabile che questi si svelino in un intrinseco legame e che l’uno faccia ormai parte dell’altro. Ne sarebbe fiero e grato il Maestro che ha sempre ribadito con fierezza di essere stato sempre ‘un contadino roncolese’ e da qui si comprende molto bene l’amore e il legame intercorso tra la sua cittadina e lui stesso.

Ma Roncole non è ‘solo’ il paese natale di Verdi ma anche quello di Guareschi, la cui visita alla sua casa (non ‘museo’) ne scriverò in un altro pezzo.

Roncole è visitata tutto l’anno da turisti che vogliono incontrare il Maestro nella sua casa natale. Una casa dal tetto spiovente, raro se non unico in questa bella zona rurale.

Il giardino davanti a casa è un tripudio di bandiere e un busto ricorda il volto del compositore. Dobbiamo attendere il nostro turno prima di accedere alla casa, essendo questa piccola può accogliere alla volta pochi gruppi di persone.

Una casa in cui nacque, al secondo piano, Giuseppe, figlio unico di una coppia di sposi che avevano in quei muri un’osteria e un piccolo spaccio di alimentari. Giuseppe saliva e scendeva le scale una infinità di volte durante i suoi giorni di bambino, tra un papà che si occupava dell’osteria e una mamma che, al secondo piano, filava. Ma Giuseppe non era solo un bambino giudizioso e felice in quella casa, era anche colui che frequentava il paese e disturbava in maniera assidua il parroco il quale cedette presto alle insistenze del piccolo Giuseppe desideroso di imparare a suonare l’organo della Chiesa di San Michele Arcangelo.

Casa Verdi oggi si presenta ben ristrutturata e con angoli di pregio mantenuti intatti nel tempo quali le scale, il piccolo scaldino in pietra per tenere calde le vivande. Un restauro non aggressivo, certamente,e  grazie a strumenti multimediali  il visitatore è aiutato nella comprensione della figura di Giuseppe Verdi,semplice bambino di Roncole e della sua famiglia di origine.

Se davvero si vuole conoscere la vita del maestro, tappa obbligata è la casa di Barezzi, oggi Museo Barezzi, in Via Roma. La storia di questa casa è legata al giovane Verdi il quale viene in contatto con Antonio Barezzi, agiato commerciante e appassionato di musica, fondatore  della Società Filarmonica Bussetana il quale comprese la grande capacità musicale del ragazzo.  In questa casa Giuseppe si innamorò di Margherita, figlia di Barezzi, che sposò nel 1836.

La storia della casa non è stata poi delle più fortunate; venduta dagli eredi di Antonio e dispersi i mobili,solo per volontà dell’Associazione Amici di Verdi questa venne nuovamente riportata agli antichi splendori.

Oggi il Museo raccoglie tantissimi ricordi e cimeli del Maestro e del suo lavoro insieme a dei documenti relativi alla seconda moglie del Maestro, la cantante lirica Giuseppina Strepponi, di ritratti di altri illustri cantanti dell’800 e, infine, l’ode scritta da D’Annunzio in occasione del Funerale del Maestro, oltre a giornali dell’epoca riportanti la notizia della sua scomparsa.

Un percorso ammaliante ed emozionante raccontato in maniera eccelsa da una guida competente ed attenta.

Il nostro cammino ci porta poi alla Villa comperata da Giuseppe per i suoi genitori ma poi da lui vissuta insieme a Giuseppina.

Si tratta di Villa Sant’Agata, chiamata più tardi Villa Verdi.

La sua ristrutturazione venne ideata completamente dal maestro e oggi si presenta esattamente come lui l’ha voluta realizzata. Un luogo di assoluta tranquillità, immersa in un grande giardino in cui amava trascorrere le poche e rilassanti giornate insieme alla sua seconda moglie. La visita all’interno della casa si sofferma sulle camere da letto, separate per volere dei coniugi. Infatti si narra che Giuseppe privilegiava lavorare di notte ed è per questo che accanto al suo letto vi è la sua scrivania. In una stanza è stata ricostruita la camera da letto dell’albergo in cui il Maestro era solito soggiornare a Milano e dove mancò. In una bacheca è persino esposta la camicia da notte bianca che lui indossava in quella notte.

Molti elementi di arredo provengono dai viaggi fatti dal maestro mentre l’arredamento originale era stato pensato da Giuseppina stessa della quale il Maestro aveva una grande considerazione e stima sia come donna che come cantante.

Il nostro viaggio sulle tracce di Giuseppe Verdi si conclude così, in una radiosa giornata di sole ho imparato a conoscere meglio il pensiero e la vita di una mente eccelsa, dotata di una fantasia e di una intelligenza senza eguali che si è tramutata in musiche e in opere d'arte che vanno al di là del tempo e delle vicissitudini storiche e sociali.

 

 

Noi siamo Genova

Noi siamo Genova - Camperarcobaleno

Genova, 14 Agosto 2018 Ponte Morandi

Chi abbandona un cane non è un camperista

Chi abbandona un cane non è un camperista - Camperarcobaleno

(Lyla, Pastore Abruzzese, 13 anni, Mascotte di Camperarcobaleno)

Su Pinterest

Su Pinterest - Camperarcobaleno

Ho ideato una pagina in cui Ti racconto dei miei viaggi, delle immagini e degli aneddoti sulla mia avventura insieme a Lyla e a Camperarcobaleno. Di ogni pagina troverai molte altre fotografie relative agli articoli scritti nel sito. Ti aspetto. Alberta con Lyla

L'Agenda di CA su Facebook

L'Agenda di CA su Facebook - Camperarcobaleno

Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. J. Saramago 'Viaggio in Portogallo'

Un Viaggio nel Mondo del Counselling

Un Viaggio nel Mondo del Counselling - Camperarcobaleno

Il mio blog sul Mondo del Counselling

Genova

Genova - Camperarcobaleno

Genova. la mia città Ti accoglie

Cosa fare a Genova

Cosa fare a Genova - Camperarcobaleno

ll tempo libero a Genova

Area Sosta Altopiano del Cansiglio

Area Sosta Altopiano del Cansiglio - Camperarcobaleno

Area Sosta Cansiglio, Farra d'Alpago (Belluno)

Area Sosta nel Ducato

Area Sosta nel Ducato - Camperarcobaleno

Area Sosta Fontanellato

Area Sosta tra Rododendri e Ortensie

Area Sosta tra Rododendri e Ortensie - Camperarcobaleno

Area Sosta Riserva naturale speciale del Parco Burcina-Felice Piacenza

Area Sosta a due passi dall'Adriatico

Area Sosta a due passi dall'Adriatico - Camperarcobaleno

Area Sosta Le Robinie, Igea Marina, Rimini

Area Sosta tra i Colli Morenici del Garda

Area Sosta tra i Colli Morenici del Garda - Camperarcobaleno

Area Sosta Monzambano, Mantova

Area Sosta nella Conca di Oropa

Area Sosta nella Conca di Oropa - Camperarcobaleno

Area Sosta Santuario di Oropa, Biella

Taccuinodiviaggio.it

Taccuinodiviaggio.it - Camperarcobaleno

Siti di Donne nella rete