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Un mare di azalee ai Giardini di Villa Carlotta-Tremezzo,Como

Un mare di azalee ai Giardini di Villa Carlotta-Tremezzo,Como - Camperarcobaleno

 

 Aperto al visitatore senza barriere architettoniche presenti- A pagamento

Open- handicap accessible-Ticket

Info stradali e camper a fondo pagina

 

 

 

 

L’ingresso a questa splendida dimora e al suo giardino avviene attraverso il grande cancello in ferro battuto che dà direttamente sul panorama di uno dei più conosciuti laghi del mondo, quello di Como.

Di straordinaria bellezza per il suo microclima, il lago di Como è meta annuale di visitatori provenienti da tutto il mondo come lo è questa sua perla.

Se il suo ingresso al giardino non può essere confuso con altre ville private dotate anch’esse di straordinaria bellezza, non si venga ingannati dalla ‘C’ posta in cima al cancello che nulla ha che vedere con l’attuale nome della villa ma piuttosto rievoca il suo ideatore, Giorgio Clerici.

La costruzione della villa risale al ‘600 quando Giorgio Clerici, grazie alla sua attività commerciale tramandata dal nonno che portava il suo nome, gli  procura onore, fama e soldi. Passata naturalmente ai vari discendenti della famiglia, poi ai Sommariva , a metà dell’800 viene acquistata dalla principessa Marianna di Nassau, moglie del principe Alberto di Prussia che la regala, quale dono di nozze con Giorgio II di Sassonia, alla figlia Carlotta.

Questa però non frequenterà a lungo la villa in quanto morirà molto giovane e la villa rimarrà di proprietà deiSassonia-Meiningen sino all’inizio della Prima Guerra Mondiale.

Il parco di Villa Carlotta si apre ai nostri occhi con la presenza di  scenografiche scalinate a tenaglia che conducono all’ingresso della villa stessa mentre l’intera superficie si estende in circa otto ettari di terreno, racchiudendo in sé spettacolari suggestioni che ne amplificando l’ambiente e l’animo predisposto all’incontro con tanta bellezza

Il giardino all’italiana definito nelle sue alte e proporzionate siepi dall’aspetto finemente geometrico, racchiudono luoghi particolarmente eclatanti in fontane  e giochi d’acqua tra tritoni dall’aria per niente spaventosa e putti dalle ineguagliabili forme tondeggianti.

Se la finezza e l’armoniosità dei grandi alberi denota uno colto gusto inglese voluto da Giorgio di Sassonia, amante e studioso di botanica, l’architettura vegetale esplode in tutta la sua magnificenza nella fioritura delle numerosissime piante di azalee e rododendri che rendono l’aspetto del parco ancora più elegante e sontuoso.

La particolare fertilità del terreno, in gran parte acido, favorisce la crescita e la vita di piante  della famiglia delle ericacee e il particolare clima porta alla naturale  convivenza con specie esotiche e rare che si incontrano lungo il cammino nel giardino dei bambù e il giardino roccioso.

Tra gentili scalinate e vialetti compresi da pergolati, si incontrano cipressi e faggi, cedri del libano e aceri giapponesi, enormi aralia e papiri, piante del the e platani maestosi.

L’eclatante scenario dei fiori non racchiude solo, seppur splendide, piante di rhododendrum ma gelsomini profumatissimi e hibiscus,  bougainvillee tra  lauri e gelsomini, melograni, bromeliacee e orchidee

Può essere di particolare interesse il grazioso museo degli attrezzi, raccolti dalle cantine della villa stessa,  adibito in una recuperata struttura un tempo utilizzata quale dimora invernale degli agrumi.

Insomma, un viaggio squisitamente poetico, rilassante e prezioso che vale la pena davvero vivere in una giornata di sole e di festa.

 

 

GPS: 45° 59' 09,44'' N

               9° 13' 52,55'' E

 

Indirizzo: Via Regina 2, Tremezzo

 Uscita Autostradale:  Como Nord A9

 Area Sosta: Parcheggio Ippocastano, 54 posti camper su asfalto con cs a pagamento

 

 

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Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. J. Saramago 'Viaggio in Portogallo'

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