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Studi Botanici al Giardino della Minerva-Sorrento

Studi Botanici al Giardino della Minerva-Sorrento - Camperarcobaleno

 Aperto al visitatore con barriere architettoniche presenti- A pagamento

 Open- no handicap accessible-Ticket

 Info stradali e camper a fondo pagina

 

 

 

 

Nel cuore di Salerno, in cima ad una  strada  tutta in salita e vicino alla chiesa di Santa Maria delle Grazie, ci si trova davanti ad un antico portoncino aperto in un muro di cinta che racchiude il Giardino della Minerva

La sua storia inizia nel periodo medievale, quando venne utilizzato a fini didattici per coloro che frequentavano la Scuola Medica Salernitana. Questo luogo, di proprietà della famiglia Silvatico fin dal XII secolo diventa un Horto dei Semplici grazie a Matteo Silvatico e il termine deriva dal termine latino ‘medicina simplex’ per definire tutte le erbe con virtù terapeutiche.

Si deve quindi a questo esponente della famiglia Silvatico,oltre a numerosi libri da lui scritti, la nascita del primo orto botanico del mondo occidentale.

Oggi,divenuto proprietà del Comune, passato in mano a diverse proprietà e purtroppo ad un devastante degrado, il Giardino della Minerva risplende di nuova luce regalando al suo visitatore scenografie naturali impareggiabili sul golfo della sua città.

Di grande interesse è la scala del Seicento, costruita sulle mura antiche. La scala congiunge i vari terrazzamenti, dai quali si può ammirare il porto ed il centro storico, godendo di una vista spettacolare sull'intera città di Salerno. 

La possibilità di godere di tanta bellezza, soprattutto in primavera, quando la luce del sole non è ancora del tutto accecante, è data dalla presenza della lunga scala la cui ritmicità dei pilastri sorreggono una pergola in legno databile tra il 16mo e il 17mo secolo. Questa è stata realizzata sulle antiche mura della città sottostante in maniera che si potesse inquadrare i vari terrazzamenti del giardino senza perdere la veduta sia del mare che della terra circostante.

Passeggiando tra le aiuole si può ben notare il raffinato sistema di distribuzione delle acque costituto da varie canalizzazioni risalenti ancora al 1600 che lambiscono le aiuole stesse e il passaggio pedonale.

Vasche e fontane dalle fattezze animali, le grotte, il mascherone con un Gorgone e la fontana della conchiglia raccontano il complesso sistema di irrigazione garantito dal torrente Fusandola (una via attigua al Giardino ricorda infatti questo rivo) che ha sempre permesso di sostenere una svariata qualità di piante, dalle più mediterranee a quelle più esotiche

Umidità,irradiazione,calore e ombra rendono il parco il luogo ideale di molte specie, parte delle quali sono state reimpiantate dopo la bonifica e la ristrutturazione dell’intero complesso.

La ricerca di reintrodurre piante già presenti nei secoli passati ha portato nuovamente alla presenza della Colocasia esculenta, meglio conosciuta come Taro, pianta bulbosa che nelle terre africane e oceaniche è l’ingrediente base dell’ alimentazione e la Withania somnifera che in molti chiamano ‘ciliegia d’inverno’ o ginseng indiano.

 La disposizione del giardino, le sue stradine ad angolo retto, le fontane, i pilastri e i pergolati non sono più quelli originali. Anche il palazzo dei Silvatico ha dovuto sostenere un ampio restauro che ha saputo comunque restituire la sua originaria essenza e la scoperta di elementi che prima di allora erano stati completamente rimossi come ad esempio le parti di affreschi del 500.

 Il Giardino della Minerva rimane oggi uno spettacolare museo verde sulla botanica medica della Scuola Salernitana; coloro che hanno il piacere di passeggiare in questo trovano  pannelli esplicativi e cartellini su cui viene ricordato il nome volgare e scientifico della pianta in  riferimento alla dottrina galenica dei Quattro Elementi, base dell’insegnamento della Scuola Medica Salernitana.

 La visita ai vari terrazzamenti, ai pergolati e alle piante più o meno conosciute regala un meritato riposo accomodandosi ai tavolini della tisaneria ricavata sulla loggia del palazzo godendo della splendida vista sul golfo e in compagnia della fontana.

 

 

GPS: 40° 40' 51,82'' N

             14° 45' 15,26'' E

 

Indirizzo: Vicolo Ferrante Sanseverino

Uscita Autostradale: Salerno  A3

Area Sosta: campeggi

 

 

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Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. J. Saramago 'Viaggio in Portogallo'