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Solferino, l'Ossario e il Memoriale della Croce Rossa Internazionale

Solferino, l'Ossario e il Memoriale della Croce Rossa Internazionale - Camperarcobaleno

In ricordo della seconda Guerra di Indipendenza

 

 

La battaglia di Solferino e San Martino rimane nella Storia come la  più lunga e più sanguinosa combattuta per l'indipendenza e l'unità d'Italia, combattimenti che sono durati tra le 12 e le 14 ore e solcati da  barbarie inumane. Sarà questa carneficina a portare Napoleone III alla firma dell’Armistizio di Villafranca, concludendo così la pagina della Seconda Guerra d’Indipendenza.


Il palcoscenico di questa enorme tragedia umana è  Solferino, sterminata di corpi straziati che solo la popolazione cerca di dare loro  aiuto, una sepoltura e una dignità perduta.

Per  questo scempio, per questo dolore che ormai non ha più né appartenenza politica né cittadinanza, Henry Dunant  si fa creatore e primo promulgatore della Croce Rossa al quale verrà conferito il Premio Nobel per la Pace.


Visitare Solferino non è come visitare una grande città , lì ci si scorda dei grandi monumenti, lì viene meno il desiderio della scoperta di nomi illustri, di colori più o meno sgargianti, di immagini da cartolina.

A Solferino non serve una guida turistica o il classico Baedeker, a Solferino bisogna andarci col cuore.

Solferino fa parte di tutti noi, fa parte di quella Storia che ci accoglie, noi turisti allegri e spensierati, in un capitolo di un Paese che voleva nascere e  crescere e per questo ha visto sacrificare tante persone i cui nomi sono stati dimenticati.

Solferino appare a noi quieta, tranquilla, una bella cittadina in ordine e pulita, i bar e i negozi lindi e accoglienti,persone gentili che invitano a fermarsi e a colloquiare con loro, bimbi che giocano tranquilli in un parco lì accanto, sereni.

 Entrando in paese si incontra la Chiesa di San Pietro in Vincoli che ospita l’Ossario, un luogo sacro voluto dopo circa venti anni da quella battaglia, per far riposare degnamente i resti di tutti i Caduti dei tre eserciti che si diedero battaglia, ora legati per sempre in questo luogo di preghiera e di pace.

La bella Chiesa divenuta così un Ossario, ci accoglie percorrendo un viale di cipressi ; la facciata conserva due mosaici di pregio, uno raffigurante San Pietro e l’altro il Redentore.

Intorno alla Chiesa si estende un parco rispettato e pulito dove si trova un bronzo di Napoleone III e del generale Auger.

Accedere all’Ossario si deve ma in silenzio e con umiltà. Questo perché lì dentro non ci sono catalogati ed esposti i resti di corpi umani, ma ci sono i pensieri,gli amori, le paure che si fanno terrore, le immagini di occhi che hanno visto, i suoni di orecchie che hanno ascoltato gli urli di una guerra acre  e ogni resto umano potrebbe raccontarci, nella stessa storia, una storia diversa.

 Insieme, senza nessuna di quelle distinzioni che rendono l’animo umano gretto, né semplici soldati né comandanti, nessuna distinzione di lingue e idiomi diversi; solo loro, accomunati nella sofferenza e nella morte, solo Persone.

In un profondo pozzo che si trovano i resti umani dal numero esorbitante a cui due scheletri in divisa fanno tacitamente la guardia.

La salita che porta dall’Ossario  verso il Monumento della Croce Rossa può sembrare lieve ma simbolo della fatica umana ed esasperazione del dolore fisico.

 Da un lato il viale verso il Cimitero di Solferino ci porta a riprendere fiato e a far riposare l’animo inquieto osservando il panorama verso il Monumento stesso e, ancora un po’ più in su , La Rocca, chiamata, durante il Risorgimento, ‘Spia d’Italia’ proprio per la sua posizione che domina la valle sino al confine con la regione veneto, allora sotto il dominio austriaco. 

Al Memoriale  della Croce Rossa si arriva grazie ad  lungo viale di alti cipressi  chiamato di San Luigi Gonzaga ed eretto nel 1959 in ricordo del fondatore e premio nobel per la pace Jean Henry Dunant il quale visse in prima persona la tragedia umana consumarsi in quella battaglia.  

Sul lato destro del  Monumento si trovano piastrelle di marmo dai colori diversi , provenienti da ogni parte del mondo, sui quali sono impressi i nomi di centoquarantotto Paesi aderenti alla Croce Rossa Internazionale.

E’ un monumento moderno in cemento dove la croce rossa  svetta su una lastra quasi ricamata, una piazza immersa nel verde dove il silenzio trova pace e tranquillità.

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