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San Rocco di Camogli

San Rocco di Camogli - Camperarcobaleno

A picco sul mare di Camogli

Raccontarvi di San Rocco  è come parlare della propria casa, dei propri muri. Di un luogo che mi appartiene da quando ero una bambina e che mi ha visto crescere prima e invecchiare, poi.

Quando racconto di questo luogo al di fuori del senso del tempo umano ad amici che col camper vogliono visitare la mia terra, dico sempre loro che il posteggio per i camper sulla strada che conduce al borgo (non un’area camper, purtroppo, ma solo un posteggio), Viale Moflino, non è agevole e piccolo perché, come tutto , noi non abbiamo tanta terra e quella poca che abbiamo, la condividiamo col mare.

Alcuni, alle mie parole, decidono di trovare altre soluzioni più comode per un trascorrere alcuni giorni di vacanza, altri rimangono talmente affascinati da tanta bellezza che ritornano.

Ed è così, a San Rocco non puoi non andarci senza ritornarci ancora.

Il piccolo ed antico borgo è meta di passeggiate nelle tiepide domeniche invernali, dove la mimosa fiorisce in gennaio e dove non si riesce mai a capire dove finisce il mare ed inizia il cielo.

Fa parte del Comune di Camogli ma, rispetto al borgo marinaro, questo si trova posizionato a strapiombo sul mare, su un crinale del Monte di Portofino.

Al minuscolo villaggio, da cui si apre un panorama sul mare e sulla costa ligure unico al mondo, si arriva mediante la strada che parte dalla piazza di un’altra frazione, Ruta. Immersa tra secolari pini marittimi, la strada raggiunge un grande posteggio comunale dove, il turista, posteggia il suo veicolo. Infatti, da anni, San Rocco è solo raggiungibile a piedi seguendo la strada carrabile che è di pertinenza solo dei residenti.

E’ una tranquilla passeggiata, questa, che si dipana tra le case del borgo, alcuni ristoranti tipici del luogo, giardini di villette e che conduce alla Piazza della Chiesa, cuore del borgo.

E’su questo piazzale che si incontra la Chiesa dedicata appunto a San Rocco, edificata a metà del 1800 su una pre esistente cappella del XV secolo.  Il piccolo piazzale offre la vista su tutto il golfo del tigullio e nelle mattinate fredde e limpidissime di tramontana (quella che noi chiamiamo ‘tramontana secca’) si delinea in lontananza tutto l’arco dell’ appennino ligure e i contorni nitidi della Corsica. 

Da qui si dipana la splendida e romantica passeggiata a picco sul mare sul fianco del Monte di Portofino che porta verso l’abitato di Mortola e quella verso Porto Pidocchio e Punta Chiappa, sui cui gradini spesso rotti dalle possenti radici dei pini marittimi, si incontra la splendida Chiesa di Capodimonte. La visita a questo gioiello romanico è quasi d’obbligo. Gli ex voto lasciati qui raccontano tutti di richieste di aiuto durante naufragi e tempeste, lotte marine e imbarcazioni  infranti sulle rocce. La sua storia è singolare e nota, fondata dai Monaci di San Rufo su una precedente del 345 dedicata a San Romolo. Questa venne poi abbandonata e luogo preferito per scorribande di pirati, trasformata poi in abitazione e riaperta poi al culto alla fine del 1800.

La bellezza di San Rocco, gioiello immerso nel verde lussureggiante del Monte di Portofino, tra pini olivi secolari  e agavi, tra il profumo del mare e del pitosforo in fiore, è anche data dalla annuale e tradizionale festa dedicata al miglior Amico dell’Uomo. Vi invito a venire il 16 Agosto a vivere in prima persona questa splendida emozione in cui vengono premiati i cani che nell’anno si sono sacrificati, si sono resi eroi in situazioni di pericolo per l’uomo, per il proprio amico bipede.  Ma oltre a questa meritevole iniziativa sul palco, con targhe e medaglie, targhe e applausi, vi è un pubblico variegato e festoso composto da ogni taglia e razza, occhi grandi e piccini, tutti accomunati da un amore e dalla felicità di poter vivere insieme ad un peluche. Non manca certo il momento più solenne e intenso, la benedizione di queste grandi creature per poi lasciare che la festa continui fino a tarda notte, tra abbaiati festanti e ciotole di acqua prese d’assalto in questa giornata di metà estate.

 

Camperarcobaleno ringrazia di cuore l'Ufficio Turismo e Cultura del Comune di Camogli e Daniela Nemini, per la Sua cortesissima disponibilità.

 

(A.L. Maggio 2016)

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Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. J. Saramago 'Viaggio in Portogallo'