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Sacro Monte di Varese

Sacro Monte di Varese - Camperarcobaleno

GPS: 45° 51' 36,35'' N

          8° 47' 37,10'' E

Uscita autostradale:

A8 uscita Varese 

A26 uscita Sesto Calende-

A2 uscita Mendrisio o Stabio

Accesso ai disabili:non tutto il percorso

 Area sosta: parcheggio

 

A pochi chilometri a nord di Varese e vicino al massiccio del campo dei Fiori, in un ambiente naturale elegante e particolarmente interessante sotto il profilo botanico e faunistico, troviamo il Sacro Monte di Varese, il più, tra i Sacri Monti, rappresentativo ed emozionante.  

 

Dedicato alla contemplazione dei misteri del Rosario, questo si sviluppa attraverso un percorso che si diparte dal piccolo borgo di Fogliano. A piedi o mediante una rinnovata  salita in funivia dal nostalgico ricordo dell’epoca liberty che consigliamo,  questo collega la valle al borgo di Santa Maria del Monte, dove si trova il Santuario.

 

Su questo colle già nel 1500 si trovava una cappella (forse dove oggi si trova il Santuario)  voluta  da Sant'Ambrogio in ringraziamento per la vittoria sugli ariani.

 

Certa è l'esistenza di un santuario romanico risalente all’ XI secolo forse costruito su un precedente edificio altomedievale,composto da un atrio esterno per accogliere i pellegrini e ricoveri dove questi potevano trascorrere le notti. Ma di questo, ne parleremo oltre.

 

Insufficiente per  accogliere sempre tutti  i numerosi pellegrini, il santuario venne ricostruito e ampliato in tre navate e tre absidi nel 1472 e nella seconda metà del XV secolo  Caterina da Pallanza e Giuliana da Busto Arsizio, fondatrici delle Romite Ambrosiane,decisero di  ritirarsi per  una vita di preghiera;  esempio seguito da altre giovani donne tanto che,  nel 1474,  Papa Sisto IV concesse l’avvio di  un monastero.

 

A una delle suore  del monastero, suor Maria Tecla Cid,  all'inizio del XVII secolo , venne l'idea di creare un percorso per permettere  la comunicazione tra la pianura di Varese con il Santuario ed il borgo sul  Monte, offrendo il conforto di alcune tappe sosta  meditando sui Misteri del Rosario.

 

Fu Padre Giovanni Battista Aguggiari che coinvolse in maniera economica nobili famiglie e  comunità di fedeli di numerosi paesi sul territorio circostante  e grazie a queste numerose e proficue donazioni, la realizzazione del Sacro Monte  risultò molto più rapida rispetto agli altri sacri monti e le tredici cappelle vennero terminate in pochi anni.

 

Particolarmente affascinante è la scoperta di incontrare  le cappelle, suddivise tra di loro a gruppi di cinque, come i grani del Rosario.

 

Le cappelle, gli archi trionfali e le fontane, sono ispirati allo stile manierista mentre di netta impronta seicentesca sono gli affreschi di tutte le cappelle che si incontrano lungo la via devozionale.

 

Un lungo selciato, composto da pietre di fiume levigate dall'acqua, di circa due chilometri si snoda  tra il verde e la tranquillità , tra  faggi e castagni, noccioli e arbusti di roselline selvatiche, portando il pellegrino alle cappelle e all’oratorio, oltre ad incontrare, durante la salita, gli archi che suddividono simbolicamente il cammino o la preghiera del Rosario.

 

La lunga via che misura circa due chilometri, inizia attraversando l'arco monumentale detto 'del Rosario' dove spicca, di fronte, l'opera del Maestro Guttuso del 1983.

 

Il racconto sulla vita di Maria inizia con la prima cappella in cui vi è la descrizione scultorea  dell’incontro da questa e l’Arcangelo Gabriele e, via via, dispiegandosi poi sulla vita di Gesù sino alla crocefissione, in parallelo all’arrivo al complesso architettonico del Santuario (che comprende la quindicesima cappella) con  il caratteristico borgo  di "Santa Maria del Monte" dove, sulla piazza, si erge una statua dedicata a Papa Paolo V.

 

Molte sono le particolarità di queste opere come molti sono i particolari sia artistici che storici. Molte sono le opere di Francesco Silva e di altri scultori che lavorarono anche all’interno del Duomo di Varese, molti sono i richiami alla vita del seicento lombardo quali spicca il suonatore di violino, esempio dell’illustre lavoro dei lituai lombardi di quel periodo storico.  Da notare la facciata della settima cappella, voluta dalla famiglia Litta, su cui spicca il loro stemma nobiliare.

 

Le cappelle sono tutte affrescate e risultano oggi con colori vividi e accesi, spesso sono descrizioni paesaggistiche vivide, luminescenti (quasi in contrapposizione a quel tipico grigiore usato dal Manzoni per rappresentare una lombardia tetra e pesante).

 

Le espressioni dei visi si fanno, nella sequenza delle cappelle, sempre più cariche di emozioni e ben eloquenti a discapito della parola mancante; la seicentesca commedia dell’arte  esplode in  tutta la sua drammaticità nella cappella della flagellazione, ad opera del Mazzucchelli, dove tutti i sentimenti tragici sono descritti in una potente scenografia, quasi cinematografica, apocalittica.

 

Salendo verso il Santuario il panorama si espande nella sua naturale bellezza e quasi dona conforto e quiete all’animo coinvolto in queste scene teatrali, sino ad arrivare alla terrazza del Mosè, posta su uno sperone roccioso, tra il Viale delle cappelle e il Monastero delle Romite Ambrosiane.

 

Il Santuario ospita sull’altare maggiore la figura della Madonna risalente al periodo altomedievale di alto valore devozionale.

 

Sotto l’altare si apre l’antica cripta, l’antica abside di una chiesa alto medievale dove si può scorgere, coperta da vetro, una parte di un muro risalente al VI secolo d.C.

 

Merita anche una visita l Museo Baroffio, collocato vicino al Santuario e la casa Museo Ludovivo Pogliani.

 

Il Museo Baroffio accoglie la storia del Santuario mediante pezzi scultorei, pittorici e di arredamento del santuario stesso tra cui spicca per bellezza il pulpito seicentesco e l’antifonario ambrosiano del 1476. Inoltre qui è racchiusa l’intera collezione d’arte donata dal barobe Baroffio e la mostra permanente di arte sacra di artisti dl XX secolo.

 

La Casa Museo Ludovico Pogliani racconta la collezione varia ed eclettica del Pogliani, dall’egittologia all’arte classica tra cui spicca l’originale portale centrale del Duomo di Milano, in gesso.

 

Di particolare bellezza, questo percorso devozionale non è forse uno dei più semplici ma sicuramente quello più emozionante e rilassante. La vasta estensione e l’imponente architettonicità rendono il luogo molto suggestivo e maestoso, soprattutto nell’idea di un Rosario che si dipana a mano a mano che il pellegrino raggiunge le varie cappelle.

 

Un motivo non solo prettamente religioso per poter ammirare questo splendido luogo, tra arte sacra, religione e raccoglimento e cultura.

 

 

 

 

 

 

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