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Sacro Monte di Ossuccio

Sacro Monte di Ossuccio - Camperarcobaleno

GPS: 45° 58' 28,73'' N

          9° 10' 38,41'' E

Uscita autostradale: A9 uscita Como

Accesso ai disabili: non tutto il percorso

Area sosta: solo parcheggio

 

 

Siamo sul Lago di Como, nel Comune di Ossuccio, in un luogo completamente immerso in olivi e campi, boschi e dirupi.

 

Sicuramente luogo conosciuto in età romama e declamato da Plinio il giovane, qui sorgeva probabilmente un santuario pagano romano, vista anche la vicinanza di una delle due ville di proprietà di Traiano.

 

Lo stile barocco caratterizza questo luogo,un Monte Sacro con quattordici cappelle costruite dagli gli inizi del ‘600 agli inizi del ‘700, tutte a pianta centrale in cui statue ad altezza naturale, in terracotta,furono realizzate ed impreziosite con abbigliamenti tipici di questi lussureggianti luoghi del 17mo secolo.

 

Vere e proprie opere d’arte di Maestri Stuccatori della scuola intelvese, la passeggiata conduce il visitatore verso il Santuario della Beata Vergine del Soccorso.  E’ infatti l’ultima meravigliosa cappella, dedicata all’incoronazione di Maria, che introduce al Santuario stesso.

 

La visita alle cappelle si snoda lungo le pendici del monte , in un percorso che evoca non poche volte il cammino nel Sacro Monte di Varese anche se qui certo non è paragonabile alla maestosità di quest’ultimo, preso comunque ad esempio per la sua reale bellezza.

 

Quello che qui risulta in contrasto con Varese è sicuramente lo stile, uno stile barocco che impreziosisce sia le cappelle che il grande e meraviglioso scorcio scenografico sul lago, sui terrazzamenti ad olivi, tipici di questo angolo di mondo.

 

Il viale delle cappelle è in salita ma non arduo, con un ciottolato in ottime condizioni e gradini accessibili a tutti. Il muretto che si snoda lungo la salita accoglie coloro che  vogliono godere di un po’ di riposo dalla fatica a cui partecipano grandi alberi che riparano dal sole caldo. Il tragitto misura circa un chilometro e lo si percorre in circa mezz'ora. Ma non si può non fermarsi a contemplare tanta bellezza intorno e così la 'mezz'ora', scappa via.

In accordo con il Santuario, è possibile usufruire di alcuni mezzi di trasporto per le persone anziane o malate (a partire dalla quarta cappella)

Alla fine del percorso si erge nella sua bellezza il Santuario della Beata Vergine del Soccorso, costruita su un terreno impervio dove un tempo si ergeva già un altro edifico di culto.

 

Anche il Santuario ‘risente’ internamente dello stile barocco  con stucchi e decori atti alla più alta celebrazione del culto mariano. Angeli con cartigli, marmi e scomparti affrescati in un tripudio di colori e di simbologie religiose.

 

La statua rappresentante la Madonna, conservata nel santuario,  è datata 1300, in un luogo raccolto tra molti ex-voto che raccontano momenti di vita del luogo. Non pochi sono quelli dei pescatori del lago come non pochi di madri nei confronti di un proprio figlio.

L'8 settembre di ogni anno al Sacro Monte  si celebra una  festa religiosa in coincidenza con la Natività di Maria, solennità tra le più antiche del Lario.

 

Il Santuario sarà riaperto ai pellegrini nel mese di Giugno 2016 dopo interventi di restauro.

I camper possono essere posteggiati seguendo le indicazioni : Santuario-Prima cappella e iniziando la salita alla grande curva di Lenno, verso anche l'abbazia dell'Acquafredda. In prossimità della prima cappella è possibile trovare spazio per il parcheggio. 

 

Sacro Monte di Ossuccio

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Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. J. Saramago 'Viaggio in Portogallo'