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Sacro Monte di Ghiffa-Verbanio Cusio Ossola

Sacro Monte di Ghiffa-Verbanio Cusio Ossola - Camperarcobaleno

GPS: 45° 57' 46,86''N   8° 36' 18,93''E

Uscita autostradale: A26 Uscita Gravellona Toce

Accessibile ai disabili

Area sosta: parcheggio

 

Costruito sulle ceneri di un precedente Oratorio risalente  al XII  e  XIII secolo ,il Santuario si erge su un  pianoro sopra l’abitato  di Ronco.

 

L’antica costruzione era già all’epoca luogo di continuo pellegrinaggio dedicato alla SS. Trinità e custodiva l’affresco con l’effige miracolosa delle tre figure del Cristo uno e Trino. La sua fama era così conosciuta che alla fine del 1500 si dovette abbattere per costruire al suo posto un vero e proprio Santuario per poter far così fronte all’accoglienza di tutti i pellegrini.

 

Ma se all’inizio del 1600 la prerogativa era quella di sviluppare un vero e proprio luogo di preghiera e di accoglienza, è nella seconda parte del secolo successivo che viene portata avanti l’idea della realizzazione del Sacro Monte. Molti anni e molte lentezze segnarono la completa realizzazione delle cappelle e la fine della costruzione del Santuario stesso, lavori che, tra modifiche, ammodernamenti e rifacimenti, vedono la data del 1904.

 

Nell’arco di tutti questi lunghi anni, il Sacro Monte vive momenti di grande interesse artistico, religioso e sociale. Artisticamente il livello più spettacolare è sicuramente l'opera dell’altare della SS Trinità dove il tema viene comunque  e sempre rappresentato in tutto il Sacro Monte.

 

Socialmente il Sacro Monte di Ghiffa è luogo di preghiera ma è anche momento di unione  sociale che trova spazio nelle feste popolari. Inoltre si sviluppano, intorno ad esso, una serie di ville signorili che fanno di questo luogo, meta ambita.

Purtroppo il Sacro Monte vive nel 1869 l’espropriazione di moti beni e terreni che passano di proprietà del demanio. Per lungo tempo, non avendo fondi per il mantenimento dell’intero territorio, questo è destinato ad un lungo periodo di degrado artistico e boschivo.

 

Infatti la bellezza e rarità naturale dei suoi versanti venne radicalmente sottoposta a disboscamenti e depauperamenti mentre la bellezza delle realizzazioni umanefu lasciata scivolare nell’oblio e nell’abbandono.

 

Solo nel 1985 ci si avviò verso la strada del restauro e recupero del Santuario e del Sacro Monte sino a che venne istituita la Riserva NaturaleSpeciale del Sacro Monte della SS. Trinità di Ghiffa.

Le tre Cappelle del Sacro Monte, la prima dedicata all'Incoronazione di Maria, è arricchita da un garbato portico da cui spicca un rilievo in terracotta della Madonna e altre statue in cotto policromo di Santi e Profeti.  La seconda è riservata a San Giovanni Battista che contiene la scena del Battesimo di Gesù nel Giordano, cappella che all’esterno presenta un  porticato anulare che la cinge nella sua interezza e la terza,  a pianta cruciforme, presenta Abramo, raffigurato in adorazione verso tre angeli rappresentanti la SS Trinità.

 

 La bellezza di questo luogo è anche rappresentata nella sua area naturale protetta che comprende ampie zone boschive. I sentieri tematici guidano alla scoperta di una zona riccamente popolata di flora e fauna mentre molte sono le possibilità di visita anche per le persone disabili.

 

Tra viali ben delimitati con piante e fiori, tra sentieri lastricati e di facile cammino, il Sacro Monte di Ghiffa è un’oasi di perfetto equilibrio di fede e ragione, simbolo oggi splendente che regala tanta bellezza divina  alla nostra finitezza umana

 

Sacro Monte di Ghiffa

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Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. J. Saramago 'Viaggio in Portogallo'