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Sacro Monte di Domodossola

Sacro Monte di Domodossola - Camperarcobaleno

GPS:46° 06' 22,00 ''N

         8° 17' 20,29'' E

Uscita Autostradale: A8 uscita Domodossola

Accessibile ai disabili: non tutto il percorso

Area sosta: parcheggio

 

 

 

Era il 1656 quando due frati cappuccini scelsero Colle  Mattarella quale luogo per ospitare quello che poi sarebbe diventato il Sacro Monte Calvario.

 

 La sua è una storia ricca di memorie:  all'interno del territorio protetto si trovano oggi i resti del castello Mattarella, risalente al X secolo e distrutto nel 1415 da truppe svizzere scese  per la conquista  della valle dell'Ossola.

 

Dopo la distruzione di questo maniero l’intero colle venne abbandonato per più di due secoli e solo nella seconda metà del ‘600, per opera dei due frati cappuccini, venne ideato  il progetto,lungo le pendici del monte,  della  "Via Processionale" con una serie di croci che segnalavano le "stazioni" e le pene di Gesù insieme ad  un Santuario della Santa Croce, dedicato al SS. Crocifisso, posto al termine del percorso devozionale in stile barocco, a pianta ottagonale.

 

Il progetto venne  sostenuto dall’intera comunità dietro l’entusiasmo e l’approvazione della diocesi di Novara a cui apparteneva e venne riconosciuto il nome di Monte Calvario.

 

Grazie alle tante donazioni e ai finanziamenti ricevuti, la realizzazione dell’intera struttura fu rapida tanto che meno di dieci anni dopo la posa della prima pietra, 8 luglio 1657, già si dava il via alla celebrazioni delle Sante Messe.

 

 Tutte le cappelle,  di forma diversa tra di loro, continuano ad essere vere e proprie stazioni della Via Crucis come in principio era stato ideato l’intero percorso anche se si trovano all’interno del Santuario tre stazioni e una cappella detta 'La Visione della Croce’.

 

Importante per la storia, questo splendido Monte Sacro, porta in sé il ricordo della venuta qui di Antonio Rosmini del quale ancora oggi si può visitare la sua cella e alcuni oggetti a lui appartenuti, oltre ad una delle quattro reliquie del suo corpo.

 

Visitando questa cella si può lasciare, su un libro, un breve messaggio che, in realtà, compone una lunga e quasi interminabile preghiera e richiesta di conforto.

 

Al di là della mera storia, vogliamo solo tentare di raccontare la bella atmosfera che ci ha accolti nella visita di inizio estate a questo luogo da cui esplode, più a valle, la dolce città di Domodossola.

 

L’aria frizzante porta a passeggiare piacevolmente su quei selciati così puliti e in ordine, affiancati da muretti in pietra che sembrano facciano fatica ad arrestare la colorata esplosione di roselline selvatiche e canine. Il sole penetra a mala pena tra i fitti rami di maestosi abeti e la quiete si fa sottile e intensa  a mano a mano che le varie tappe della Via Crucis si innalzano dinanzi ai nostri occhi.

 

Luogo raffinato e nello stesso tempo solitario e semplice, con i suoi giardini dall’erba rasata e dalle immagini delle statue in legno che troviamo nelle varie cappelle.

 

E poi la targa in ricordo del filosofo Rosmini, che qui viene ricordato con una sua statua e una targa in marmo:

Antonio Rosmini il XX Febbraio MDCCCXXVIII.fondava su questo sacro monte l’Istituto della Carità

 

XXIII settembre MDCCCCXXVIII

 

Promotori gli ex allievi dei collegi rosminiani

 

Sacro Monte di Domodossola

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Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. J. Saramago 'Viaggio in Portogallo'