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Sacro Monte di Belmonte- Valperga

Sacro Monte di Belmonte- Valperga - Camperarcobaleno

GPS:45° 22' 13,03'' N 07° 38' 15,32''E

Uscita Autostradale:A6 uscita Torino. proseguire su  SS 460 per Ceresole Reale- Leinì- Rivarolo Canavese- Cuorgne’, Santuario

Accessibile ai disabili: non tutto il percorso

Area Sosta:parcheggio

 

 Il Sacro Monte di Belmonte con le sue 13 cappelle della Via Crucis è all’imbocco della Valle Orco sopra l’abitato di Valperga  in provincia di Torino.

 

Coperto da una folta vegetazione che rende l’ambiente ancora più caratteristico e suggestivo, si trova qui la presenza naturale e non comune del granito rosso e un patrimonio boschivo di notevole importanza anche per lo splendido panorama che qui spazia su gran parte del territorio piemontese.

 

Inoltre non va sottovalutata la sua importanza storica in quanto in questo luogo sono state rinvenuti segni della  presenza di una antica cultura preistorica risalente all'età del bronzo e resti di fortificazioni longobarde.

 

Se la leggenda vuole che il primo santuario venne edificato nel 1200 per volontà di Re Arduino dopo aver beneficiato della miracolosa guarigione avvenuta grazie alla concessione della Vergine Maria, la costruzione si deve al Padre francescano Michelangelo da Montiglio, nel 1712.

 

In realtà un  primo edificio religioso sorse qui prima dell'anno 1000 grazie ad un piccolo gruppo di Monache Benedettine provenienti dal Convento di Busano.

 

Qui le monache rimasero sino al 1601 quando il Concilio di Trento decise che i conventi femminili non dovessero essere posti in luoghi troppo solitari.

 

 Alle suore benedettine subentrarono i frati minori di San Francesco   e in particolare raggiunse il luogo di culto padre  Bernardino Caimi.

 

Ideatore di un luogo sacro dove rappresentare Gerusalemme e la vita del Cristo,  qui Caimi tentò in principio la realizzazione del suo progetto ma, non avendo avuto l’approvazione, il padre francescano si diresse a Varallo dove ottenne maggior successo.

 

Dovettero passare due secoli prima che un altro francescano, reduce  dalla Terra Santa, riuscisse  a realizzare quanto Bernardino aveva un progettato su quella collina.

 

Nominato guardiano di Belmonte, padre Michelangelo da Montiglio volle a tutti costi realizzare un percorso semplice e circolare con delle cappelle raccontassero la vita di Gesù e il suo travaglio.

 

Montiglio era un uomo caparbio, abile e buon predicatore e dopo anni di vita religiosa in Palestina portò con sé solo un crocefisso in madreperla che ancora oggi si può vedere nel piccolo museo, ricordando la sua ostinazione nel rendere a tutti i costi possibile questa grande realizzazione religiosa e artistica, a servizio del popolo.

 

Purtroppo  Padre Montiglio non trovò molti finanziatori e i soldi raccolti non erano sufficienti a chiamare all’opera artisti famosi, tanto che oggi purtroppo sappiamo poco degli artigiani che lavorarono alla costruzione dell’intero plesso. Ma nonostante i nomi non fossero altisonanti, il Sacro Monte divenne un gioiello di arte sacra, per nulla meno interessante o particolare rispetto agli altri Monti.

 

 Venne così costruita la chiesa e  iniziarono la costruzione del percorso devozionale della Via Crucis con  13 cappelle che si inerpicano verso la cima della collina.

 

La forma  delle cappelle sarebbe stata simile le una alle altre con una breve saclinata, il pronao riparato e la cappella vera e propria circolare con, al suo interno, il racconto dipinto sul muro. Solo successivamente vennero poste delle statue in quella terra cotta di Castellamonte. A questo sfondo ritmico e costante fatto nel suo insieme dalle cappelle, vi è  l’ eccezione architettonica della cappella del Calvario, costruita di forma ottagonale e che domina, in posizione isolata, tutto il territorio canavesano.

Dopo le traversie del periodo napoleonico, la chiesa venne completamente ristrutturata in stile romanico-lombardo.

Risale al 1960 la posa della statua dedicata a San Francesco nel punto più alto del monte che ci riporta al suo 'Cantico dei Cantici'.
Posto sotto la tutela delle Aree Protette della Regione Piemonte, il Comitato per il Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, nel 2003 insieme agli altri Sacri Monti di Lombardia e Piemonte.

 

Poco conosciuto ma di una bellezza rara, il Sacro Monte di Belmonte è sicuramente uno di quei gioielli storici, religiosi e artistici da rivalutare e da saper amare.

 

 

 

 

 

Sacro Monte di Belmonte

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