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Rocca di Tentennano- Castiglione d'Orcia

Rocca di Tentennano- Castiglione d'Orcia - Camperarcobaleno

Apertura al pubblico: si con barriere architettoniche presenti

 Open-no handicap accessible-Ticket 

Da visitare: Terme di San Filippo,Pienza,Radicofani,Montalcino

Info stradali e camper a fondo pagina 

 

 

 

Seguendo la strada della Via Cassia arriviamo con facilità verso Castigliole d’Orcia per raggiungere la bella Rocca di Tentennano.

Di origine  etrusca, qui vissero sicuramente i romani visto il ritrovamento di ceramiche e utensili. Il suo nome è di derivazione etrusca e significa ‘Giove’.

Voluta sopra un costone di roccia calcarea per la sua posizione strategica, poteva controllare il percorso della via Francigena e le vie di comunicazione verso la maremma. Siamo probabilmente intono al 1100, qui alcuni atti notarili registrano la presenza di una costruzione posta su una roccia insieme al suo piccolo borgo sottostante.

Forse costruita dalla famiglia degli Aldobrandeschi, la Rocca divenne in poco tempo fucro della val d’Orcia, luogo di continuo passaggio sia per pellegrini da o verso Roma e per ogni tipo di commercio

Siamo nell'anno 1250 quando il Comune di Siena ne diventa proprietario per poi passare alla nobile e conosciuta Famiglia Salimbeni con la preghiera di appoggio contro i guelfi fiorentini nella battaglia di Montaperti. Dopo varie vicissitudini, la Rocca viene riconquistata dai senesi i quali decisero di scacciare i Salimbeni e di mandarli in esilio. 

Il Quattrocento vive un cospicuo sviluppo e benessere e vede la nascita dell’ organizzazione agraria dei poderi nelle campagne e di attività artigianali nel piccolo borgo.

Usata ancora da Siena quale sentinella sino al 16mo secolo, questa venne progressivamente abbandonata per  l’introduzione delle nuovi armi da fuoco. Qui arrivano i Francesi e gli Spagnoli, qui arrivarono anche le ‘moderne’ carrozze e anche della via francigena si perde l’interesse non solo religioso ma sociale.

Solo con  le riforme del Settecento i Granduchi Lorenesi introdussero  la mezzadria e la Rocca vide l’aumento di artigiani e di lavoranti provenienti anche dai paesi vicini.

Ma poi, con il fluire del tempo, sia questa che il borgo vengono quasi dimenticati, qualcuno afferma che in un certo qual modo questo abbandono ha un suo risvolto positivo: tutto è rimasto come ai tempi d’incanto, non c’è qui pietra o scalino che non abbia vissuto tanta storia, niente proviene da questo futuro, tutto è rimasto integro e silenzioso come allora…

La visita alla Rocca parte con la parte muraria che difendeva oltre se stessa, il piccolo borgo, quale primo circuito difensivo. Un secondo comprendeva la cima  dello sperone roccioso, a cui si accedeva tramite una porta, oggi visibili solo alcuni resti. Questo era il cortile esterno della fortificazione dove si trovavano alcuni edifici.

All'estremità nord del cortile alcune  scale portano  al cuore della roccaforte: il Cassero.

Costituito da un' area pentagonale con mura bastionate che conservano ancora parte della merlatura, mediante una scala in ferro  e attraverso una porta ad arco, si accede al Torrione a pianta pentagonale e due piani interni.

Torre  di avvistamento e alloggi per il comando , le sue mura hanno un grande  spessore mentre  i locali interni hanno splendide volte a botte.

Il  piano superiore, diviso in due stanze, presenta la bocca di una cisterna per la raccolta dell’acqua e un forno ricavato nella parete mentre dalla seconda stanza si accede alla terrazza di copertura dove il panorama è davvero unico.

 

 

 

GPS:43° O' 34'' N

          11° 36' 50''  E

Da Nord:

-Autostrada A1 , uscita Firenze Certosa- Imboccare Superstrada Firenze Siena, uscita  Siena Sud. Percorrere  la Strada Statale Cassia in direzione Buonconvento - indicazioni per Castiglione d'Orcia su Strada Provinciale 323

Da Sud:

 -Autostrada A1,uscita Chiusi-Chianciano Dopo  Chianciano proseguire in direzione Pienza e San Quirico d'Orcia. Arrivo su Strada Statale 2 Cassia, svoltare in direzione Sud (Roma)sino a  indicazioni per Castiglione d'Orcia e proseguire sulla Strada Provinciale 323 

Sosta: Via della Rocca, piazzale in ghiaia con cs

 

 

 

 

 

 

 

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(Lyla, Pastore Abruzzese, 12 anni, Mascotte di Camperarcobaleno)

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Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. J. Saramago 'Viaggio in Portogallo'