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Rocca delle Caminate -Predappio

Rocca delle Caminate -Predappio - Camperarcobaleno

Apertura al pubblico: solo parte esterna 

 Only outside visit- no handicap accessible

 Da visitare: Cimitero Monumentale di San Cassiano,Mercato dei viveri

 Info stradali e camper a fondo pagina

 

 

 

 

 

 Siamo in terra emiliana e  inizia col 1927 il racconto di questo gioiello, purtroppo contrassegnato da tristissime vicende, come se portasse in sé una sorta di maleficio, come se già dalla sua nascita, la prima, la Rocca dovesse comunque attraversare nei secoli solo vicissitudini inquietanti e crudeli.


E’ già evidente da questa breve introduzione che la Rocca delle Caminate oggi non è certo quella che nell’anno 1000 il Belmonti volle far costruire; questa rimane ,per così dire, la copia di una copia dell’originale, un pezzo comunque importantissimo della storia ma di una storia del secolo scorso.


Seppur incerta la data della prima costruzione di questa Rocca , non appare azzardata farla risalire al medioevo per volere di Ricciarello, barone di Beaumont, capostipite della famiglia Belmonti e dei Ricciarelli.
 

Dopo varie vicissitudini e distruzioni la rocca venne riedificata più volte passando dalla proprietà dei Belmonti a quella degli Ordelaffi sino all’inizio del 1500.
 

Passata sotto il dominio dei Francesi e poi sotto il dominio della Repubblica di Venezia che la cedette al Papa che a sua volta la concesse in feudo al Conte Alberto Pio di Carpi, con le terre di Meldola e Sarsina.
 

Ma dai Carpi questa divenne proprietà dei Principi Aldobrandini nel 1597 e da questi ai Principi Pamphili e infine ai Doria- Pamphili, che nel 1853 la diedero in comodato alla famiglia Baccarini di Forlì.
 

A causa del terremoto del 1870 la Rocca crollò in buona parte miseramente e rimase uno scheletro sino al 1927 quando la storia moderna ci racconta che questa venne fatta dono a Mussolini, rimettendola in sesto e facendola divenire luogo di riposo e di svago.
 

Nonostante le rovine, la Rocca manteneva la torre , le cortine, l’arco d’ingresso che potevano in qualche maniera portare ad una ricostruzione magari non perfetta ma vicina alla sua architettonicità primordiale.

Inoltre il lavoro di recupero era facilitato da mappe e da disegni che portavano ad una più precisa lettura dell’antica costruzione.

Nonostante questo venne decisa la sua completa demolizione per farne uno nuovo in stile neomedievale che a tutti gli effetti rese la Rocca un falso storico anche un po’ malconcio rimanendo , a ricordo sbiadito della antica costruzione, due bastioni in mattoni ai lati di una piccola cortina.
 

Furono i romagnoli che vollero donare a Mussolini quella che per lui diventerà la sua residenza estiva, dopo una sottoscrizione di bel 70.000 firme…
 

Gli storici del tempo fascista riportano per iscritto le immagini di una rocca illuminata da ottomila candele che dispiegavano raggi di luce tricolore, luci che potevano essere visite a bel 60 kilometri di distanza, accese quando il duce era presente in questa dimora.

La storia della Rocca sembra non terminare, dal 1000 continua il suo racconto ponendo l’accento su questo ultimo secolo, dando resoconti di presenze e di visite di ambasciatori, regnati e dittatori quali Hitler che qui pare avesse trascorso momenti di vacanza e di tranquillità quando il mondo intero moriva.

Qui Mussolini sembra custodisse gelosamente i regali che i suoi ospiti gli donavano, in segno di gratitudine per la sua benevolenza ed ospitalità, qui raccoglieva oggetti del periodo del fascio.
 

Nel 1943 la Rocca fu sede della prima riunione del Consiglio dei Ministri della Repubblica Sociale Italiana.
 

Con la caduta del fascismo la Rocca delle Caminate divenne purtroppo luogo di detenzione e di tortura per i partigiani.
 

 

Bombardata nel 1944 e successivamente devastata e saccheggiata dalla popolazione. Con la caduta del regime , tra i beni di Mussolini requisiti ci fu anche questo castello che fu oggetto di una lunga diatriba tra la vedova e lo Stato fino a che,oggi, è di proprietà della Provincia di Forlì con l’augurio che questa splendida costruzione possa un giorno avere a pieni titolo un po’ di tranquillità e notorietà che le spettano da sempre.

 

Il castello è attorniato da un muro perimetrale che racchiude un parco di circa otto ettari una casa, un edificio adibito a caserma per l'alloggio di un corpo di guardia, una chiesa sconsacrata ed il castello vero e proprio.

 

Non visitabile al suo interno è invece fruibile il parco in alcune manifestazioni locali tra cui una bella rievocazione storica nel mese di maggio.

 

GPS: 44° 06' 00'' N

 

        11° 57' 42'' E

 

 

 

Da Nord (Bologna)
 
- A14 direzione Ancona, uscita Forlì, a Forlì prendere la SS 67 in direzione Firenze, SP 3 in direzione Predappio.

 

Da Sud (Ancona)
 
- A14 direzione Bologna, uscita Forlì, a Forlì  SS 67 in direzione Firenze, SP 3 in direzione di Predappio.

 

Da Forlì
- SP 3 in direzione di Predappio.

 

Da Ravenna
-SS 67 in direzione di Forlì, SP 3 in direzione di Predappio.

 

 

 

Da Rimini
-SS 9 Via Emilia in direzione di Santarcangelo di Romagna, Savignano sul Rubicone, Cesena, Forlimpopoli,  SP 37, SS 310/SP 4, SP 126 in direzione di Predappio.
 
 -Sosta: Piazzale Isonzo punto sosta illuminato, su fondo in erbablock, ombreggiatura quasi inesistente,fontanella acqua potabile, servizi igienici ed un piccolo parco giochi per bambini.

 

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