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Reggia di Venaria

Reggia di Venaria - Camperarcobaleno

GPS: 45° 07' 58,81'' N

          7° 37' 59,09'' E

Uscita autostradale:  A6 e tangenziale di Torino Nord, uscita Venaria o Savonera/Venaria

Apertura al pubblico

A pagamento

Accesso ai disabili

 

 

Considerata a pieno titolo una delle maggiori residenze sabaude piemontesi e la più grande per dimensioni, la Reggia di Venaria Reale venne progettata e costruita a partire dalla metà del 1600, commissionata dal duca Carlo Emanuele II volendo farne base per battute di caccia

L’estensione dell’intero complesso non è da poco: circa 80 mila metri quadrati tra parco, borgo,reggia…tutto costruito in maniera da formare una sorta di collare ricordante il simbolo della casa sabauda.

Già splendido da visitare l’antico borgo di Venaria con i suoi antichi ed elegantissimi caffè, i selciati del grande ed ampio viale che conducono ai cancelli della Reggia, il ponte antico che accompagna il turista all’inizio della sua visita… certo un luogo scelto non a caso per creare una così favolistica cornice ad una delle regge più belle e visitate da quando è stata riaperta al pubblico dopo anni di restauri, nel 2007.

Ma è certo che, se è vero, che la Reggia è stata presa ad esempio per l’ideazione della Reggia di Versailles, si può certamente affermare di trovarsi in un ambiente davvero unico nel panorama europeo.

L’idea di  Carlo Emanuele II di Savoia prendeva forma grazie all'esempio del Castello di Mirafiori, castello destinato a Caterina Michela d'Asburgo, conosciuto ai nostri tempi per la presenza degli stabilimenti automobilistici della Fiat.

Invidioso (?) Carlo Emanuele II, voleva anch'egli una reggia che legasse il proprio nome a quello della consorte, Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours, comprando due villaggi detti Altessano Superiore ed Inferiore e ribattezzato "la Venaria" e destinato a svaghi venatori.

I lavori, portati avanti dall’architetto Castellamonte prima e da Garove poi, comprendevano non solo la costruzione del palazzo in sé ma di tutto il borgo tanto che viene raccontato che, mentre il palazzo era in fase di ultimazione, il borgo necessitava ancora di molti lavori.

Le scorribande vere e proprie delle truppe francesi della fine del 1600 e l’inizio del secolo successivo portarono alla distruzione di buona parte delle costruzioni e dei giardini, maldestramente usufruiti quale piazza d’armi.

Ma arriva a risollevare e a dare nuovo lustro all’intero complesso il Maestro Filippo Juvarra, lasciando  un'impronta indelebile e magnificente sulla struttura della Reggia edificando  la cappella regia, la galleria ,sopraelevata e scagliata verso l'esterno grazie ad imponenti finestre e creando  la ‘citroniera’ nella parte sud.

La prima visione dell’insieme risulta subito imponente. La facciata principale raccoglie in sé la magnificenza delle cornucopie, di conchiglie, di grandi insieme di frutti mentre gli interni, purtroppo poco arredati, si sviluppano passando da volte e muri in mattoni a vista alle ex cucine, oggi non più visibili. I piani nobili raccolgono alcuni mobili splendidamente intarsiati sino alla quasi esplosione della famosa Galleria di Diana e, in bella stagione, dei suoi meravigliosi giardini.

 

Reggia di Venaria Reale, Torino

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Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. J. Saramago 'Viaggio in Portogallo'