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Quando il Viaggio Diventa Battaglia (prima parte)

Quando il Viaggio Diventa Battaglia (prima parte) - Camperarcobaleno

                                    La Grande Impresa  

 

 

 

L’epoca in cui viviamo tende a slegare con accuratezza il concetto di guerra da tutto quell’universo di nozioni che possano, in qualche modo, riportare alla vita quotidiana di ognuno. Che sia per una nuova etica o per buonismo, oppure per cinismo ed ipocrisia, comunque ci troviamo spesso a dimenticare che, in tempi non molto lontani, gli uomini viaggiavano per compiere i doveri della guerra cui erano chiamati per fede, governo o mania espansionistica. 

Nel corso di tre pubblicazioni ci inoltreremo in questo percorso per scoprire quando il viaggio è divenuto, nel lungo cammino della storia, parte integrante e significativa di scontri ciclopici, che hanno profondamente influenzato il corso degli eventi. 

 

 

Correva l’anno 1587 quando una flotta formata da 138 vascelli e 24.000 uomini salpò dai porti spagnoli alla volta delle coste inglesi. Era l’inizio della Grande Impresa, che vedeva come protagonista l’Armada Invencible approntata da Filippo II di Spagna.

 

La Grande Impresa prevedeva l’invasione dei territori inglesi di Elisabetta I e la conseguente totale distruzione del suo esercito, e l’appropriazione del monopolio sulla rete commerciale marittima sino ad allora intessuta dalle genti del Nord. 

Fu un viaggio lungo e, a sorpresa, devastante. Noi, ora, spettatori silenti di quel passato che torna a scuotere le nostre coscienze, vediamo srotolarsi dinanzi a noi la rapida distruzione di quella superpotenza navale che terrorizzava ogni singolo soldato inglese. 

Un solo viaggio. 

Tutto ebbe inizio con forti venti a sfavore delle vele spagnole. I cieli si ribellarono contro i soldati del cattolico Filippo, venti contrari, ribelli e mordaci. Il viaggio si prospettava già arduo persino per quella città galleggiante. 

Poi vennero gli attacchi inglesi, e quei colpi di cannone piccoli ma fastidiosi quanto punture d’insetti tenaci. La battaglia continuò ad armi pari tra il gigante ispanico ed i vascelli inglesi fino a quando, la notte del 29 luglio, sir Francis Drake, divenuto figura leggendaria – quella figura di cui le madri raccontavano a bambini stupefatti nelle notti d’inverno – con un colpo di mano rimasto scritto a fuoco sulle pergamene della storia sbaragliò i nemici con una quantità di navi incendiarie che costrinsero la maggior parte dei capitali spagnoli a far rotta verso Calais. 

La flotta fece ritorno in patria dopo aver circumnavigato l’isola britannica, lasciando nel pugno di Elisabetta la più grande vittoria della storia navale. 

Questa storia la possiamo leggere in tanti libri, in particolare nel saggio “La disfatta dell’Invincibile Armata” scritto da Antonio Martelli, un viaggio complesso che delinea il percorso della battaglia sino ai risultati avuti sul piano europeo; ma ancora più dolce ricordare, assieme a questo viaggio intrapreso da tanti uomini attraverso i mari, la figura della Regina Elisabetta I, la più fulgida ed imponente donna che governò i territori inglesi.

(C.F.R.)

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Ho ideato una pagina in cui Ti racconto dei miei viaggi, delle immagini e degli aneddoti sulla mia avventura insieme a Lyla e a Camperarcobaleno. Di ogni pagina troverai molte altre fotografie relative agli articoli scritti nel sito. Ti aspetto. Alberta con Lyla

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(Lyla, Pastore Abruzzese, 12 anni, Mascotte di Camperarcobaleno)

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Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. J. Saramago 'Viaggio in Portogallo'