Piacenza

Piacenza - Camperarcobaleno


-Primogenita d'Italia

-A zonzo per la città-

-Area Sosta-

 

 

Sicuramente in misura minore rispetto ad altre città ben più rilevante sia sotto il profilo sociale e  politico, Piacenza fu un importante luogo per il contributo storico al Risorgimento, aiuto che portò, ne1848, il meritato epiteto di “Primogenita d’Italia”. Dopo la  restaurazione, Piacenza diventò parte determinante del Ducato di Parma e Piacenza con Maria Luigia d’Austria  diventando protettorato austriaco, con uno schieramento massiccio di forze militari al confine con il Piemonte. Indicativo e determinante fu la giornata del l 10 maggio  1848 quando  Piacenza,animata dal grande spirito di libertà dettato dal concittadino Pietro Gioia, votò  l’annessione al Piemonte. Pietro Gioia riprende il moto di Papa Giulio II ‘Fuori i Barbari’ esortando l’annessione al piemonte con comizi davanti alla Chiesa di san Francesco. Pietro, nipote dell’avvocato Melchiorre Gioia, era membro della reggenza che sostituiva Carlo II di Borbone. Quando i Borbone ritornarono, Pietro decise di allontanarsi da Piacenza per andare a vivere a Torino dove continuò la sua carriera politica divenendo anche  senatore nel Parlamento Subalpino. 

 Il 14 Maggio 1848 il risultato più che positivo del voto da parte del popolo venne comunicato da parte di un gruppo di cittadini altolocati a Carlo Alberto che era accampato vicino a Verona definendo  Piacenza  ‘la mia Primogenita’ e da qui l’appellativo rimase nel tempo e  la sconfitta dell’esercito sabaudo portò al ripristino del Ducato di Parma e Piacenza 

La Seconda Guerra di Indipendenza non toccherà da vicino la città di Piacenza in quanto le truppe franco piemontesi puntarono verso Milano dove la battaglia culminerà poi a Magenta.

L’armistizio di Villafranca portò l’annessione del Piemonte alla Lombardia e il  18 marzo 1860 Vittorio Emanuele II firma il Decreto di annessione delle province emiliane: la notizia dilaga velocissima e Piacenza accoglie la notizia con un gran suonare di campane che si protrae sino alle prime luci del tramonto: Piacenza è Italia. 

Vittorio Emanuele visiterà la città di Piacenza il 7 maggio 1870, pochi giorni dopo che Giuseppe Garibaldi era salpato con i suoi Mille dallo scoglio di Genova Quarto che annoverava, tra le sue file, una massiccia presenza di uomini piacentini, segno dell’impegno alla lotta per l’indipendenza.

 Sarà il  Regio Decreto del 4 Settembre1898, confermato poi nel 1941, che la città verrà insignita  della Medaglia d’Oro al Valore con l’attributo, stampato sulla medaglia fra rami di quercia e alloro:

“il 10 maggio 1848 - prima tra le città d’Italia - votava la sua annessione al Piemonte meritando l’appellativo di Primogenita”. 

(a cura di Lorena T.)


-A zonzo per la città-

-Piazza dei Cavalli :  

 dominata dal straordinario Palazzo Gotico risalente al 1281, sede originaria del Comune. Su una  base di ampie arcate a sesto acuto in marmo si alza l’ elegante lavoro di cesello del piano superiore che presenta grandi finestre ad arco pieno inserite in cornici in cotto, chiuse verso l’alto da una contorno sporgente e una fila di merli e torri. Ai piedi del Palazzo due statue equestri in bronzo che raffigurano Ranuccio (1620) e Alessandro (1625) Farnese, di Francesco Mochi, simbolo della città. Nei basamenti si ritrovano dei  bassorilievi bronzei. Unito a Palazzo Gotico c'e' Palazzo dei Mercanti risalente alla  fine ‘600,mentre chiude a nord la piazza il Palazzo del Governatore del 1787 progettato di Lotario Tomba. 

-Chiesa di San Francesco: 

realizzata in stile gotico lombardo del XII secolo. Sulla facciata sono visibili due contrafforti, un rosone, una cuspide e alcune guglie, mentre archi rampanti sono presenti sui lati. Al suo interno, ornato di affreschi del XV e XVI secolo, venne proclamata l'annessione della città al Regno di Sardegna  nel 1848. come già ricordato. Il portale mediano della basilica reca alla sommità  una lunetta con il rilievo di San Francesco stigmatizzato, e all'interno, sulla parete destra del deambulatorio, v'è un bassorilievo conRettore in cattedra e frati, eseguiti nella bottega di Giovanni Antonio Amadeo del 1490. 

  -Piazza del Duomo

edificato tra il 1122 e il 1233, è un esempio rilevante di architettura romanica e simile ad altre chiese delle città vicine.

 I lavori di realizzazione furono sostenuti dall'intera cittadinanza,  dedicata a santa Giustina e a santa Maria Assunta. La facciata è in marmo rosa e arenaria dove sono presenti due contrafforti e alcune gallerie cieche con sottili colonne. I portali sono tre, sormontati da protiri e ornati da capitelli, architravi, formelle e cariatidi, opera di Wiligelmo e Nicolò. Il grandioso interno  a tre navate scandite da polastri su cui le corporazioni che avevano finanziato l’edificio hanno inserito formelle a testimonianza del loro contributo, anche in denaro. E’ decorato da sontuosi affreschi, realizzati nel XIV e XVI, da  Procaccini e da Carracci. Gli affreschi de 600 che impreziosiscono la cupola sono opera di Pier Francesco Mazzucchelli, detto il Morazzone e di Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino. Di grande rilievo artistico il polittico ligneo risalente al 1447 e il coro di Giangiacomo da Genova e statue di scuola lombarda del XV secolo.  La cripta ha  forma di croce greca con 108 colonnine romaniche e raccoglie le reliquie di Santa Giustina, santa alla quale era dedicata la prima cattedrale cittadina, crollata in seguito ad un terremoto.

  -Palazzo Landi:

risalente al XIV secolo, si accede attraverso un maestoso ingresso decorato secondo stili rinascimentali. Costruzione in cotto mossa nelle superfici esterne da un lungo fregio, eleganti finestre e medaglioni. A breve distanza, nella chiesa di San Savino, si vedono un prezioso e raro mosaico che si ritrova nella cripta  che percorre i segni della Zodiaco, e un crocifisso del X secolo. 

 -Palazzo Farnese:

 palazzo ducale incompiuto, è un’opera costruita sostanzialmente su progetto di Vignola; l’interno presenta fastosi saloni che ospitano ora i Musei civici. Un capolavoro in ferro battuto e' il cancello di accesso al piano superiore. Collegata al Palazzo c’e' la parte della trecentesca cittadella. Ricordaimo che nella Chiesa di san Sisto possiamo trovare la cappella tombale di Margherita, moglie di Ottavio Farnese. 

  (a cura di Lorena T.)


-Area Sosta-

 

A Piacenza non vi sono aree attrezzate per i camper ma molti luoghi di sosta dove poter agevolmente sostare e pernottare in assoluta tranquillità. La mia gente è cortese ed ospitale, Piacenza stessa è un luogo che invita ad assaporare le nostre specialità gastronomiche, a visitare la nostra immensa campagna e le nostre cittadine. Venite a trovarci, vi aspettiamo.
Lorena Trebbi Galiani


 

 

 

  

 

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Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. J. Saramago 'Viaggio in Portogallo'

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