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Novi Ligure

Novi Ligure - Camperarcobaleno

Quanta strada nei miei sandali,quanta ne avrà fatta Bartali...

 

Nata come Curtis Novacomunità rurale che raccolse la popolazione della città romana di Libarna, fu terra dei Visconti e dei genovesi Fregoso. Occupata dagli austro piemontesi della guerra di successione austriaca fece parte poi del Regno di Sardegna, diventando  ‘Novi Ligure’ nel 1818 con il Decreto Rattazzi.

La storia recente ci parla della sua espansione grazie all’arrivo della ferrovia Genova-Torino, lo sviluppo industriale iniziato con la realizzazione di mattonelle di carbone per le locomotive e con la famosa ‘ferriera’.

Uscita dalle due guerre mondiali con gravi bombardamenti sulla città e grandi formazioni partigiane, Novi è anche legata alla strage della Benedicta.

 

 -Piazza Dellepiane

Antico cuore nobile con palazzi dipinti di stampo prettamente ligure sia per i decori che i colori usati. Di notevole interesse, Palazzo Durazzo e Palazzo Cambiaso Negrotto, appartenuti a nobili famiglie genovesi.

Sempre in piazza Dellepiane, il Palazzo Negroni-Costa.

Riqualificato architettonicamente nel 1700, in epoca napoleonica sono state eseguite due meridiane: una segna l'ora francese,  quella locale, l'altra l'ora italica, ovvero le ore che mancano al tramonto del sole.

Qui si trova la Chiesa della Collegiata, dedicata a Santa Maria Assunta, fondata tra il VI e il VII secolo sopra i resti di un tempio pagano.

Al centro della piazza si innalza la grossa fontana, detta del Sale, perché donata da Lord Bentick dopo aver salvato il deposito di sale cittadino dall’assalto dei francesi.

 

 -Parco del Castello


Visibili oggi  solo più i resti dell’originario castello, merita di una visita il parco che lo circonda

Qui risalta la torre a pianta quadrata del 1233, alta 30 metri, mentre all’interno è possibile visitare il lungo tratto di sotterrane.

Gli alberi del parco risalgono al Settecento, e furono fatti piantati per volere di Gerolamo Durazzo.

Vicino a quello che rimane dell’antico maniero, scorci della cinta muraria del XV secolo.

 

-Museo dei Campionissimi

Dedicato a Coppi e a Girardengo, novese di nascita, trova il suo spazio in un ex capannone usato in passato dall’ILVA.

Il salone centrale è dedicato alla storia e alla evoluzione della bicicletta con l’esposizione della bici attribuita  a Leonardo al velocipede a raggi tangenziali sino a quelle modernissime ultra leggere che affascinano non solo gli amanti del ciclismo.

La sala poi dedicata ai due campioni è ricca di cimeli, testimonianze e pagine di giornali con le cronache sportive.

Bella la parte espositiva che ha esposto opere su questo tema, su quello della velocità e della modernità futuristica quali de Chirico, da Volpedo. Balla, Guttuso e Sironi.

 

 Sotto il profilo enogastronomico, Novi offre  una ricca e squisitissima scelta. Noi vogliamo segnalare i tipici Corzetti e gli gnocchetti in brodo, la famosa Testa in Cassetta oltre alla pancetta, il formaggio Mollana, la produzione di castagne e quella della mela ‘Carla’, Non ci facciamo mancare nulla con il famoso cioccolato, i baci di dama e le meringhe assaporando un buon bicchiere di Timorasso, vino bianco i cui vitigni vivono oggi un buon recupero.

 

Area sosta:

 c/o Centro Sportivo, Viale Pinan Cichero

 Zona Stadio-

 GPS: 44° 46’ 12” N  8° 46’ 54” E

 Posteggio asfaltato con carico e scarico acqua, illuminato, gratuito

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Ho ideato una pagina in cui Ti racconto dei miei viaggi, delle immagini e degli aneddoti sulla mia avventura insieme a Lyla e a Camperarcobaleno. Di ogni pagina troverai molte altre fotografie relative agli articoli scritti nel sito. Ti aspetto. Alberta con Lyla

Chi abbandona un cane non è un camperista

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(Lyla, Pastore Abruzzese, 11 anni, Mascotte di Camperarcobaleno)

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Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. J. Saramago 'Viaggio in Portogallo'