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Museo Mazziniano, Genova

Museo Mazziniano, Genova - Camperarcobaleno

GPS: 44° 24'45,08" N

          8° 55' 45,84" E

Indirizzo: Via Lomellini 11, Genova

Ingresso a pagamento

Accessibile ai disabili: no

 

 

Il Museo Mazziniano e  Risorgimentale, composto tra le sale di quella che fu la casa di Giuseppe Mazzini, si trova in una delle vie storiche della vecchia Genova, Via Lomellini.

Racchiusa tra palazzi nobili, Casa Mazzini è la precisa raffigurazione delle vecchie case genovesi: protesa verso il cielo e stretta. Per chi ama l’architettura edilizia del tempo ritroverà in questa la classica bicromia del bianco e nero dei muri, delle scale in ardesia corrose dai passi e dal tempo e dai pavimenti ‘a scacchi’ che richiamano questi colori.

Il Museo si svela in sale a più piani le cui finestre danno inevitabilmente su altri ‘caruggi’ semibui, su altre persiane aperte, su palazzi che mantengono, quasi con altezzosa maestosità, non del tutto scomparse facciate dipinte a mano.

Il Museo in sé ha un allestimento moderno e mediatico pur rimanendo sotto il profilo storico molto attento, preciso ed esplicativo.

Il periodo risorgimentale viene spiegato seguendo in primis le figure storiche di primo piano quali Giuseppe Mazzini, Goffredo Mameli e Giuseppe Garibaldi.

Nelle varie sale, in teche di vetro, sono raffigurati alcuni indumenti di Mazzini, una bellissima ed intarsiata pipa di schiuma, il panciotto nero indossato alla sua morte, quello bianco con le strisce rosse e verdi, una coperta che avvolse il suo corpo senza vita e alcuni suoi cappelli.

Accanto una varietà di scritti, appunti, lettere e la ricostruzione del suo studio con una chitarra quasi minuscola, gli occhiali sulla scrivania e una splendida scacchiera dai pezzi in legno.

E poi si incontra, su bandiere e su scritte, la frase famosa che contraddistinse il suo pensiero   ‘Dio e il Popolo’.

Raffigurato in molti disegni quale uomo minuto e quasi gracile non manca un ritratto della sua mamma, Maria Drago, il cui busto in marmo è oggi visibile non lontano dal monumento raffigurante il ‘Pippo’Mazzini, in Piazza Corvetto a Genova.

La visita alle sale, salendo le scale, ci porta poi a Goffredo Mameli con le stesure di quello che diventerà poi l’Inno d’Italia con i vari spartiti e lettere, appunti e ritratti di questa figura  che morì giovanissimo, 21 anni.

La sala che ospita la storia di questo giovane uomo è forse l’ambiente più grande di tutto il museo ed è diviso in teche che portano verso i Garibaldini e Garibaldi stesso, con accenni ad Anita e al mondo che li circondava.

Molto belle e impressionanti sono sicuramente le varie Giubbe esposte con cappelli e mostrine, armi e quadri raffiguranti l’imbarco di Quarto ( Tetar Van Ellen ‘La Partenza dei Mille’1889) ed è sicuramente di fascino l’esposizione di una sedia completamente intarsiata appartenuta a Garibaldi stesso.

E poi tante foto, dei Mille (ma erano davvero 1000??) e una foto in cui vengono ritratti i superstiti di quell’accadimento storico, dalle barbe bianche e dai visi provati dall’età.

E poi, permettetemi un accenno strettamente personale, lo spartito di una delle canzoni risorgimentali più conosciute e sempre cantate da mia nonna Cassandra ‘La bella Gigugin’ il cui vero titolo sarebbe ‘Daghela Avanti un Passo’.

Non manca qui uno spazio dedicato a un altro nobile nome della storia di Genova e del mondo, il compositore Paganini con alcune sue lettere e spartiti mentre in una teca vicina l’originale attestazione della cittadinanza genovese donata a Giuseppe Verdi.

Insomma, come sempre la storia e il fascino di questa mostra la sua fierezza e compostezza tra queste sale la cui missione non è solo il ricordare un periodo così importante della storia italiana ma quello di ricerca e conoscenza di un mondo che letto sui libri appare monotono e noioso ma che qui si mostra di grande valore, di vita vissuta e di ideali di grandi uomini.

Mi sono dimenticata sicuramente di altri angoli, quelli che ho descritto mi sono rimasti forse più presenti nella mia memoria, aiutata anche dalle foto scattate nelle varie sale. Ma, davvero, questo spazio non è solo per noi genovesi e non deve rimanere tale. Se venite a conoscere la mia Genova, non soffermatevi solo all’Acquario o altri luoghi più in voga. Venite a Casa Mazzini, un tuffo in questo passato vi regalerà conoscenza storica e umana di alto valore.

 

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Genova, 14 Agosto 2018 Ponte Morandi

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