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Museo delle Langhe- Grinzane Cavour

Museo delle Langhe- Grinzane Cavour - Camperarcobaleno

GPS: 44° 39' 10,57" N

           7° 59' 38.19" E

 Indirizzo: Grinzane Cavour

Ingresso a pagamento

Accesso ai disabili: si (per info consultare http://www.castellogrinzane.com/it/Museo)

 

 

Arriviamo a Grinzane Cavour in una mattina dai colori freddi e grigi. La nebbia è alta, sembra appesa al cielo, e dona alla campagna e al paese un fascino quasi sinistro.

Ne veniamo da Alba dove abbiamo trascorso un sabato tra amici vivendo la città vecchia che è molto bella mentre la giornata di oggi, prima di tornare verso il mare genovese, è dedicata al Museo delle Langhe, ospitato nel Castello di  Camillo Benso Conte di Cavour.

Ad Alba abbiamo posteggiato il camper in Piazza Medford, a pochi passi dal centro. Il luogo èun parcheggio comunale molto ampio, non completamente adibito a sosta camper ma ampio, in parte nel verde e tranquillo. Non vi è nessun servizio per i camper ma di notte è illuminato. 

La strada che ci conduce verso la cittadina di Grinzane  è contrassegnata da una campagna meravigliosa, filari di vite  quasi infiniti e appezzamenti di terreni coltivati talmente belli da sembrar essere stati disegnati o, meglio, pettinati.

Ai lati delle strade gruppi esigui di auto sono parcheggiati al limitare dei grandi appezzamenti di terreni, oggi è tempo di sistemare le viti. Qui i vitigni di Nebbiolo si faranno Barolo, Barbaresco, Roero, il Nebbiolo d’Alba.

E’ la terra de La Luna e i Falò di Cesare Pavese, è la terra di Cavour. Sembra che anche Camillo avesse una sua piccola vigna, tutt’oggi coltivata.

Comunque sia, posteggiamo il camper nel posteggio in centro al paese, vicino all’ufficio delle informazioni turistiche mentre  Lyla decide di starsene in camper a riposare.

Da qui parte una lieve salita in ciottolato che  conduce anche alla Chiesa Parrocchiale di Maria Vergine del Carmine, con facciata in cotto e di gusto neoclassico.

Un mezzo busto del Conte di Cavour invita, oltre alla visita al castello, a godere dello splendido panorama che si fa presente ai nostri occhi dalla terrazza composta a posteggio, oggi interdetta alle auto, sulle dolci colline dominate da  un maniero esuberante e fiero.

Posto sulla sommità del borgo,  la costruzione  è attorniata da un vasto giardino e da alcune panchine che donano conforto al respiro veloce per la  salita appena conclusa.  La costruzione appare da qui sotto nella sua magnificenza, non si sa dove rivolgere lo sguardo da tanta bellezza.

L’interno del Castello offre la visita al Museo delle Langhe, oltre a vari servizi quali un affascinante ristorante, sala di conferenze.

Il Museo si articola in varie stanze dal sapore antico, racchiuse in sapienti scenografie schermate da vetrate. I temi trattati sono quelli di un’officina di un bottaro, quella del torchio,del vino e la riproduzione della vita umana di un tempo lontano dal nostro.

La sequenza viene raccontata con gusto e sapienza attraverso le immagini più significative di quella vita che si svolgeva nelle langhe.

Viene naturalmente lasciato spazio allo statista più famoso del Risorgimento italiano con un suo busto, documenti e la fascia da Sindaco che lui portò per lungo tempo in questo borgo ben saldo alle sue radici storiche e culturali.

La sala dove sono esposti i cimeli del conte e la riproduzione della sua camera da letto  è una bellissima sala rinnovata, con soffitto a cassettoni  da cui, tutto intorno, si dipanano stemmi gentilizi.

Nonostante l’imponenza della struttura, gli interni sono sapientemente alleggeriti dal bianco delle pareti, dalle vetrate e dalla luce che entra dall’esterno.

Quando lasciamo questo meraviglioso castello e l’incontro con il Conte ci appare davanti a noi una splendida giornata fatta dal cielo azzurro e un bel sole. La nebbia che prima ci aveva accolto si è diradata lasciando che la vista si faccia, per l’ultima volta, libera di osservare tanta magnificenza.

Tornando a Genova, con l’autostrada, ci siamo sentiti felici di aver allungato il nostro percorso nella terra cuneese, sempre pronta a regalarci angoli preziosi e irripetibili,di bellezze squisite e gentili, ricche di storia e di favole vere da raccontare.

(A.L.)

 

 

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(Lyla, Pastore Abruzzese, 12 anni, Mascotte di Camperarcobaleno)

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Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. J. Saramago 'Viaggio in Portogallo'

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