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Museo della Carrozza- Macerata

Museo della Carrozza- Macerata - Camperarcobaleno

GPS:  43° 18' 02,06'' N

         13° 27' 18,78'' E

Indirizzo: Via Don Minzoni, 24 Macerata

Ingresso: a pagamento

Accessibile ai disabili:si

 

 Scopro l’atmosfera  del Museo della Carrozza estremamente elegante e ‘soft’, con una ambientazione scenografia che si avvale della ritmicità di archi in pietra il cui gioco di colore, di chiaro scuro esalta quest’aria un po’ romantica e nostalgica di un tempo che non fa parte più del nostro calendario.

Ci ritroviamo nuovamente a Macerata con il suo grande fascino.

Trovo sempre un grazia discreta tra queste vie, un ambiente particolarmente elegante e raffinato che accoglie, tra tante opere, lo splendido palazzo Buonaccorsi.

Ma la modernità è tangibile con la presenza di  aggiornate tecnologie, dai pannelli di sala, ad elementi multimediali, come videoproiezioni e touch screen non dimenticando la  parte evocativa e narrativa che mette in relazione questi splendidi veicoli con la terra marchigiana a cui appartengono.

Una carrozza virtuale ci attende per percorrere un lungo tratto di strada con questi splendidi mezzi di locomozione che, piano piano, poco alla volta, come un lungo cartello ci racconta, portano alla loro trasformazione in ‘automobili’.

Ma non possiamo non farci trascinare dalla strana poesia di questi elementi, eleganti e sobri,dagli interni eleganti e comodi, destinati a famiglie e alle lunghe distanze, piccole e quasi irriverenti calessi adatti  per una gita fuori porta di una giornata di sole e di allegria…

Ci viene in mente la gita fuori porta da Firenze verso la campagna toscana del film ‘Camera con Vista’ …

La storia della carrozza è affascinate e poetica, un mondo così lontano dal nostro che sembra appartenga ormai alla fiaba.

Eppure solo i nostri nonni usavano questo romantico mezzo di locomozione sia nelle città che nelle campagne.

Ma andiamo con ordine e ripercorriamo a grandi linee questa storia il cui profumo è quello della leggenda.

Il Settecento vede la presenza della ‘Berlina’, usata per lunghi viaggi dalle famiglie nobili e benestanti.

Confortevole e sicura, spesso lussuosamente decorata negli interni, veniva usata anche da coloro che amavano compiere, sulle strade dell’Italia, i grandi viaggi di scoperta del nostro territorio.

Lo stesso Dickens,in epoca più tarda,  spesso menzionato nei nostri racconti quale grande viaggiatore, usava questo mezzo di trasporto per lamentarsi dell’eccessivo dolore alle parti ‘meno nobili’ della sua schiena, ma quello era il tempo che precorreva i grandi viaggi nelle nostre più belle città d’arte.

Tempi ottocenteschi in cui i rampolli di buona famiglia dedicavano il loro tempo all’istruzione nei luoghi classici della cultura.

Certo è che la sensibilità romantica porta ad un miglioramento netto delle vie di comunicazione intensificando così gli spostamenti in carrozza.

Nasce anche la figura del ‘vetturino’, il primo modello di servizio pubblico non più strettamente legato alle dipendenze familiari.

Questo è anche il periodo storico in cui le città si modificano, si ampliano così come si modificano in maniera netta le strade.

La circolazione urbana è resa più facile grazie all’invenzione del bitume da parte di Mc Adam e la disparità tra classi sociali varia.

Già in città gli spostamenti possono essere fatti grazie a vetture pubbliche, le carrozze familiari o private sono meno presenti e molti accettano di buon grado di potersi spostare da un luogo ad un altro con un mezzo pubblico.

Nascono così i ‘copè de ville’, antenati (anch’essi neri) dei più moderni taxi.

Le carrozze si fanno più piccole, più snelle e veloci, adatte a lunghe distanze e dotate anche di freni…insomma, una vera rivoluzione che ancora oggi possiamo vedere in numerose testimonianze fotografiche dell’epoca.

Oramai siamo quasi alla scoperta (ahimè) dell’auto che prenderà il posto di questa romantica vettura con l’aggiunta di un motore Benz agli inizi del 1900 e così la favola romantica della carrozza svanisce.

La parte principale  della collezione comprendente  sette carrozze sportive, venne donata  al Comune dal Conte Pieralberto Conti nel 1962, oltre a selle, morsi, frustini, briglie, ferri da cavallo, finimenti per attacchi a pariglia, a quattro o a sei nonché libri, manuali di ippica, stampe e fotografie d'epoca.

Ritroviamo in una teca anche una tuba e un ventaglio, elementi nobili e silenziosi che appartengono a quell’andare placido che non conosceva certo né lo stress né il traffico impazzito delle nostre città.

La visita a questo splendido e romantico Museo va fatta proprio con la stessa velocità delle carrozze, riscoprendo la loro bellezza e un tempo che può, anche oggi, svolgersi piano e senza troppa fretta.

 

Alberta ringrazia di cuore il Direttore del Museo, Alessandra Dot.ssa Sfrappini, Rosaria Cicarilli e Giuliana Pascucci per la loro grande disponibilità alla realizzazione di questo lavoro

 

 

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