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Museo dell'Arpa Victor Salvi - Piasco

Museo dell'Arpa Victor Salvi -  Piasco - Camperarcobaleno

GPS: 44° 33' 33,14 " N

           7° 26' 46,12"  E

Indirizzo: Via Rossana, 7 Piasco (Cn)

Ingresso a pagamento

Accessibile ai disabili: si

 

 

 

Siamo in Piemonte, all’inizio della bella Val Varaita, nel paese di Piasco, terra dell’Antico Marchesato di Saluzzo. Da un anno l’uomo che ha voluto creare questo Museo, non c’è più ma i muri di questo luogo, un tempo cotonificio, raccontano ancora di lui e della sua incredibile e quasi romantica storia di vita, legata indissolubilmente al mondo dell’Arpa.

Uno strumento gentile e possente allo stesso tempo, femminile per grazia ma maschile per robustezza, un intreccio tra armoniosità musicale e opere d’arte scolpite nei legni, dall’aspetto gentile e forse di altri tempi ma vivamente attuale per le sue prospettive e linee.

Il cotonificio, modernamente e quasi futuristicamente restaurato, ospita una collezione di strumenti antichi e un laboratorio di restauro dove lavorano mani artigiane che solo qui possono dispiegare la  loro ineguagliabile conoscenza.

Infatti qui vengono portate arpe antiche e qui queste vengono riportate al loro primordiale splendore, tolte le pieghe del tempo e dei vari restauri conservativi un po’ troppo ‘invadenti’ su di esse.

Uno dei live motive che qui si respira è quello di pensare all’arpa come figura a se stante, come un oggetto vivente che non a tutti i costi dovrà ritornare a suonare, non a tutti i costi dovrà essere utilizzato, ma come opera d’arte completa e per questo senza tempo, da apprezzare.

In effetti, gli strumenti musicali sono oggetti d’arte nel loro insieme; mi viene in mente il famoso violino di Paganini che a Genova viene custodito quale una delle opere d’arte storiche della città e suonato una volta all’anno, a conclusione del Concorso Internazionale di Violino ‘Niccolò Paganini’.

Ho accennato all’ideatore di questo Museo, Victor Salvi. Il padre era un liutaio veneziano che si era trasferito per lavoro al sud Italia. Da lì il liutaio e la sua giovane sposa decidono di trasferirsi in America, dove i figli, due maschi e una femmina, nasceranno e cresceranno al’ombra della passione sia per la musica, che per il canto, che per l’arpa.

Il giovane Victor non si ferma a questo. La sua passione per questo strumento lo vuole far rientrare in Italia dove, per qualche tempo, vive a Genova e dove comincia a realizzare il suo sogno, quella non solo di suonare questi meravigliosi strumenti ma quello di idearli.

Nasce la sua azienda portando avanti la passione della sua famiglia, nascono le Arpe Salvi. Il suo sogno lo conduce alla ricerca di artigiani capaci e di legni adatti,  alla ricerca di intarsiatori  sino al piccolo paese in Val Varaita. Qui inizia a lavorare insieme ad altri artigiani, creando opere d’arte che vanno incontro alle esigenze dei Maestri Arpisti non dimenticando innovazione e sviluppo per questa tra i più  classici e storici strumenti musicali. Qui Victor Salvi si ferma nel suo viaggio ma non si ferma il suo studio e il suo lavoro, insieme alla sua grande passione.

Il Museo è il primo ed unico museo al mondo dedicato alla  storia dell’arpa in tutte le sue sfaccettature e in esso si trova ,oltre lo spazio museale vero e proprio, anche  un auditorium e  un Museum Shop, uno spazio vendita.

Lo spazio espositivo conta la visita a ben 110 arpe antiche, a rotazione, con elementi decorativi dai più affascinanti a quelli più severi, muse dai tratti aggraziati e sinuosi quali sirene del mare. Non mancano pezzi rari e curiosi di arpe asiatiche e africane e naturalmente il racconto, accanto a questi splendidi esemplari, dell’evoluzione di questi nel tempo e nell’ingegno umano.

Nel vedere così da vicino queste opere non si ha assolutamente l’idea della pesantezza; anzi, la fragilità e l’armonia che ne scaturiscono sono completamente in perfetto connubio con il loro suono, sempre così soave e delicato, quasi impalpabile, venendo anche a conoscenza che alcune di questi capolavori sono stati attori in importanti films.

Victor Salvi ha deciso di chiudere la sua vita il 10 maggio dell’anno scorso; di lui rimane questo splendido museo dal tetto da cui si vede il cielo di Piasco, voluto forse perche da lassù possa continuare a vedere la sua opera, un’Associazione il cui obiettivo è la diffusione e  la conoscenza e la cultura di questo antico strumento con iniziative di educazione e di formazione, anche rivolte ai bambini, e di valorizzare il restauro dell’arpa nel suo essere.

Un luogo emozionante e nello stesso tempo appassionante, tanta quanta Victor Salvi ha voluto regalarci nella sua vita.

 

 

 

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Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. J. Saramago 'Viaggio in Portogallo'