Home » insoliti musei » Museo del Tessuto- Prato

Museo del Tessuto- Prato

Museo del Tessuto- Prato - Camperarcobaleno

GPS: 43° 52 ' 36,34 " N

         11° 06' 00,36"  E

Indirizzo, Via Puccini, 3 Prato (Po)

Ingresso a pagamento

Accessibile ai disabili: si

 

Nella parte più medievale della cittadina di Prato vale la pena soffermarsi un attimo e visitare il Museo del Tessuto. Poco raggiungibile direttamente con il camper per le vie strette e senza possibilità di un ampio parcheggio, il Museo del Tessuto apre le sue porte alla storia e alla cultura del tessuto sin dagli inizi della sua esistenza, ampliando il concetto di abito e di comunicazione  sociale di questo attraverso anche una serie di mostre interessanti e molte di queste davvero spettacolari.

Il complesso museale nasce e si sviluppa nell’ex stabilimento tessile  “Cimatoria Campolmi Leopoldo e C.”, occupando gran parte dell’edificio, dove la  riqualificazione architettonica ha voluto mantenere intatti macchinari e luoghi storici di lavoro e di fatica per molte donne operaie.

 Prato  è sinonimo di laboratori artigianali legati al tessile e alla moda, anche oggi con una realtà che si sta dispiegando in maniera diversa dal consueto. E qui, anche intorno a questo fabbricato rivisitato e rinnovato, nelle piccole vie  di S. Chiara, vi era e c’è  un intersecarsi di piccoli laboratori ,'anime vive e pulanti’ intorno al più grande  e rinomato ‘ Campolmi’

In questo amplissimo spazio dove l’antico e il moderno sanno coniugarsi in maniera perfetta, il percorso espositivo si articola in varie sezioni visive e anche tattili, perché i tessuti con la loro consistenza e la loro lavorazione, devono essere innanzitutto toccati con mano.

Naturalmente qui non vi sono esposti soltanto stoffe provenienti da questo luogo o dal territorio nazionale ma racchiude notevoli manufatti provenienti da tutta Europa e da un tempo quasi infinito e più precisamente dal XIII secolo.

Affascinante e interessantissimo, magari solo per me che amo le stoffe, ho scoperto un luogo speciale della cultura tessile e ho imparato molto sulle diverse tecniche di lavorazione. Molti i macchinari e molti i telai a cui ci si può avvicinare con garbo, scoprendo una grande quantità di materiali, dai più nobili quali la seta al sempre attuale cotone o l’evoluzione di filati e intrecci che sono tutt’ora soggetto studio e ricerca.

 La tessitura diventa poi abito e questo è un altro mondo da scoprire, insieme alle più sobrie divise, ai paramenti ecclesiastici o a meravigliosi abiti la cui prerogativa è quella di valorizzare la figura femminile e darne fascino assoluto la cui storia e confezione è dispiegata in maniera impeccabile dalla guida che ci accompagna.  Questa è arte allo stato più alto quando si incontrano i foulard d’autore, quando una stoffa ha un disegno espressione di una realtà storica e sociale, quando il Tessuto racconta la Storia.

E se poi il vostro compagno ne risulta annoiato, invitatelo a bere una birra nell’opificio accanto. E’ di proprietà di John Malcovich…..

Su Pinterest

Su Pinterest - Camperarcobaleno

Ho ideato una pagina in cui Ti racconto dei miei viaggi, delle immagini e degli aneddoti sulla mia avventura insieme a Lyla e a Camperarcobaleno. Di ogni pagina troverai molte altre fotografie relative agli articoli scritti nel sito. Ti aspetto. Alberta con Lyla

Chi abbandona un cane non è un camperista

Chi abbandona un cane non è un camperista - Camperarcobaleno

(Lyla, Pastore Abruzzese, 12 anni, Mascotte di Camperarcobaleno)

L'Agenda di CA su Facebook

L'Agenda di CA su Facebook - Camperarcobaleno

Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. J. Saramago 'Viaggio in Portogallo'