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Museo del Bottone-Santarcangelo di Romagna

Museo del Bottone-Santarcangelo di  Romagna - Camperarcobaleno

GPS: 44° 56' 49,86''  N

        13° 43' 27,15''  E

Indirizzo: Via della Costa, 11 Santarcangelo di Romagna

Ingresso: Offerta facoltativa

Accesso ai disabili:si

 

 

 

Il mondo dei bottoni mi ha sempre affascinato,lo ammetto. Mia madre che di mestiere faceva tutt’altro, passava le sue giornate e serate di riposo cucendo vestiti per la tutta la famiglia. Imparando e seguendola, mi diceva spesso che non c’è nulla di più importante,dopo la scelta della giusta stoffa, il giusto bottone. Raccoglieva questi piccoli ma importanti oggetti in scatole di latta una volta contenitori di biscotti,di pastiglie o di giuggiole dal vago sentore liberty dividendo i bottoni per colore, per materiale e uso. Per questo la mia aspettativa sulla conoscenza di questo Museo era altissima, per questo il poter ammirare queste preziosità racchiuse in quadri come vere e proprie opere d’arte, mi ha entusiasmato. La visita al Museo del Bottone è davvero una bella scoperta, il suo ideatore, Giorgio Gallavotti,salta quale folletto da un bottone all’altro come da un racconto ad un altro con la fantasia e l’ingegno che è propria dell’essere uomo di questa terra. Affabile, dolce, dagli occhi profondi e gentili, si illumina ogni volta che si appresta a discorrere di ciascun gioiello come parte di sé,della sua storia personale e civile, in una vorticosa sequenza fatta di ricordi passati vividi e sinceri.

Il fascino del museo è legato dalla logica suddivisione delle varie epoche storiche che rende netta e precisa la loro collocazione nella storia della moda e della comunicazione umana.

I quadri che raccontano le epoche e le differenziazioni tra queste, gli animi umani che scandiscono sia il tempo che gli ideali,le forme e i materiali quali forme mentali, realizzazioni di idee e di immagini dove fantasia e realtà vanno, almeno in questo spazio, insieme e d’accordo.

 E in accordo lo siamo tutti nel comprendere che il bottone in sé non è un oggetto che si usa per porre insieme due lembi di tessuto, una sequenza di ‘gassetta e pomello’ goviano ma per scoprire e coprire i battiti della vita.

Così i battiti della vita in questo luogo battono in maniera ritmica e precisa, tra i più ricercati ed affascinanti di personaggi storici quali Mozart, uno splendido esemplare di miniatura sotto vetro del 1800, da semplici bottoni in legno dipinti con graziosi colori pastello, a quelli detti ‘gioiello’ tanto in voga negli anni 70 e 80 del secolo appena concluso, sino ai bottoni bon-ton che guarnivano i tailleurs stile Coco Chanel delle nostre mamme negli anni 60 e 70.

In un continuo divenire di quadri composti in varie disposizioni geometriche, simili a fuochi d’artificio fatti esplodere in una delle tante feste estive dei nostri paesi, la ricercatezza femminile viene superata da quelli più ‘freddi’ e metallici usati sul tessuto jeans e tanto declamati dalla pubblicità di un tempo dove questi prendevano piede a discapito delle cerniere sicuramente ‘lampo’  ma meno intriganti dei bottoni. Questi raccontano in maniera netta e precisa gli anni della contestazione giovanile, dei tessuti che non si logoravano mai, simbolo di lotta, di lavoro nelle fabbriche sino a quello di uguaglianza tra i sessi.

Pezzi unici da ammirare e da sognare in materiali pregiati e dalle sfumature delicate quali la madreperla adatti ad un semplice golfino per renderlo ancora più prezioso in qualsiasi occasione, bottoni marinari che tanto vengono usati ancora oggi per le classiche giacche in panno blu e bottoni in corozo che ci ricordano l’alfabeto, importanti e un po’ sostenuti per la lezione di cultura che vogliono tramandarci per poi scivolare un po’ più in là e farci stupire ancora del vetro, del sughero, della corda, del rame,dell’argento e della stoffa che ricoprendo il bottone, era un tempo usato per graziosi vestitini in organza o in piquet di piccole donne.  

Non mancano certo oggetti insoliti, gli alamari creati quali chiusura dei montgomery in ferro, in osso e legno, i Netzuché giapponesi  in avorio e piccoli pezzi di muro su cui allegre lucertole sembrano scaldarsi al sole e gancetti usati da dame importanti e seduttrici.

Vi invitiamo ad approdare nel dolce paese di Santarcangelo di Romagna, troverete un grande tesoro da scoprire che vi regalerà splendide immagini da vivere e da ricordare, come è da ricordare l’impegno e la forza che questo museo emana grazie alla passione e l’amore del suo ideatore, grande uomo del nostro tempo.

Le donne di Camperarcobaleno vogliono ringraziare di cuore Giorgio Gallavotti  per la Sua disponibilità e amicizia.

 

 

 

 

 

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