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Museo dei Menhir- Laconi

Museo dei Menhir- Laconi - Camperarcobaleno

GPS: 39° 51' 14,62'' N

        09° 03' 09,54'' E

Indirizzo: Palazzo Aymerich, Piazza Marconi 10 Laconi

Ingresso a pagamento

Accessibile ai disabili:si

 

 

Il Museo dei Menhir è ospitato a Palazzo Aymerich, ultima dimora dei marchesi di Laconi.

Progettato nell’Ottocento, questo bel palazzo in stile neoclassico lo si trova al centro del paese .

Articolato in ben 11 sale, i menhir che si possono visitare  appartengono a diverse tipologie e divisibili in quattro distinte fasce di riferimento:

-Menhir aniconici che si presentano quali  grossi massi senza alcuna segno nel periodo del Neolitico Medio (3800 -3000 a.C)

-Menhir protoantropomorfi, ossia grossi massi scolpiti e levigati per ottenere una grande forma ogivale, risalenti al periodo del Neolitico Recente (3300 - 2700 a.C)

-Menhir antropomorfi assessuati, che presentano  viso, naso, occhi, risalenti al periodo Eneolitico (2700 - 2000 a.C)

e infine quelle statue-menhir che si presentano più ricche di dettagli e di simboli tanto che si distinguono tra i due sessi e che sono il risultato della perfezione prenuragica.

In questi si notano il volto a ‘T’, che racchiude occhi e sopracciglia, il seno a cerchio per la donna e l’arma in stato orizzontale per l’uomo quale una cintura.

Vi è inoltre una figura misteriosa, chiamato  "uomo capovolto" e ritratto sul petto della statua, capolavoro che ha richiamato a sè molti studiosi e ricercatori. Molti interrogativi ancora oggi avvolgono questa figura: in molti affermano che è la rappresentazione dell’uomo deceduto (uomo in piedi: vivo- uomo capovolto: morto) o la prima rappresentazione della sua anima.

In questa isola è possibile trovare forme di arte di culto prenuragica, legate alla Dea Madre, prima forma divina che l'uomo abbia mai venerato.

Madre, Terra, Donna. Colei che dà vita, colei che genera…ed è per questo che vi sono tantissime statue dalle sembianze e fattezze femminili.

Inaugurato nel 1996 custodisce,inoltre, nelle sue vetrine, reperti archeologici provenienti da insediamenti del territorio di Laconi con l’avvallo di  pannelli esplicativi che raccontano informazioni sui siti di rinvenimento e sulla storia di queste opere d’arte e a postazioni multimediali che ne facilitano la comprensione.

Unico nel suo genere, questo Museo non è da considerarsi solo per coloro che conoscono già questa storia o per chi la studia: è, secondo noi, la scoperta di una Sardegna che è purtroppo poco conosciuta ma che ha e mantiene in sé un alto valore storico ed artistico. Insomma, un nuovo modo per ritrovarsi a conoscere non solo il suo splendido territorio marino e costiero ma fattore universale di conoscenza.

Noi abbiamo trovato in questa isola, definita purtroppo solo per le vacanze estive, situazioni e luoghi di alto valore culturale che dobbiamo a tutti i costi preservare, dal nostro modesto lavoro su Grazia Deledda a questo splendido ed inusuale Museo, una terra unica e affascinante, generosa ed ospitale.

Camperarcobaleno ringrazia Gabriella per la sua opera di divulgazione e di studio, per la sua cortesia e l'amicizia....

 

 

 

 

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(Lyla, Pastore Abruzzese, 12 anni, Mascotte di Camperarcobaleno)

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Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. J. Saramago 'Viaggio in Portogallo'