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Museo dei Fossili e delle Ambre - San Valentino in Abruzzo Citeriore

Museo dei Fossili e delle Ambre - San Valentino in Abruzzo Citeriore - Camperarcobaleno

GPS: 42° 13' 57,68 " N

        13° 59' 18,20 " E

Indirizzo: Via Cupoli, 10

                  Palazzo Delfina Olivieri De Cambacérès

                 San Valentino in A.C. (PE)

Ingresso a pagamento

 Accesso ai disabili: in parte

 

 

Nasce nel gennaio del 2004 il Museo dei Fossili e delle Ambre a San Valentino in Abruzzo Citeriore, risultato di una  volontà comunale e la donazione a questa cittadina di reperti e di collezioni private Santoli-Tanfi e Coccato-Antonucci, cedute al Comune di San Valentino.

Il Museo trova spazio nel  palazzo settecentesco di Villa Olivieri de Cambaceres, gestita dall’Associazione “Amici del museo”, che si occupa della conservazione e della valorizzazione di questo  patrimonio.

Il Museo fa parte della rete museale “Pangea”, che, insieme con il Museo Civico di Rovereto (TN), il Museo Geo-paleontologico di Lerici (SP), il Museo di Storia naturale e del Territorio dell’Università di Pisa e il Museo di Storia Naturale della Regione Piemonte, promuove iniziative di interscambio di prodotti museali, collaborazioni, progetti e  ricerche  scientifiche con campagne di scavo, sia  in Italia che all’estero.

La Sala Paleontologica, che comprende la sezione fossili,  la sezione Uomo e la sala delle Ambre  raccolgono questa storia,dove vetrine e pannelli raccontano la vita sulla Terra nell’arco di circa 500 milioni di anni.

La prima sala è riservata alla collezione Santoli -Tanfi - viene illustrato il rapporto uomo-fossile con le più varie interpretazioni sulla natura dei fossili, fino all'affermarsi della paleontologia quale Scienza .

I fossili qui vengono raccontati partendo dalla loro costituzione e poi seguendo le varie fasi di fossilizzazione.

I reperti, sapientemente divisi secondo i  principali gruppi animali e vegetali, provengono da luoghi sparsi nel mondo e  collocati tutti in teche apposite, tutti accompagnati da spiegazioni chiare e sintetiche sia sotto il profilo biologico che storico, dall’Era Paleozoica al mondo di oggi.

Naturalmente il quadro si completa con la narrazione dell’evoluzione del pianeta anche sotto il profilo geografico, con la nascita e la trasformazione dei mari (dalla Pangea alla frantumazione di questa), dei clima, della flora e della fauna.

Se da un lato viene contemplata la fauna marina, viene posta in scena anche reperti di organismi vissuti sulla terra ferma tra cui i rettili e gli insetti

La sezione “Uomo” espone invece in sintesi l’evoluzione dell’Uomo sapiens con la rappresentazione in calco di alcuni utensili usati.

L’affascinante esposizione della collezione Coccato-Antonucci nella Sala delle Ambre dispiega  oltre 200 esemplari di resina fossile prodotta dagli alberi con numerosi reperti quali ragni, insetti, foglie e fiori, conservati in maniera perfetta per milioni di anni e il rapporto con l’uomo.

Di strabiliante bellezza è l’ambra dominicana e sue sfumature di giallo, verde, azzurro, marrone e nero, all’ambra baltica dal bianco opaco, resa possibile grazie alle micro bollicine d’aria e vapore contenute in essa e la splendida ambra blu, con vari esemplari sia grezzi che lavorati.

Inoltre, di grande bellezza, è la parte  dedicata a sculture, monili e borchie per abiti, risalenti al 18mo secolo.

E poi collane, bracciali e riproduzioni di statuette precolombiane di provenienza messicana che tanto  affascinano le signore, sino alla visione della ‘simetite’, preziosa e rarissima ambra siciliana, proveniente dalla Piana di Catania.

 Grazie al sostegno della Provincia di Pescara, inizieranno i lavori di ristrutturazione dell’ala destra della villa, che verranno adibiti ad una terza sala espositiva per i fossili  dell’Abruzzo con particolare riferimento all’area della Majella), una sala per l’esposizione di reperti  di ossa di dinosauri e laboratori didattici  e sala video

 

 

 

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Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. J. Saramago 'Viaggio in Portogallo'