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MAROSTICA-MADONNA DI CAMPIGLIO

MAROSTICA-MADONNA DI CAMPIGLIO - Camperarcobaleno

 

Tappa 15- 24 Maggio 2015   165 KM - Alta montagna

NOI VISITIAMO: Gli scacchi di Marostica

 

Siamo oggi nella città conosciuta in tutto il mondo quale ‘la città degli scacchi’.

Ai piedi dell’altopiano di Asiago,adagiata su affascinanti colline, lussureggiante e attorniata da una natura rigogliosa, Marostica  suscita sempre un irresistibile fascino per la sua bellezza e per il suo passato storico glorioso

 Gli scaligeri Castello Superiore ed Castello Inferiore, uniti da una cinta muraria, cingono l’elegantissima cittadinaRisale al lontano 1312 la costruzione di questi, quello Inferiore comunemente detto ‘Castello Da Basso’, e quello  Superiore.

Il Castello Inferiore è in pianta rettangolare, un castello-recinto costruito accanto ad  un grandioso mastio mentre quello Superiore è a base quadrata con ai lati quattro torri e una centrale molto più grande. Questa venne probabilmente costruita su una precedente costruzione fortificata in epoca romana,utilizzata sino al medioevo, secondo le fonti.

Importante edificio è dove oggi ha sede la biblioteca civica, palazzo Doglione. Di questa si hanno notizie già nel 1200, conosciuta come Rocca di Mezzo perché posta tra la principale piazza e Il Castello Superiore.

Usata quale luogo di scalo delle merci provenienti da altri luoghi, perse la sua importanza strategica e sociale quando i due castelli vennero posti in essere.

La città reca con sé le Porte che permettono l’ingresso al centro storico e alla famosa piazza

la Porta Vicentina a sud, quella Breganzina ad ovest, quella Bassanese ad est e la Porta del Castello Superiore a nord.

Le mura, con i suoi rivellini e torrioni, sono di epoca posteriore alla costruzione dei due castelli; infatti questi  vennero iniziati nel 1372.

Se l’era scaligera ha apportato numerose migliorie con splendide ed eleganti costruzioni, il dominio visconteo non è stato meno importante e incisio per la costruzione della città. Infatti dobbiamo a Gian Galeazzo Visconti, Conte di Virtù, a voler deviare il corso del fiume Brenta per il gusto di poter togliere l'acqua ai nemici padovani.

Sotto la dominazione Veneziana, nell’ incantevole piazza viene  costruita una fontana, oggi non più visibile. Ma il luogo diventa il simbolo della vita sociale e  politica e commerciale della città con i suoi palazzi più noti e i suoi castelli che dall’alto la dominano.

Conosciuta da tutti e ammirata in tutto il mondo è la splendida scacchiera lastricata al centro della piazza principale che ospita la Partita a Scacchi giocata ogni due anni e che rimane uno degli spettacoli all'aperto tra i più suggestivi

La  splendente coreografia è arricchita da meravigliosi costumi quattrocenteschi che rendono ancora più bella la storia romantica alla base della competizione.

Inoltre  gli eleganti costumi d'epoca sono sempre visibili all'esposizione permanente nella sala ovest del loggiato superiore del Castello Da Basso.

La leggenda vuole che due nobili signori, Rinaldo d'Angarano e Vieri da Vallonara, innamorati di Lionora, figlia del castellano della città, avrebbero voluto sfidarsi a duello.Ma la Repubblica Serenissima di Venezia aveva  vietato ogni forma di duello, e cos’ il padre della ragazza decise che la competizione avrebbe dovuto essere combattuta tramite una partita a scacchi.

Naturalmente il vincitore avrebbe avuto la mano della bella Lionora mentre lo sconfitto avrebbe sposato la sorella di questa, Oldrada

La partita venne rappresentata la prima volta nel 1923 e dal 1954 viene riproposta ogni due anni

Ed è da quell’anno che la piazza riveste lìattuale aspetto di scacchiera.

Così Marostica rivive questa singolare  spettacolo in cui  i pezzi viventi si muovono nei riquadri della scacchiera, secondo le mosse annunciate da un araldo

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Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. J. Saramago 'Viaggio in Portogallo'