Luisa

Luisa - Camperarcobaleno
Una perla nell'appennino, Berceto, raccontata da una perla di camperista 

Care amiche di camperarcobaleno, innanzitutto mi scuso se vi mando questa mia lettera così, scritta come viene e mi scuso anche perché l’ispirazione mi è venuta adesso, mentre guardavo quella trasmissione televisiva che c’è ogni giorno su rai1 sulla cucina, non vorrei  fare pubblicità, e mi sono commossa perché c’era una rappresentanza di Berceto che gareggiava contro un altro paese dell’Abruzzo e allora mi sono ricordata di Berceto,di questo paese sconosciuto ma molto particolare e poi mi siete venute in mente voi e il vostro ‘luoghi del cuore’ così mi sono fatta coraggio e sono qui, a scrivervi, mentre la mia vita per un attimo ha ricordato quel luogo. Berceto è per me il luogo più dolce che ci sia, immerso nelle montagne che separano la liguria all’emilia romagna, un paese che tra l’altro ha una bellissima area camper che quasi nessuno conosce e mai frequentata, a confronto di tutte quelle città d’arte e conosciute (lasciatemelo dire, molto ipocrite e sostenute che non sanno e non vogliono conoscere il mondo sano del camperista), eppure questa cittadina piccola, silenziosa, immersa in un verde lussureggiante, con una Chiesa meravigliosa che vale la pena davvero fermarsi e visitare, ha tutti i meriti di essere davvero menzionata e visitata. Per me Berceto significa la prima gita in camper, noi siamo operai e non abbiamo soldi da spendere ma non siamo ipocriti e non ci vergogniamo  nel dire che il nostro è un vecchio rimor, bello e solido, poco alla moda ma dolce e accogliente e la prima gita che abbiamo fatto ha toccato anche Berceto ed è stato grazie a questo paese che io mi sono decisa a tenere questo mezzo per le vacanze, perché al mondo ci saranno certo mete meravigliose e molto appariscenti ma per me, solo per me, c’è Berceto, semplice, unica e nello stesso tempo meravigliosa. Vi chiedo di passarci, soprattutto in questa stagione, il verde è esploso, c’è un’aria pulita e le persone sincere e loquaci, semplici ma vere. Al mattino c’è da fare una passeggiata verso il campo sportivo e scoprire le orme delle zampette dei cervi o camosci che sono passati nella notte, c’è da respirare l’aria dell’erba bagnata di rugiada e del legno bruciato nelle stufe delle case. Questa è Berceto come tante altre piccole reatà di questa infinita italia da scoprire, forse Berceto ha scoperto me….

 

 

Di solito non rispondiamo ai racconti che le nostre lettrici ci inviano ma questa volta ci sentiamo di fare un’eccezione per rispondere a questa amica che ci ha scritto questa meravigliosa lettera. Perché scusarti, ci hai colpito nei cuore con la tua irruenza che sa di dolcezza. Anzi, ti chiediamo noi scusa se non ci siamo ancora accorte dl tutto che la vita, anche quella del camper, è fatta proprio di minuscole gocce di rugiada e nel leggerti ci hai dato la possibilità di ritrovare quelle emozioni e sensazioni che a volte perdiamo per strada nelle nostre giornate. Grazie, grazie davvero, hai pienamente centrato quella che è sempre stata la nostra idea di ‘luogo del cuore’, grazie perché lo hai spiegato a parole a noi e a chi ci segue, grazie perché sei una donna vera che non ha nessun timore nell’esprimere ciò che sente. Ci hai commosso davvero, sei una di quelle perle così rare da tenerle strette al proprio cuore. Grazie perché ci hai fatto nascere una lacrima, grazie di aver scelto il nostro sito per raccontarci di te con l’augurio di ritrovarti ancora, anzi, sempre, con noi e se vorrai raccontaci ancora di Berceto, un luogo magico da vivere. Noi tutte di CA

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Ho ideato una pagina in cui Ti racconto dei miei viaggi, delle immagini e degli aneddoti sulla mia avventura insieme a Lyla e a Camperarcobaleno. Di ogni pagina troverai molte altre fotografie relative agli articoli scritti nel sito. Ti aspetto. Alberta con Lyla

Chi abbandona un cane non è un camperista

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(Lyla, Pastore Abruzzese, 12 anni, Mascotte di Camperarcobaleno)

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Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. J. Saramago 'Viaggio in Portogallo'