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La sobria eleganza ai Giardini Giusti-Verona

La sobria eleganza ai Giardini Giusti-Verona - Camperarcobaleno

Aperto al visitatore con barriere architettoniche presenti

Open- no handicap accessible

Info stradali e camper a fondo pagina

 

 

 

Reso famoso da personaggi della cultura e dell’arte nel corso dei secoli quali Mozart, Goethe e Volkamer e visitato da Cosimo De’ Medici,  Re Carlo Felice di Savoia, lo Zar Alessandro I della dinastia dei Romanov, Francesco Giuseppe d'Asburgo-Lorena Imperatore d’Austria sino alla Regina Madre d’Inghilterra, Giardino Giusti da sempre  mantiene un particolare fascino che  incanta coloro che ogni anno  visitano questo spettacolare luogo fatto di arte e natura.

La sua storia nasce nel ‘400 quando la famiglia Giusti, di origini nobili e soprannominata in seguito ‘Giusti del Giardino’, dalla Toscana dove era affermata nell’arte della tessitura,  decide di trasferirsi a Verona per fuggire da contrasti politici insediandosi nel  palazzo che ancora oggi ne porta il nome e di cui prende il nome la stretta via a senso unico che delimita parte della proprietà, alle porte della città di Romeo e Giulietta.


Nel 1570  Agostino Giusti decide di  dare incarico ad un architetto, rimasto sconosciuto nella storia, la sistemazione del grande giardino che fino ad allora sembra ospitasse solo ortaggi, frutta ed erbe officinali i cui raccolti facevano parte del sostentamento alimentare della famiglia.

Considerato uno dei più eclatanti esempi di parco rinascimentale e di quello che viene definito ‘giardino all’italiana’, l’intera struttura viene concepita in varie assi viari perpendicolari e attraversata al centro da un lungo viale  mentre ai lati si posizionano aiuole, statue, siepi e fontane in una perfetta scansione volumetrica che dona all’ambiente leggerezza e ritmicità.

Non sono mancati nel tempo vari inserimenti barocchi, romantici insieme ad elementi propri al gusto e alla tradizione francese ma, un po’ grazie a vari interventi di restauro conservativo e a un ritorno alle idee primarie concepite per questo territorio, Giardino Giusti rimane oggi fedele ai dettami del suo primo ideatore.

Come già accennato, a Palazzo Giusti si arriva mediante una via stretta con nessuna possibilità di posteggio di un camper se non a qualche metro di distanza dall’ingresso di questo.

L’edificio si presenta con il ricordo di facciate completamente affrescate a finte colonne e con la rappresentazione di statue.

Unico elemento rimasto quasi integro nel tempo è il grande portale che introduce in un  porticato ad arcate sorrette da pilastri bugnati, affacciato sul giardino ricco di piante secolari. 

Da qui il giardino accoglie il visitatore in un continuo spettacolo fatto di aiuole fiorite, siepi di bosso sapientemente modellate, statue a soggetto mitologico, scalinate e grotte disposte sui vari terrazzamenti. 


Cespugli e alberi, in una composta ed elegante disposizione anche quando lo studio geometrico lascia lo spazio ad un, per così dire, più  spiccato e quasi naturale disordine (ben congegnato), fanno da cornice alle statue femminili e ai mascheroni a guardia di grotte naturali e artificiali.

Una  di queste, degna di nota,  si presenta con un arco d’ingresso incorniciato da colonne, trabeazione e timpano dall’ aspetto di un tempietto, un tempo rivestito da conchiglie, coralli, madreperle e mosaici.


Lo sguardo viene invaso felicemente di rose antiche dai colori tenui e aggraziati, da siepi fatte dai lunghi rami delle piante di rusco,dai grandi vasi di edera d’oro fino a scomparire tra i reperti romani e dinanzi al 
monumentale cipresso di Goethe…mentre più in là, occhi indiscreti e grotteschi di quattro nani seguono furtivi il leggero passeggiare del visitatore.

Giochi d’acqua vengono composti da fontane in marmo a forma di conchiglie e vasche che la raccolgono quale elemento preziosoa reso scintillante dai raggi del sole mentre delfini flessuosi  si immergono in essa e in essa scompaiono mentre in una larga conca si erge silente una bella statua dall’aspetto femminile scolpita da Alessandro Vittoria.
Concludiamo questa passeggiata ricordando l’angolo dedicato alle serre, un tempo riscaldate da grandi stufe in ceramica e protette da grandi statue di divinità pagane in gesso. Su una di queste, una iscrizione latina recita:

’ Viandante, affinché tu non abbia a preoccuparti, il padrone fece collocare Bacco, fautore dell'amore, non della guerra, a fianco del genio protettore di questo luogo.’ 

 

 

GPS: 45° 26' 34,96'' N

             11° 00' 23,02'' E

 

Indirizzo: Via Giardino Giusti,2

 A4 Milano/Venezia, uscita Verona Sud o  A22 Brennero/Modena uscita Verona Nord 

Area Sosta: 'Porta Palio'. cs, a pagamento

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(Lyla, Pastore Abruzzese, 12 anni, Mascotte di Camperarcobaleno)

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Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. J. Saramago 'Viaggio in Portogallo'