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La Fantasia al Giardino Buonaccorsi-Potenza Picena

La Fantasia al Giardino Buonaccorsi-Potenza Picena - Camperarcobaleno

 

Aperto al visitatore con barriere architettoniche presenti- A pagamento

Open- no handicap accessible-Ticket

Info stradali e camper a fondo pagina

 

 La visita al giardino Buonaccorsi regala sicuramente la sensazione di trovarsi in un ambiente sobrio e raffinato, degno di un luogo settecentesco quale è questo.

Conosciuto non solo in Italia  per la sua particolare eleganza, il vasto impianto scenografico di giardino è immerso in un tempo incantato, non più svolto,  tanto che conserva intatto il particolare dell’appartenere integralmente al secolo dei lumi e della ragione.

Da alcuni considerato quasi un miracolo il fatto che questo sia riuscito, in qualche maniera, a sfuggire a tutte le intemperie del tempo per arrivare a noi, uomini del nuovo millennio, così ben conservato, la sua nascita è avvolta nel mistero, forse disegnato insieme alla casa nel XVII secolo, da Andrea  Vici, architetto conosciuto nel centro italia del tempo.

 Qui, sulle colline di Potenza Picena su di un colle che abbraccia l'Adriatico ,la famiglia Buonaccorsi, la cui residenza principale era nel palazzo omonimo di Macerata,  divenne la proprietaria di una vasta tenuta agricola con  la villa che rispondeva in maniera adeguata alle comodità di una casa di campagna, edificata sopra un antico insediamento fortificato dando spazio a stalle, granai, giardini, scuderie e una chiesetta barocca dedicata a San Filippo Neri.

 Percorrere la lunga e rettilinea strada provinciale sino alla Contrada Montecanepino è già di per sé un grande evento che si snoda su colline perfettamente lavorate, dove l’uomo che saputo forgiarle e nello stesso tempo rispettarle.

Le graziose villette ricche di colori dei fiori regalano al pochissimo traffico di auto per lo più locale, una grande serenità e grandezza di una terra così ricca quale è questa maceratese che con il suo impeto e impegno si tuffa, in pochi chilometri, nel mare. 

Guardinghi nell’incontrare qualche indicazione turistica, si deve svoltare in una strada privata per poter accedere al giardino il cui incontro è con un classico cancello in ferro battuto che aprendosi ci catapulta davvero in un tempo passato, accompagnati da alte palme e da un lieve profumo di caprifoglio.

L’attenzione particolare data a questo giardino è stata favorita nel tempo grazie all’unica proprietà, quella della famiglia Buonaccorsi, che ha reso possibile una sempre maggior valorizzazione del luogo ma nello stesso tempo la sua perfetta conservazione che, con lo svolgersi della passeggiata, è quasi tangibile.

Nei primi anni del 1700 vennero realizzati una serie di terrazze chiuse e riparate dai freddi venti invernali, esposte al sole e dotate di uno splendido panorama sulla pianura sottostante, spazi dedicati alla fioritura e alla fruttificazione degli agrumi, coltivati a centinaia, in grandi vasi di terracotta.

Le terrazze sono numeralmente cinque: la prima accoglie, tra siepi e statue particolari, anche un "giardino segreto" ornato da ciottoli da cui un tempo  zampilli d'acqua formavano una vera e propria galleria da attraversare senza correre il rischio di bagnarsi e la  Grotta dei Frati.

Il secondo terrazzamento lascia anch’esso spazio alla giocosità date dalla presenza delle statue di  Arlecchino e Pulcinella e nello stesso tempo ad una attenta simmetria data dall’impianto geometrico delle aiuole a forma di stella e di losanghe,quadrati e triangoli….   

Piante di camelie dai colori raggianti si evolvono dell’aria donando alle vicine statue di austeri imperatori un’aria più plastica e leggiadra mentre i fini bossi dalle forme lineari presentano la mitologia nelle nicchie dedicate a Pan e a Flora.

 Qui ci si ritrova nel Viale degli Imperatori dove il tema settecentesco della mitologia e della sontuosità prevale su tutto il giardino in un equilibrio che mai va spezzandosi tra gioco e serietà.

La stessa presenza birichina ed inquietante allo stesso tempo del diavolo che spunta senza avviso da una nicchia accanto alla villa,i giochi (o scherzi) d’acqua, le statue di omini goffi e irriverenti, musici scanzonati e quasi deformi nel loro essere, simboleggiano  in definitiva che la vita è comunque e sempre un intrigo tra gioco e finzione, realtà e fantasia e che l’uomo non può permettersi di fare a meno né di uno né dell’altro.

 La terza e la quarta terrazza raccolgono cuscini di calendule arancioni e bocche di leone dai colori più svariati, godezie che si fanno strada tra i rami contorti e sottili dei bossi e le timide violaciocche.

Di particolare impatto visivo è sicuramente la presenza lussureggiante dei sottili rami di statice, mai parchi di nuovi germogli e di nuovi fiori dai colori caldi come il sole che li illumina e li riscalda mentre nell’altro terrazzamento, dedicato al verde del prato e alla presenza spontanea di pratoline e ornithogalum rendono il giardino all’inglese un unisono con la vasta campagna che si erge intorno alla proprietà.

 Al di là della monumentale limonaia usata per il ricovero delle piante in inverno, una sontuosa scalinata avviluppata all’edera e al gelsomino invita a visitare il boschetto, elemento usuale nei giardini dell’epoca, usato inizialmente quale luogo di caccia e abbellito da potenti lecci.

Nel 1800 questo viene modificato e ingentilito grazie alla presenza di ponti in legno e sedie in marmo dove poter ammirare lo straordinario spettacolo verso l’orizzonte marino.

Chiude il percorso di visita, quasi salutando, un cipresso la cui età sfiora i 300 anni e che custodisce la chiesetta privata, ultima gemma di un giardino cui vale la pena davvero di saper ascoltare.

 

 

GPS: 43° 21' 36,81'' N

           13° 38' 57,59'' E

 

Indirizzo: Contrada Canepino

Uscita Autostradale: nord:  Loreto - Porto Recanati A14

                                              sud: Civitanova Marche A14

 Area Sosta: Via Campo Boario- Recanati (6 km)

 

 

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Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. J. Saramago 'Viaggio in Portogallo'