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L'impronta di Palladio nel Giardino di Sigurtà-Valeggio sul Mincio

L'impronta di Palladio nel Giardino di Sigurtà-Valeggio sul Mincio - Camperarcobaleno

 

 

Aperto al visitatore con barriere architettoniche presenti- A pagamento, no cani ammessi

 Open- no handicap accessible-Ticket-Pets can not be brought into the park

 Info stradali e camper a fondo pagina

 

 

 

 

 

Il parco giardino Sigurtà,  a Valeggio sul Mincio,  ha origine nel 1617 probabilmente come orto recintato progettato da un allievo del Palladio.

Nel 1850 Napoleone III lo fece suo quartier generale dopo la Battaglia di Solferino e di San Martino ed  è grazie a Carlo Sigurtà, nel 1941, che rese il grande giardino non solo una felice oasi di tranquillità e di verde ma un’opera d’arte che oggi possiamo ancora a pieno ammirare.

Parte integrante di un complesso ed armonioso spettacolo naturale quali sono le colline moreniche,il parco si estende per ben 50  ettari con una flora spettacolare che porta il suo ospite a godere di profumi, aromi tra il verde dei tappeti erbosi e i  colori dei fiori.

Il percorso si snoda in circa sette chilometri di piacevole passeggiata anche se non manca la possibilità di visitare il parco con una bici, una golf cart o, ancora in maniera più divertente, con il trenino. 

 Tra alberi maestosi che offrono sollievo dal caldo estivo e dai cocenti raggi solari, tra bossi scolpiti da ingegnose ed esperte mani dell’uomo e  salici piangenti, tra piante annuali e spettacolari piante officinali,  i protagonisti assoluti di questo luogo così bello sono senz’altro i fiori.

Ad ogni stagione ci si trova dinnanzi a spettacoli di rara bellezza e di rara emozione e da marzo ad ottobre, periodo di apertura del parco, non vi è angolo che non regali stupende fioriture.

Sono i tulipani e i narcisi che danno il benvenuto ad una nuova primavera con oltre centocinquanta varietà che macchiano l’erba con colori che spaziano dal più profondo bordeaux al più allegro giallo per poi dare il benvenuto al fiore per eccellenza, la Rosa.

Migliaia di boccioli, nel lungo viale a queste dedicato, rimangono in attesa di esplodere in un miscuglio di colori tenui e sgargianti, avvolgendo l’aria di un profumo sofisticato e gentile, per rendere il luogo ancora più elegante e romantico. 

Fanno da sfondo scenografico al Castello Scaligero del X secolo piante dai nomi rari e dai rami lunghi e sottili, lanciati nel cielo per poi ricadere verso il suolo dove lasceranno i loro vellutati petali a fine fioritura.

Ma gli iris non saranno certo da meno colorando a loro volta con pennellate intense il Viale delle Fontanelle.

  Di indubbia bellezza, i fiori delle iridacee paiono ventagli al sole che brillano con i loro petali color viola, dai tratti più chiari a quelli più scuri, dall’arancione al giallo sino ad un timoroso bianco.

L’orchidea da giardino si erge maestosa con il suo stelo sottile , pare che il vento possa da un momento all’altro spezzare quei fusti così delicati e  slanciati verso il cielo.

A mano a mano che l’estate prende il sopravvento sulla primavera, lo spettacolo si sposta verso i diciotto laghetti che abbracciano le tropicali  piante acquatiche delle Ninfee e i loro quasi magici fiori.

Le loro grandi e rotonde foglie vengono cullate dall’acqua tranquilla per sfoggiare vestiti eleganti dai toni del rosa tenue al ciclamino. Per nulla disorientate, queste piante che vivono in aree del mondo calde e umide, emergono appena dalla superficie dell’acqua calcarea per esibirsi in uno spettacolo rigoglioso e sublime.

Come il ciclo della vita ha un suo inizio e una sua fine, così il ciclo della vegetazione nel grandioso parco di Sigurtà ha un suo finale, per nulla triste.

Tale conclusione è affidata agli Aster, semplici stelle dalla forma  graziosa di margherite, conosciute forse meglio come ‘Settembrine’. Salutano lo svanire fioco della bella stagione regalandoci ancora colori primaverili e caldi quali il rosa e l’azzurro, come se volessero ancora una volta esaltare il meraviglioso scenario di una natura che troppo spesso l’uomo ha dimenticato e squarciato. 

 Unica nota dolente è che la passeggiata in questo splendido luogo non può essere accompgnata dai nostri amici can-peristi....

 

GPS: 45° 21' 28,53''N

         10° 44' 04,98''E

 Indirizzo: Via Cavour

Uscita Autostradale: Peschiera del Garda A4

Area Sosta: Area Sosta di Monzambano

 

 

 

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Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. J. Saramago 'Viaggio in Portogallo'