Home » il faro » Il Viaggio di un giovane veneziano

Il Viaggio di un giovane veneziano

Il Viaggio di un giovane veneziano - Camperarcobaleno

                                        Il Milione

                                  Marco Polo

 

 

Molto spesso, nell’immaginario comune che ha come tema l’Oriente, il pensiero corre a quel ragazzo che aveva come nome Marco Polo e al suo capolavoro ‘Il Milione’.

Nonostante le nostre radici affondino in una antichità classica che vede protagonista le imprese degli Antichi Greci, Romani  sino alla Chanson de Geste , le narrazioni sull’Oriente hanno sempre stimolato il desiderio di poter conoscere e vedere luoghi ai confini del mondo a noi conosciuto.

Già con ‘Le Mille e una Notte’ l’affascinante tema di terre felici ricoperte di ori e sete, colori sgargianti e bellezze rarissime, appariva ai nostri occhi irraggiungibili se non nella nostra più recondita fantasia.

La favola quindi era alla base di questo tema e nemmeno il nutrito gruppo di frati francescani che avevano preceduto Marco Polo era riuscito a squarciare quel velo sottile che separava i due mondi.

Ma se i racconti di questi religiosi avevano poi finito per essere considerati un po’ troppo eccessivi per tutto ciò che avevano rivelato, Polo si presenta prudente dichiarando sin dall’inizio della sua opera che tutto ciò scritto ‘sia veritieri e senza niuna menzogna’  e con una grande dose modestia  nei confronti della sua persona poiché ‘di se stesso se ne fa poca menzione’.

Poco incline a considerare comunque veritiere tutte queste novità che provenivano da terre così lontane da non poterle non solo mai vedere ma spesso immaginare, la società di un tempo nel nome di Cristoforo Colombo invoglia  la sua idea a raggiungere le Indie e, ancor meglio, ad arrivare sino alla Terra di Cipango (cioè Giappone) di cui Marco aveva parlato ‘solo per audita e non per visa’.

 

Il Milione è stato considerato il  primo libro che aprì alla letteratura scientifica e geografica, un antesiniano di quel Baedeker che poi si rivelò indispensabile nei viaggi dell’ottocento europeo, senza dimenticare che lo scorrere della lettura svela  un uomo pieno di emozioni, curiosità, poesia, coraggio e meraviglia.

Polo non teme se si trova a dover sfatare o ridurre preconcetti dei suoi contemporanei e ridimensiona immagini stravolte come ad esempio l’idea del rinoceronte quale unicorno o quella di alcune scimmie definite ‘piccoli uomini’.

 

 

La descrizione e l’ammirazione nei confronti della civiltà mongola è e rimane un quanto mai fedele resoconto sulla loro propria concezione di vita come rimane impressionante la ricerca di una descrizione meticolosa e pulita nei confronti della loro cultura religiosa anche se a volte lascia trasparire un senso di sarcasmo e remissività, giustificata dal fatto che comunque Marco Polo è ‘Uomo del Suo Tempo’..

Il Milione è comunque un’opera letteraria, storica, geografica, come la si voglia catalogare, di altissimo livello; noi crediamo che innanzitutto sia, e ci auguriamo che questo sia stato il pensiero e il fine di questo uomo, un documento straordinario e impareggiabile di un incontro, il primo, tra due mondi completamente diversi ma senza pregiudizi né remore, sentimenti che hanno poi pervaso la storia umana portandoci troppo spesso alla diffidenza e ad odi ingiustificabili dettati solo da paure e ignoranze.

Nel considerare Polo ‘Uomo del Suo Tempo’,sotto questo ambito viene invece più giusto considerarlo ‘Uomo Superiore al Suo Tempo’, un uomo viaggiatore per affari che non rinuncia alla scoperta e all’esperienza che questa comporta,alla conoscenza dell’altro ponendosi in maniera quasi fanciullesca, con uno sguardo pulito e sereno anche quando vuole descrivere aspetti più inconsueti e grotteschi di quella realtà ma con una profonda umiltà e rispetto dovuto sia la mondo esterno che a se stesso.

(A.L)

Su Pinterest

Su Pinterest - Camperarcobaleno

Ho ideato una pagina in cui Ti racconto dei miei viaggi, delle immagini e degli aneddoti sulla mia avventura insieme a Lyla e a Camperarcobaleno. Di ogni pagina troverai molte altre fotografie relative agli articoli scritti nel sito. Ti aspetto. Alberta con Lyla

Chi abbandona un cane non è un camperista

Chi abbandona un cane non è un camperista - Camperarcobaleno

(Lyla, Pastore Abruzzese, 11 anni, Mascotte di Camperarcobaleno)

L'Agenda di CA su Facebook

L'Agenda di CA su Facebook - Camperarcobaleno

Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. J. Saramago 'Viaggio in Portogallo'