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Il raffinato neoclassicismo ai Giardini Coronini Cronberg-Gorizia

Il raffinato neoclassicismo ai Giardini Coronini Cronberg-Gorizia - Camperarcobaleno

 Aperto al visitatore senza barriere architettoniche presenti

Open- handicap accessible

Info stradali e camper a fondo pagina

 

 

 

 A ridosso dell’antico borgo di Piazzutta si aprono i cancelli del Giardino Coronini, in una città antica e sublime quale è Gorizia in un simposio di storia fatta di uomini e sogni.

 Il suo antico portale settecentesco, appartenuto in passato alla sontuosa Villa Attems di Piedimonte, ormai scomparsa, ci accoglie insieme a quel sentimento di rispetto e quasi di timore reverenziale che ci accompagna da quando siamo giunti col camper in questo luogo intriso di storia.

Veniamo accolti nella parte di parco “all’inglese” e di un raffinato gusto romantico, realizzata alla fine dell’ ottocento in una città dove pervadevano nette le note dell’ impero austroungarico e dove la tragicità della Grande Guerra insieme alla violenza inaudita che ha caratterizzato la Seconda Guerra Mondiale ha lasciato segni inconfondibili e ferite mai rimarginate.

Ricordiamo solo che nel 1944 la villa  fu sede di un comando tedesco che impose di realizzare un cancello per  proteggere la proprietà e venne disposta la realizzazione una piscina per il diletto degli ufficiali.

 L’intera proprietà era appartenuta alla famiglia  Strassoldo e venne acquistata all’asta nel 1820  dal conte Michele Coronini che, tra l’altro, ospitò  l’esule Carlo X di Borbone, re di Francia, il quale morì in questa villa.

Viene inoltre ricordata la presenza dell’arciduchessa Sofia, madre dell’imperatore Francesco Giuseppe, con il figlio, l’arciduca Lodovico

L’ideazione del complesso del parco, che si estende per più di cinque ettari, è da attribuire al Conte Alfredo Coronini,nipote di Michele, che verso il 1880 trasformò il piccolo giardino all’italiana posto a quel tempo vicino al palazzo, in un giardino paesaggistico posto su più livelli creando così particolari vedute sia sull’intera area che sulla città.

 La visita si svolge tra sempreverdi e specie botaniche provenienti sia dalla zona mediterranea che quella asiatica, americana , terrazze, specchi d’acqua e sculture tra cui quella di Giovanni Battista Coronini, visibile alla fine del viale d’ingresso e a ridosso al corpo principale dell’edificio

Nascosta dalle piante troviamo un tempietto neoclassico  progettato da Girolamo Luzzato su un terreno che domina l’intero giardino, realizzato con terra proveniente da Cronberg mentre la statua dell Ecate triformis del II secolo proviene dal castello di Moncorona a Cronberg, confiscata insieme ad altre proprietà dal regime yugoslavo, è posta in un punto dove si può godere di una splendida vista.

L’altura che accoglie il tempietto non è solo stato realizzato per offrire un particolare effetto scenico ma per ‘nascondere’ al suo interno una cisterna per la raccolta di acqua piovana, acqua che in parte serviva per particolari giochi d’acqua dalle varie fontane.

L’ aspetto paesaggistico del giardino è la realizzazione di un vasto progetto che vide numerosi interventi sul terreno stesso per poter realizzare vari piani di veduta e di percorsi, pergolati, scalinate di accesso, terrazze . Il muro di sostegno che ancora oggi è ben visibile venne alleggerito con nicchie per ospitare statue,agavi, yucche e mirti che oggi non ci sono più.

Tra palme, cedri, pini marittimi e nespoli del giappone si ritrovano camelie, rose e immense magnolie per dare vita a quella romantica idea di un giardino senza tempo, dominato dalla pacatezza e dalla magnificenza di un grande territorio quale quello goriziano.

Al giardino è affiancata la Villa, visitabile a pagamento.

 

GPS: 45° 56' 56,75'' N

              13° 37' 05,94'' E

 Indirizzo: Via XX Settembre,14

 Uscita Autostradale: Gorizia A4

 Area Sosta: parcheggi o strutture private

 

 

 

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Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. J. Saramago 'Viaggio in Portogallo'