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Il Piazzo di Biella

Il Piazzo di Biella - Camperarcobaleno

Un Cuore di Lana

 

Caratteristica della città di Biella è il Piazzo che vi invito a conoscere e ammirare.

Il Piazzo è il centro storico e il cuore di questa, un luogo composto da scenografie bellissime, angoli antichi da cui si dipanano panorami sconfinati sui monti che la circondano, con una architettura e una storia unica. I suoi sono i portici che accolgono le persone, sono i palazzi nobili, i giardini quieti, le strade dai ciottoli antichi, le botteghe di un tempo, le finestre aperte sul mondo da cui si intravedono soffitti a volta, piccoli e graziosi balconi in ferro battuto, semplici e aggraziati come un antico merletto.

Biella, cittadina di una provincia tranquilla, laboriosa, con mille spunti di visita e ancora mille altre occasioni e motivi per tornarci, per emozionarsi ancora.

Quando si entra in Biella lo si vede, lassù sulla collina, il Piazzo. Parte più alta della città e centro della vita sociale, risale al periodo medievale in cui visse il casato dei Ferrero.  

Nei tempi più antichi il Piazzo era circondato da mura e l’ingresso ad esso avveniva tramite delle porte di cui oggi rimangono degli archi in mattoni.

Al Piazzo si può andare a piedi, attraversando le vie antiche e silenziose che si arrampicano sin lassù. E’ una splendida passeggiata questa fatta in Costa San Sebastiano nei periodi più lievi dell’anno, per scorgere le foglie gialle e rosse degli alberi che ne incorniciano i tracci o nei mesi primaverile quando i glicini  emanano il loro più intenso profumo. Ma certo optare per la funicolare mette di buon umore e rallenta il battito cardiaco. La funicolare stessa è un gioiello architettonico d’altri tempi, la sua salita calma regala la visione di una cittadina che si allontana piano piano, senza quella odiosa e moderna sensazione di dover fare sempre tutto in fretta.

Arrivati comunque al cuore antico della città, il panorama si fa unico e il luogo quasi magico. E’ tutto un susseguirsi di portici, chiostri cortili, stradine acciottolate, giardini dai fiori multicolori. Non c’è spazio per la fretta qui, non c’è spazio per il disordine.

 All’uscita della stazione  della funivia si trovano  subito nobili palazzi, simboli di un passato storico importante e altisonante. Qui il Piazzo si apre alla sua bellezza, un intrico di vie e piazzette, di angoli panoramici da cui si può godere la vista su Biella e la sua pianura.

Accanto  alla Porta della Torrazza si incontra la piccola cappella di San Rocco, taciturna e sciupata dal tempo, in contrapposizione alla Chiesa di sant’Anna, ricca e luminosa

Se vogliamo godere del panorama, è d’obbligo una sosta a Piazza Cucco che è davvero la più bella piazza del Piazzo. Gli edifici sono splendidi e qui si trova l’edificio più antico della cittadina, datata 1400.

La piazza ospita un muretto da cui lo spettacolo panoramico è davvero splendido. Da qui si nota la collina che ospita il Parco della Burcina e lo spettacolo del mare di colori che la ricoprono. Il periodo più bello è senz’altro quello dei rododendri in fiore.

Passeggiando sotto i portici medievali che un tempo servivano a riparare il mercato nei giorni di pioggia, si raggiunge Piazza Cisterna, la piazza principale,con i suoi splendidi palazzi decorati con ornamenti in cotto. Palazzo Dal Pozzo della Cisterna, di proprietà comunale, è il simbolo di questa bella piazza e al cui interno accoglie pregevoli affreschi risalenti alla fine del 1500.

Alla fine della piazza troviamo  Casa Coda, un’antica dimora che fu adibita nel 1700 a carcere. Nel 1980 la struttura era stata restaurata e oggi ospita l’Ostello della città.

Particolarmente affascinante è la Chiesa di San Giacomo, nella piazza che porta il suo nome, che risale al 1180 ed più antica della città di Biella

Sulla facciata si scorgono tre pinnacoli gotici e  decorazioni in cotto, che in maniera ritmica si ritrovano anche ad ogni piano del campanile, di epoca successiva.

Al suo interno si trova l’altare del Beato Agostino de Fango, il di cui scheletro giace dentro a una bara di vetro.

Nonostante la pochissima luce che entra dalle poche finestre e l’atmosfera greve, si possono ammirare pareti e volte affrescate e dipinti di artisti locali datati tra la fine del ‘600 e l’800.

Questa Chiesa è importante non solo sotto il profilo architettonico e storico ma per far parte della confraternita del Cammino di Santiago de Compostela dove il pellegrino può richiedere il certificato di pellegrinaggio.

Di Biella abbiamo voluto raccontarvi solo la parte antica della cittadina ma non vogliamo scordarci il suo passato illustre quale centro importantissimo dell’industria tessile. Non a caso, sulla scia di questa realtà produttiva di un tempo glorioso ma ancora ben presente sul territorio, vi invitiamo a conoscere la Valle Cervo, l'Oasi Zegna e Bielmonte, il Parco della Burcina, il territorio della Bessa e la riserva naturale regionale delle Baragge,Ricetto di Candelo,Sordevolo, il Santuario Mariano di Oropa, il Santurario di Graglia, il Lago di Viverone, il percorso di archeologia industriale La Strada della Lana  che collega Biella con Borgosesia; l'ex lanificio Trombetta in Biella, che ospita la Cittadellarte il lanificio Maurizio Sella, sede della Fondazione Sella, che conserva un ingente patrimonio archivistico ed iconografico; Casa Zegna a Trivero, dedicata all'importante figura di imprenditore Ermenegildo Zegna, e  la Fabbrica della Ruota  a Pray, lanificio ottocentesco caratterizzato dalla trasmissione telodinamica dell'energia e tanto altro ancora che Biella e i suoi dintorni possono offrire durante l’intero anno e di cui,in maniera molto modesta, abbiamo raccontato di così tanta bellezza in altre pagine di questo nostro libro.

(A.L. Maggio 2016)

 

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Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. J. Saramago 'Viaggio in Portogallo'