Home » boccioli e petali » Il Giardino Vascello dell' Isola Bella-Stresa

Il Giardino Vascello dell' Isola Bella-Stresa

Il Giardino Vascello  dell' Isola Bella-Stresa - Camperarcobaleno

Aperto al visitatore con barriere architettoniche presenti- A pagamento

Open- no handicap accessible-Ticket

Info stradali e camper a fondo pagina

 

 

 

Rimaniamo nella cornice unica del Lago Maggiore e dopo aver visitato i Castelli del Cannero, ci rilassiamo andando a riscoprire i giardini di Isola Bella,  pochi minuti di battello da Stresa, dove abbiamo sostato col camper.

Isola Bella è sicuramente una sorpresa sia per coloro che per la prima volta approdano a questa rara bellezza ma anche per coloro che, essendosi innamorati di questi luoghi, hanno il piacere di ritrovarsi lì, tra quelle acque e quei paesaggi i cui colori rispendono di luce in ogni stagione dell’anno.

A dominio dell’Isola vi è il famoso Palazzo in stile barocco che racchiude in sé un giardino all’italiana disposto su dieci terrazzamenti e di strabiliante bellezza mentre a ridosso di questi vive il villaggio, oggi meta di turisti  che trovano qui non più il senso reale del tempo e della vita dei pescatori, ma negozi di souvenirs, negozietti tipici  e ristoranti.

Situato in una piccola isola collocata nella parte centrale del Lago Maggiore,il giardino all’italiana dell’Isola Bella era,  prima degli interventi da parte della famiglia Borromeo, datati XVI secolo, denominata  ‘ Isola Inferiore’, perché in realtà era un grande scoglio arido e sassoso, solo in parte occupato da un piccolo villaggio di pescatori. 

 I primi terreni comperati sull’isola da  Giulio Cesare III Borromeo risalgono alla metà del 1500,  ma fu solo nel secolo successivo che Carlo III acquistò case e orti progettando così  una residenza chiamata Casino, che avrebbe dovuto sorgere al centro di un ampio giardino.

In onore della moglie Isabella d’Adda, il nome dell’isola fu mutato in quello di Isola Isabella, che venne poi trasformata in Isola Bella. 

I lavori iniziarono  intorno al 1631 cercando di realizzare il sogno di Carlo , amante delle arti figurative e della letteratura che qui voleva la realizzazione del giardino all’italiana più ricco e sontuoso dell’epoca.

Ci vollero enormi quantità di terra per riempire, livellare e modellare i terrazzamenti sovrapposti voluti dal progetto e notevole lavoro per realizzare la Torre della Noria, torre ottagonale posta a  ovest dell’isola, creata per ospitare i sofisticati macchinari idraulici, azionati da un cavallo, che permettevano l’irrigazione dell’intero giardino mentre venivano messe a dimora numerose piante di agrumi, bossi e cipressi, insieme  a piante di cavolfiori, carciofi, rape, finocchi, zucche e meloni.

E’ però con Vitaliano VI che il giardino prende le sembianze attuali popolando il parco con numerose strutture e sculture lapidee, quali parapetti, guglie, piramidi e moltissime nuove statue, rinunciando alla costruzione del Casino mentre nel periodo a cavallo tra il ‘700 e l’800 con Vitaliano IX il giardino viene arricchito di numerose piante esotiche oltre a nuove serre e di un più moderno sistema di pompaggio dell’acqua dal lago.

Il nuovo proprietario, studioso di botanica, colloca un esemplare di albero della canfora, il Cinammonum Camphora, che è divenuto oggi,per le sue  gigantesche dimensioni, l’elemento dominante del piazzale che porta il suo nome e che porta  al Teatro Massimo.

 Inoltre vengono interrate palme, eucalipti, alberi del pane, del tè, del caffè, querce da sughero, corbezzoli, oltre a magnolie, camelie, rododendri e azalee.

La visione globale del giardino è quella di un grande disegno di un vascello che presenta la  villa a prua e il giardino a poppa a cui si accede mediante l’Atrio di Diana, elemento di raccordo tra la villa e il giardino stesso. Così chiamato per la presenza della  statua della divinità, il complesso  ha molto di una scenografia teatrale dove le quinte sono elegantemente ritmate da colonne, pilastri, nicchie in tufo e mosaici mentre la presenza della balaustra, a coronamento delle mura, porta al ‘piano’ superiore’del giardino stesso.

Ai lati dell’imponente atrio si trovano le due rampe di scale a cui fanno da valletti una lunga scia di vasi in terracotta contenenti palme e bossi.

Salendo su questa rampa di scale ricurve si arriva al piano della Canfora con il suo già citato albero secolare che è meta fotografica di tutti i turisti, anche se questo piano racchiude in sé molteplici angoli da immortalare, dalle splendide e rare piante di orchidee, alle possenti ed eleganti piante di camelie dalle delicate nuances.

Di particolare interesse sono sempre le specie meno conosciute, tra cui il tamarindo, quella del caffè e quella del tè che fanno di questo terrazzamento un vero e proprio ‘emporio’ di profumi particolari e intriganti.

L’immagine forse più conosciuta dell’Isola Bella  è la ricca decorazione barocca che si ritrova nella parte detta Teatro Massimo dove  la struttura a piramide dell’anfiteatro è ritmata da tre grandi esedre sovrapposte e cadenzate da pilastri, balaustre, nicchie.

In queste sono presenti immagini allegoriche in pietra tufacea con le  personificazioni del Verbano , del Ticino, del Toce, o ninfe ed elementi della Natura.

La cima  del Teatro Massimo è retta da un Liocorno cavalcato dall’Onore mentre i lati dell’anfiteatro dominati da due scalinate a tre rampe, conducono alla grande terrazza terminale da dove si può godere davvero di un paesaggio incantevole

Rivolta verso la zona sud del Lago Maggiore troviamo il giardino Quadro conosciuto forse di più quale ‘Giardino dell’Amore’. Disposto nella  maniera più  classica del giardino all’italiana, trova spazio la bella vasca circolare centrale che contiene piante di ninfea, circondata da quattro aiuole simmetriche disegnate da bossi mentre tassi potati a forma conica ne fanno da cornice.

Posto verso sud-est dell’isola, non sempre visitabile, è il Giardino triangolo, chiamato così per la sua forma, dove un lungo rettilineo di alberi sagomati a sfera delimita la zona delle belle piante di azalee e conifere mentre il ripiano ad est ospita cedri e tassi.

 Chiude la visita, solo da lontano per la sua inacessibilità, il Giardino Privato, con la sua scritta ‘Humilitas’ in elementi vegetali che rappresenta il motto araldico dei Borromeo e che espone una grande distesa di prato.

 Nonostante possa essere considerato un luogo di troppa ricchezza decorativa data da una artificiosità netta e quasi licenziosa, questo splendido ‘vascello fiorito’ rimane ancora oggi una meta turistica di grande fascino cui pochi non rimangono incantati.

 

 

GPS: 45° 53' 42,42'' N

          8° 31' 38,83'' E

Indirizzo: Isola Bella Lago Maggiore Stresa

Uscita Autostrada:Autostrada dei Laghi A8/A9 , direzione Gravellona Toce, uscita Carpugnino  per Stresa.

Area Sosta:parcheggio Viale Maestro Erardo Trentinaglia, no servizi.Stresa

                   parcheggio Via M. Buonarrotti, vicino alla statua di San Carlone, seguire le indicazioni per il     parcheggio autobus in luogo  sterrato, gratuito, no servizi.

Disponibile parcheggio asfalatato  davanti all'ingresso alla statua, a pagamento 1,50 € / 24 ore

 

 

 

 

Su Pinterest

Su Pinterest - Camperarcobaleno

Ho ideato una pagina in cui Ti racconto dei miei viaggi, delle immagini e degli aneddoti sulla mia avventura insieme a Lyla e a Camperarcobaleno. Di ogni pagina troverai molte altre fotografie relative agli articoli scritti nel sito. Ti aspetto. Alberta con Lyla

Chi abbandona un cane non è un camperista

Chi abbandona un cane non è un camperista - Camperarcobaleno

(Lyla, Pastore Abruzzese, 11 anni, Mascotte di Camperarcobaleno)

L'Agenda di CA su Facebook

L'Agenda di CA su Facebook - Camperarcobaleno

Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. J. Saramago 'Viaggio in Portogallo'