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I Castelli della montagna parmense

I Castelli della montagna parmense - Camperarcobaleno

-Fortezza di Bardi

-Castello di Compiano

La storia del Castello di Bardi nasce nel 989 quando Everardo, Vescovo di Piacenza, per paura che le avanzate saccheggiatrici degli Ungari potessero definitivamente sterminare la popolazione di Bardi,pensa di fare realizzare  una struttura a guardia del territorio.

Eremo inespugnabile sin dall’inizio della sua lunga storia, il castello ha subito nel tempo rimaneggiamenti e migliorie, adattandosi alle necessità che di volta in volta venivano richieste  diventando così testimonianza sociologica dell’uomo.

Fu uno dei primi proprietari della famiglia dei Landi che, a seguito delle lotte tra guelfi e ghibellini, fece di questo castello una fortezza inespugnabile così come i miglioramenti sotto il profilo civile ed abitativo.

Capace di ospitare sino a 400 persone, grazie a strutture quali la ghiacciaia, la cisterna, le stalle, è con il 1400 che vengono effettuati i maggiori lavori di ampliamento della zona abitativa come le vere e proprie stanze signorili e le cucine. Ma d’altro canto la supremazia e la notorietà dei Landi crescono in egual misura tanto che, insieme al lato più nobile e gioioso della vita, vengono create nuove segrete e nuove celle per rinchiudere il nemico e, purtroppo, anche la sala della tortura.

Gli ultimi discendenti della famiglia Landi vedono legare i propri destini, politici ed economici, ai Doria di Genova e questo comporta una nuova fase architettonica del Castello dove prende forma un nuovo spiccato senso rinascimentale nella Corte d’onore con l’ampio colonnato, la cappella di preghiera e le grande finestre e la scalinata a due rampe.

La grande storia della famiglia Landi termina con il 1600 ma Bardi custodisce con orgoglio la sua più preziosa storia, vivibile ancora oggi nella bellezza di questo Castello.

Da visitare in esso, lo splendido Museo della Civiltà Valligiana, testimone degli stili ed i mestieri della vita contadina, presenti in val Ceno, tra la fine del XIX e gli inizi del XX secolo. 

 Visita a pagamento. Sosta possibile Via Pedrella (N.44° 63' 01,9"- E 9° 73' 25,5")

-      A15 uscita Fornovo per Varsi e Bardi

-      da Parma, SS 62 per Fornovo e  provinciale per Varsi-Bardi

 

 

 

Il Castello di Compiano, splendido gioiello che trae il suo nome dall’incantevole borgo ai suoi piedi, risale forse ai primi anni del 1100 quando era di proprietà dei Malaspina, a dominio della Val di Taro e del suo fiume

Passato poi ai Landi, già proprietari di Bardi, grazie alle continue lotte tra gulfi e ghibellini, questo rimase di loro proprietà per quasi quattro secoli a cui seguirono i Farnese.

Trasformato in residenza privata dopo l'unità d'Italia dalla Marchesa Lina Raimondi Gambarotta, oggi il Castello è di proprietà del Comune, quale eredità della Marchesa.

Di struttura poligonale, ben rafforzato da un'alta scarpata, è chiuso agli angoli da tre torri rotonde alla piacentina e da una quadrata di fattura precedente. Interessanti i beccatelli trilobati in pietra, unici superstiti dell'antico camminamento a sporto che correva tutt'intorno. L'attuale ultimo piano merlato è il risultato di un rifacimento successivo. Sono visitabili una serie di sale ben arredate ed il giardino esterno.    

I beccatelli trilobati sono rimasti quelli originali dell'antico camminamento che correva tutt'intorno mentre l’attuale ultimo piano merlato è frutto di una rielaborazione successiva.

Vi invitiamo inoltre a fare una passeggiata nelle strette ed affascinanti vie del borgo fatto di ciottoli e di casette ristrutturate, dove tra l’altro una lapide ricorda :

«Piccolo centro, durante l'ultimo conflitto mondiale, subiva feroci rappresaglie e razzie da parte dei nazifascisti, che trucidarono venti cittadini inermi ed incendiarono numerose case rurali. La popolazione, con eroico coraggio e indomito spirito patriottico, partecipava alla guerra di Liberazione, offrendo ammirevole prova di solidarietà umana nel dare ospitalità e soccorso a perseguitati politici, ebrei e militari alleati.»

— Compiano (Parma), 1944-1945

-Visite a pagamento e con guida. Sosta in parcheggio su Strada Prov.66 a pochi metri dal castello (n 44°29' 53,58"N-E 9° 39' 49,19")

 -A15 uscita Borgotaro per Compiano

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Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. J. Saramago 'Viaggio in Portogallo'