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I Castelli della collina piacentina (2a parte)

I Castelli della collina piacentina (2a parte) - Camperarcobaleno

-Castello di Gropparello

-Rocca e Castello di Agazzano

-Rocca d'Olgisio

-Castello Malaspina Dal Verme 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sopra uno sperone di serpentino verde di origine vulcanica, quasi in bilico  sul torrente che gli passa impetuoso più in basso, il Castello di Gropparello si impone alla vista del turista in tutto il suo antico splendore e mistero.

Il nome del luogo deriva  dal celtico “Grop” indicando proprio una conformazione naturale rocciosa e insidiosa, se non  impossibile da conquistare o da rendere mansueto.

Nel passato nota come rocca di Cagnano, il castello è stato edificato sulla sede di un castrum romano, poi ampliato con opere murarie e donato da Carlo Magno al Vescovo piacentino Giuliano II nell’808

Teatro di scontri tra forze Guelfe e Ghibelline durante il Medioevo e proprietà di varie nobili famiglie, . alla fine del 1800 viene acquistato dal Conte Ludovico Marazzani-Visconti che ne decide un monumentale restauro.

Secondo lo spirito dell'epoca, vengono create  molte strutture "neogotiche" e aperture di finestre nel mastio che ne modificano l’aspetto. Nonostante questo castello non presenti solo questa contraddizione di stili (il Mastio del 1000 - 1100, il corpo di guardia del '300 e i locali di abitazione del '500), Gropparello  conserva il suo originale fascino di roccaforte posta a difesa dell'ingresso alla sua  valle costituendo così un complesso  davvero unico nel suo genere

La sua complessità di stili e di parti risalenti a epoche diverse tra di loro formano comunque un insieme composto e univoco proprio della roccaforte: la doppia cinta muraria merlata, il cortile, le torri, il torrione d'ingresso con il doppio e singolare ponte levatoio e il mastio sono  scavati nella roccia, seguendo e abbracciando così l’andamento scosceso dello sperone roccioso.

Ma la sua maestosità non rende il luogo né tetro né disumano. Seppure la sua storia si fondi sulla ricerca della difesa contro invasioni o nemici, Gropparello accoglie oggi i suoi numerosi visitatori e lo fa con la gioia di un bambino perché a loro è dedicato lo splendido "Parco delle Fiabe. Luogo di incontro tra questi e fate, folletti, elfi, druidi e streghe, tra fiabe nordiche e miti che hanno il buon sapore dell’avventura.

 

Natale 2018:


'CASTELLO D'INVERNO...MAGIE DEL NATALE INCANTATO'


Ricchi broccati, spezie profumate, tanti camini pronti per l’accensione….arance steccate, fiocchi e bacche rosse…Le sale si vestono di ghirlande, luci e colori.
Nei giorni 8 e 9,16, 23 e 30 Dicembre 
Visite guidate: tutti i giorni alle 11:30, solo su prenotazione.
Sabato, domenica e festivi, lunedì visite guidate alle 11:30 ed alle 15:00, solo su prenotazione
Laboratorio Creativo per i bambini: L’atelier delle Candele o Costruiamo il Castello – prenotazione obbligatoria 
Il grande albero torna a trionfare nella Sala d’Armi, dove il clavicembalo e l’arciliuto attendo i loro musicisti…
Il salotto da tè del piano nobile profuma di miele e fiori d’arancio,
Nelle antiche cucine il tè della servitù è pronto sul tavolo centrale dove trionfa una splendida composizione di zucche e melograni, e per i bimbi sono pronte creme fumanti al profumo di vaniglia e biscotti al sapore di uvetta di zibibbo e cannella…Nell’angolo le antiche bambole di famiglia attendono i bambini per rinnovati giochi davanti al camino
E’ inverno…. il Castello si prepara all’avvento del Magico Natale!
Costo della visita € 10:00 a ps 
Costo dell’atelier delle Candele o Costruiamo il Castello € 15,00 a ps
Possibilità di pranzare alla Taverna Medievale.
Dopo la Visita guidata del pomeriggio, per chi lo desidera è possibile fermarsi per una merenda a base di cioccolata calda, macarons, torta di mele alla cannella e vin brûlé speziato.
Il biglietto comprende: visita guidata al Castello completamente addobbato per le festività natalizie e di fine e inizio anno, compresa la Sala dei Giochi antichi. il biglietto è uguale sia per adulto che per bambino dai 3 anni di età
info@castellidelducato.it 

 

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'CAPODANNO MISTERIOSO AL CASTELLO DI GROPPARELLO'

 

Un Capodanno indimenticabile al Castello di Gropparello, un affascinante castello Medievale che sorge su di un complesso roccioso di ineguagliabile bellezza, circondato da boschi e valli illuminate dalla Luna.

 

lunedì 31 dicembre

 

Il programma prevede:

 

visite guidate al castello su prenotazione alle ore 11:30 – 16:00 € 10,00 a ps

 19:00 (solo per chi partecipa al Veglione) € 15,00 a ps – 24:30 € 15,00 a ps

 

Cena di Gala con Veglione Danzante: il lungo viale del castello, illuminato da padelle romane introduce gli Ospiti al Ponte levatoio, dove ad attenderli sarà il proprietario che avrà l’onore di accoglierli ed accompagnarli in visita al maniero. Alla fine della visita si entrerà nelle Antiche Cucine, dove gli Chef del Castello avranno preparato un ricco aperitivo che verrà servito a lume di candela. Il lungo sentiero nel bosco del castello, che conduce gli Ospiti alla Masseria è circondato da cespugli di piante a bacca rossa: rose canine, meline da fiore, coton aster e biancospino, che vengono illuminati dalle fiaccole a terra. Questo sentiero da sempre viene percorso dagli abitanti del castello con lo spirito di chi esegue un rito propiziatorio, e così invitiamo anche voi a fare lo stesso! Ciascuno incontrerà sul suo cammino bellezza e abbondanza. Nella Masseria sarà apparecchiata la Loggia dei Leoni decorata con bacche rosse, cristalli e agrifoglio. Al Suono del Sax inizierà una serata romantica con musica e danze anni ’60 – ’90, che si vestirà di luci di tutti i colori. A mezzanotte in punto brindisi in giardino sotto le stelle, tra fontane di fuoco e girandole di luce con Champagne , Panettone della Casa e pasticceria mignon a cui seguirà, per chi vuole, la suggestiva visita guidata notturna del castello alla ricerca dei… fantasmi! Per chi invece è appassionato di discoteca, dalle 0:30 musica e balli con luci e colori e alle all’1:30 verranno servite le lenticchie e il cotechino “della Buona sorte”.

 

Il Mistero CHE la Ragione NON PUO’ COMPRENDERE! Nella notte di Capodanno, sei sicuro di non avere paura di immortalare nella tua macchina fotografica uno dei secolari Ospiti d’Onore del Castello? Finora ne abbiamo avvistati e documentati 3 … la prossima foto potrebbe essere fatta da te!

 

Costi: Cenone con musica, ballo e brindisi: € 150,00 (ridotto a 70,00 € per i bambini fino a 10 anni)

 

info@castellidelducato.it

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'FESTA DELLA BEFANA AL CASTELLO INCANTATO'

 

6 gennaio 2019 10:30 - 18:30

 

Apertura straordinaria del Parco delle Fiabe per la Festa della Befana!

 Visita Animate al Castello incantato di Natale con personaggi fiabeschi

 Avventura in costume da cavalieri “alla ricerca della scopa magica”

 Merenda con la Befana nella Loggia dei Leoni, con un ricco buffet di dolci e snack salati!

 Le attività iniziano alle 10:30 e sono su prenotazione.

 Possibilità di pranzare nella taverna medievale.

 Costo Adulti € 22,00 e bambini dai 3 ai 12 anni

 

info@castellidelducato.it

 

  -Le visite sono guidate e  a pagamento.

- Possibile sosta camper in parcheggio di fronte al il cimitero, seguire indicazioni per il parcheggio pullman. Zona Via Dante Alighieri, su fondo asfaltato, a pagamento. 

(N 44° 50’ 04,75’’- E 9° 43’ 49,99”)

Per arrivare a Gropparello:

 -A1 o A21 uscita Fiorenzuola per Ciriano ,Carpaneto e Gropparello

 

 

Sin dall’inizio del secolo XIII il Feudo di Agazzano, che  comprende anche  l’antica Rocca, fu sempre di proprietà della Famiglia Scotti che fecero di questo luogo un fervido centro non solo militare e di difesa ma anche agricolo tanto che, a causa di queste attività produttive, divenne  oggetto di contesa tra potenti famiglie piacentine.

 A causa di un incendio, la Rocca dovette essere quasi completamente ricostruita nel 1475, quando venne ideato il bellissimo loggiato e i giardini pensili in stile rinascimentale, opere architettoniche che diedero al complesso un tono estremamente elegante e nettamente diverso dal precedente stampo militaresco.

Accessibile in esso grazie a due rampe di scale poste una di fronte all’altra, troviamo al suo interno ampi saloni, appartamenti privati con camini d'epoca, cucine e alloggiamenti militari.

Rinnovato alla fine del Settecento e divenuto elegante dimora nobiliare, è ancora oggi arredato con mobili antichi che vanno dal 1600 al 1800,  raffinate decorazioni pittoriche e pregiati affreschi con la presenza incontrastata di splendide ceramiche e porcellane

Il giardino che lo contorna, nato alla fine del ‘700, di taglio francese e sviluppato su due livelli, è  arricchito con statue e fontane esotiche trae origine da una idea di Luigi Villoresi, direttore del Parco di Villa Reale in Monza.

La storia di questa Rocca è avvolta nella leggenda che vede la morte oscura di Pier Maria Scotti il cui corpo non venne mai rivenuto. Il suo fantasma si aggira ancora oggi tra le sale del castello e nel giardino.

 

Natale 2018:


'ORANGE WINE'


Orange Wine, il nuovo colore del bianco:

domenica 9 e lunedì 10 dicembre

con i vignaioli naturali.
Alla scoperta del meraviglioso mondo degli Orange Wine, i vini bianchi macerati: domenica 9 e lunedì 10 dicembre 2018 i vignaioli naturali nelle incantevoli sale del castello di Agazzano (PC) presentano i vini bianchi fatti secondo un’antica tradizione.
Pensavate di conoscere tutti i colori del vino? Da alcuni anni i vignaioli naturali con la passione per il recupero delle tradizioni hanno riportato in tavola un quarto colore, l’arancione! Vini da uve a bacca bianca che assumono mille sfumature color arancio: dall’ambrato all’arancione pieno fino al bronzo, grazie al prolungato contatto delle bucce dell’uva prima con il mosto, poi con il vino. Una classica vinificazione come si usa per i vini rossi: le bucce dell’uva cedono le sostanze in esse contenute rendendo il vino molto più complesso e intrigante sia al naso che in bocca. Ed è la buccia che permette di esprimere la vera identità del vino.
E per vini così particolari non poteva mancare una location d’eccezione, le bellissime sale del castello di Agazzano, piccolo paese sulle colline piacentine, che domenica 9 e lunedì 10 dicembre 2018 ospiteranno la prima di edizione di “Orange Wine – Il nuovo colore del bianco”. Saranno presenti una cinquantina di vignaioli che hanno scelto l’agricoltura biologica o biodinamica e che vinificano le proprie uve con metodi tradizionali. Un tuffo tra profumi e sapori insoliti alla scoperta di vitigni e vini davvero straordinari per un vino né rosso, né bianco: orange.
La macerazione sulle bucce per i vini bianchi è una tradizione antica, contadina, sparita o quasi con l’avvento di nuovi macchinari di cantina che permettono di eliminare le bucce immediatamente. Una tradizione che resiste in Georgia, definita la “culla del vino”, ma anche nelle campagne italiane dove il vino contadino ha sempre sostato sulle proprie bucce più o meno a lungo. Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Veneto e Liguria sono luoghi dove ancora oggi le uve bianche vinificate in casa sono tradizionalmente macerate.
Numerosi vignaioli naturali hanno iniziato a proporre tra i propri vini alcuni orange wine già dalla fine degli anni Novanta e oggi l’invito è quello di gustarli e conoscerli direttamente dalle mani e con le parole dei vignaioli nella splendida cornice della rocca medioevale del castello Anguissola Scotti Gonzaga di Agazzano.
L’evento è organizzato da Echofficine che propone annualmente il salone dei vini naturali, di tradizione e territorio “Sorgentedelvino LIVE”, la cui 11a edizione si svolgerà a Piacenza Expo da sabato 9 a lunedì 11 febbraio 2019.
Le degustazioni ai tavoli dei produttori di Orange Wine apriranno domenica 9 dicembre (dalle ore 10 alle 18) e lunedì 10 dicembre dalle ore 11 alle 18. L’ingresso è di 20€, ridotto 15€.

info@castellidelducato.it 

 

 -Le visite sono a pagamento e guidate.

 -Apertura da marzo a novembre

-Toilette per disabili e percorso parziale per persone diversamente abili

-I caNperisti sono benvenuti solo se di piccola taglia 'ed educati'

-Possibile sosta in Via Rossini

(N 44° 57' 00"- E 09° 31' 17.00")

 

Per arrivare ad Agazzano

-A 21 uscita Castel San Giovanni  per Borgonovo Val Tidone Campremoldo e Agazzano. Da Piacenza per Gossolengo, Rivalta, Gazzola e Agazzano. 

 

Rocca d'Olgisio, uno dei più caratteristici ed affascinanti tra le fortificazioni della provincia piacentina,  è posto su di una rupe scoscesa che permette una inusuale vista panoramica sulla pianura Padana.

Si dice che il castello fosse appartenuto, all'inizio del V secolo al nobile Giovannato e che le sue figlie, scappate di casa e grazie ai gioielli sottratti al padre, avrebbero fondato il Monastero di S. Ambrogio in Como.

Le prime notizie storiche risalgono al 1037 quando la Rocca venne ceduta ai monaci di San Savino, di loro proprietà sino al 1296.

Venuta in possesso poi di Jacopo Dal Verme grazie a Galeazzo Visconti, l’intero complesso fu di questa famiglia sino alla loro completa estinzione, avvenuta nel 1800.

Divenuta durante la Seconda Guerra Mondiale sede del comando della II Divisione Partigiana di Piacenza,subì moltissimi attacchi e disfacimenti strutturali.

Depredata anche nel tempo dei suoi più arredi più belli, oggi è di proprietà privata con possibilità di visita e di alloggio.

Il versante sud, più vulnerabile del colle , venne concepito con un triplice ordine di spesse mura, dove, al suo interno,vi sono  numerosi corpi di fabbricato che  erano necessari per una protezione militare della rocca stessa.

La porta di ingresso, una volta dotata di ponte levatoio, della terza ed ultima cinta immette nel cortile, su cui un arco bugnato riporta un dipinto scolorito, raffigurante un santo. Ai lati delle colonne del portone sugli stipiti interni è scolpito il motto “Arx impavida" fortezza impavida ovvero fortezza che nulla teme.

 Nella parte interna dell’androne è visibile un pozzo profondo circa  cinquanta metri, pozzo legato a numerose leggende, tutte improntate alla possibile esistenza di gallerie sotterranee che permettevano così vie di fuga repentine.

Di grande fascino storico  sono le grotte della Necropoli Preitorica, visitabili e legate anch’esse a numerose leggende che rendono questo luogo ancora più affascinante e uno dei più belli dell’intera provincia piacentina.

 

-Le visite da Aprile a Ottobre , sono a pagamento.

- I caNperisti sono i benvenuti.

Il Castello offre una ciotola d’acqua al cane.
La Biglietteria/Spazio Accoglienza è in grado di tenere in dog-sitting il cane mentre eventualmente i padroni visitano il maniero. Fino a 2/3 cani contemporaneamente in dog-sitting.

 

Il servizio di dog-sitting, extra biglietto di ingresso, è gratuito.

-Possibile sosta vicino alla rocca

(N 44° 53' 55,38"- E 09° 23' 38,50") 

Per arrivare alla Rocca d'Olgisio

-A 21 Uscita Castel San Giovanni per SS 412, o Borgonovo e Pianello e  Castel San Giovanni

 

Il caratteristico borgo di Bobbio,esisteva e già  faceva parte del municipio romano di Velleia, quando, nel 572 ,i Longobardi occuparono Pavia .

Grazie a San Colombano,monaco irlandese, che diede idea e forma per la costruzione del Monastero,  il borgo visse  un grande ampliamento della popolazione che portò nuovo lavoro e nuove risorse economiche.

Forse per questo, timoroso che la sua  nata agiatezza e benessere potesse incidere negativamente sui popoli vicini, nel 1219 venne iniziato un grande lavoro di innalzamento di una prima cerchia di mura

Il suo castello, Malaspina Dal Verme,  risale ai primi anni del 1300 quando, su una piccola altura che sovrasta il paese, venne edificato per volere del primo signore di Bobbio: il marchese Corradino Malaspina rafforzando le precedenti fortificazioni e le mura urbane.

 Nel periodo delle lotte tra Guelfi e Ghibellini il castello fu presidio dei Guelfi, e rifugio  dei nobili ghibellini in fuga dagli assalti dei nemici .

Passato varie volte di mano dei Visconti degli Anguissola di Travo fino a diventare parte del Feudo dei Dal Verme, solo con la seconda parte del 1900 questi cedettero la proprietà ai Della Cella che, in pochi anni, vendettero l’intera proprietà allo stato italiano.

 Il castello  si presenta costituito da un solido torrione in pietra a vista di colore chiaro, a base rettangolare protetto da una cinta muraria dotata, a valle, di una torretta rotonda d'avvistamento e altri piccoli edifici tra cui l'alloggio delle guardie e uno di più recente costruzione

La base del mastio è consolidata da un massiccio bastione spiovente a cuneo.

Tutte le costruzioni sono in pietra con inserti in laterizio, con piccole finestre piccole con tetti in coppi.

Il mastio è composto di cinque piani con locali con  soffitto a botte e pavimenti in legno.

I primi tre piani erano destinati ad uso abitativo: si alternano in esso grandi camini in pietra, le armi della famiglia Dal Verme e quel poco che rimane di un affresco del XVI secolo.

Sotto la loro guida, il castello fu ampliato e rimodernato con accoglienti saloni, arricchito con mobili e arredi preziosi ma purtroppo la maggior parte di questi arredi vennero distrutti durante  le guerre napoleoniche.

Il quarto piano, per l'alloggio delle truppe,  e il quinto  per le manovre difensive, con la presenza un tempo di feritoie strombate che oggi sono divenute vere e proprie finestre.

Delle due cinte murarie se ne ritrovano solo alcune tracce.

 

 -Le visite sono a pagamento.

-Possibile sosta accanto all' antico monastero francescano

 (N 45°03’ 35,56”-E 9°29’ 25,39”)

-I caNperisti non sono benvenuti

 

Per arrivare a Bobbio

 -A1 uscita Piacenza per Galleana e SS 45 

 

(A.L.)

(agg. nov. 2018)

 

 

 

 

Noi siamo Genova

Noi siamo Genova - Camperarcobaleno

Genova, 14 Agosto 2018 Ponte Morandi

Chi abbandona un cane non è un camperista

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(Lyla, Pastore Abruzzese).

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Su Pinterest - Camperarcobaleno

Ho ideato una pagina in cui Ti racconto dei miei viaggi, delle immagini e degli aneddoti sulla mia avventura insieme a Lyla e a Camperarcobaleno. Di ogni pagina troverai molte altre fotografie relative agli articoli scritti nel sito. Ti aspetto. Alberta con Lyla

L'Agenda di CA su Facebook

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Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. J. Saramago 'Viaggio in Portogallo'

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