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I Castelli della collina piacentina (1a parte)

I Castelli della collina piacentina (1a parte) - Camperarcobaleno

-Castell'Arquato

-Borgo Fortificato di Vigoleno

-Castello di Sarmato

Castell'Arquato,centro castellano bizantino, venne costruito su un castrum romano.

Citato quale ‘Castelquadrato’,o Castell'Alquadro’nel periodo medievale proprio per indicare la sua firma quadrata, trova la sua importanza principale nella sua fortificazione, arroccata su una collina lungo la strada che collegava la pianura padana alla Toscana.

Sono i Visconti che elevarono le prime mura nel 1347 avviando così la costruzione di un primo e proprio fortilizio, un un’imponente edificio di mattoni, a difesa non solo delle valli circostanti ma anche del suo borgo.

Dai Visconti agli Scotti e da questi sino agli Sforza sino ad oggi, Castell’Arquato affascina per le sue vie strette e tortuose, gradini calpestati da millenni di storia e di passi umani, pietre che ancora compongono un grande mosaico per un luogo che davvero appare agli occhi del turista, fuori dal tempo.

Il colore del cotto  del  castello composto da due parti, quasi a scala, rende l’ambiente più caldo rispetto alle rigidi temperature invernali di questi luoghi.

I muri perimetrali imponenti hanno ai lati quattro torri quadrate e merlate. L'ingresso principale con un ponte che un tempo si presentava levatoio, è posto alla base del grande mastio.

E' dal mastio. contenente locali sovrapposti e messi in comunicazione tra loro da una scala in parte in legno e in parte in muratura, che si può godere un ineguagliabile panorama sulla pianura padana, sulle alpi a nord per poi discendere verso il  crinale appenninico e fino al mare.

Ed è da qui che si ha la sensazione di una grandezza infinita di un creato e di quanto l’uomo abbia cercato nel tempo di avvicinarsi a questo , solo un po’ per sentirsi un po’ meno ‘piccolo’ e forse un meno ‘solo’.

Giace più in basso l’antico borgo con le sue vedute su un mondo più umano ma non per questo meno affascinante e legato in maniera indissolubile al suo castello che, nell’atto di proteggerlo, ha reso questo ancora bellissimo.

La Rocca, all'interno del Mastio, ospita   il Museo multimediale della vita Medievale.

 

-Visite a pagamento. Parcheggio denominato ‘n. 4’ (indicazioni stradali) di fronte al Cimitero Urbano (N 44° 50’ 57,96’’- E 9° 51’ 47,87”)

 -Uscita autostradale A1 e A21 Fiorenzuola d'Arda per  Castell'Arquato

 

Il borgo fortificato di Vigoleno con il suo castello, rappresenta oggi la migliore rappresentazione possibile di come era la vita dei borghi durante il medioevo, giunto a noi praticamente intatto nella sua forma.

Risalente al X secolo, si ha una prima menzione scritta nel 1141 quale distaccamento militare del Comune di Piacenza.

Passato di proprietà degli  Scotti, dei Pallavicino, dei Piccinino,  e dei Farnese, vede agli inizi del 1900 nella figura della principessa Ruspoli  Gramont un complesso restauro conservativo che permise anche di divenire luogo di incontro mondano per la ricca borghesia del tempo e della cultura, tra cui il D’Annunzio e Rubinstein.

Completamente circondato da una imponente cinta muraria merlata ,pienamente godibile attraversandolo l'antico cammino di ronda, in esso si accede attraverso un rivellino dalla forma tondeggiante, che un tempo era protezione al  proteggeva il vero portale d'ingresso.

L’ imponente torrione di pianta quadrangolare presenta feritoie, beccatelli e -merli ghibellini e al suo interno sale museali

-Visite a pagamento. Parcheggio sulla piazza antistante il borgo 

-Uscita autostradale A1 e A21 Fiorenzuola D'Arda per Fiorenzuola Vernasca e Vigoleno

 

 

Il Castello di Sarmato, ampio complesso fortificato  in provincia di Piacenza venne eretto intorno all’anno 1000 in un luogo già conosciuto dai Longobardi dei Sarmati e di notevole importanza strategica nelle difficili diatribe tra guelfi e ghibellini.

E’ infatti di questo periodo, 1216, che viene menzionato per iscritto questo luogo fortificato, conquistato dalle milizie piacentine e milanesi ghibelline.

Danneggiato da  Ubertino Landi, signore di Bardi, in una delle sue scorrerie, nel 1410 il castello divenne di proprietà della famiglia Scotti e poi degli Arcelli che, grazie all’alleanza con i Visconti, ne fu la principale proprietaria sino all’estinzione del suo nome. Oggi è di proprietà privata dei Zanardi Landi.

Rivolto verso nord,il castello e tutto l’impianto del borgo,  si affaccia sull'antico letto del Po con una  forma inusuale ad U,esempio dell'arte delle fortificazioni medievali e di come la vita sociale del tempo si dispiegava.

Il mastio quadrato è contornato così dal borgo che è racchiuso nella cinta muraria, fatto di abitazioni rurali in mattoni, di luoghi di lavoro artigianale e di vita comune.

 La rocca è il corpo sicuramente più antico, situata verso ovest, fatta con muri spesse e vivide che contengono ancora tracce di finestre ad archi acuti con decorazioni a denti di sega, risalente ad un periodo tardo romanico.

L'interno del castello, su due piani,  presenta grandi saloni, alcuni con soffitti voltati e alcuni a cassettoni, preziosi salotti, camere da letto, arredati con mobili d'epoca e di rara eleganza.

Di rilevanza è la presenza di un vasto archivio su casate nobiliari e una sala in cui venivano accolti letterati e musicisti quale salotto letterario, salotto impreziosito  da alcuni preziosi affreschi tardo gotici di Bonifacio Bembo

Il castello viene raggiunto facilmente oltrepassando  un arco a sesto acuto con merli a coda di rondine, originariamente munito di ponte levatoio e di fossato.

-Visite a pagamento da marzo a ottobre.(N 45° 03' 35,56"- 9° 29' 25,39")

 -A21 uscita Castel San Giovanni per Piacenza

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Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. J. Saramago 'Viaggio in Portogallo'