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I Borghi

I Borghi - Camperarcobaleno

Passerano, Piea, Portacomaro, Roccaverano

 

 

PASSERANO

 Il decidere di trascorrere parte della propria giornata a  Passerano significa scoprire una storia inalterata nel tempo, purtroppo quasi sconosciuta ma di vero impatto emozionale. Tra queste colline che quasi nascondono la sua importanza, forse un po’ gelose, Passerano si svela nella sua bellezza storica ed estetica grazie al suo bellissimo ed intatto Castello insieme alla Zecca.

Il castello è sicuramente uno dei più bei e significativi manieri dell'Astigiano per la sua possenza, per la funzione di dominio e controllo  sull’ampia zona circostante e  perchè ancora oggi ci ricorda quanti piccoli ma inaspettati gioielli il nostro territorio nazionale può offrire al turismo.

Mediante la porta medioevale si accede al recinto dove spicca la chiesetta in cotto e dove, tramite un portale, si accede al castello. Nonostante ampliamenti, distruzioni e rifacimenti, il suo interno presenta stucchi ed arredamenti magnificamenti conservati :le scale dai capitelli in arenaria in stile gotico conducono alle sale dove spiccano soffitti  a cassettone, decorazioni e stemmi di nobili casate e dove fanno bella mostra, nelle stanze della Torre,  alcuni ricordi del musicista Schuman.

Di grande impatto è la  biblioteca e l'appartamento di Giovanni Battista Radicati, poste al piano inferiore.

La Zecca entra in funzione nel 1526,i  Radicati ricevono il  privilegio di battere moneta in oro e argento, con il  primo maestro di zecca Tommaso Roglia le cui iniziali si ritrovano su varie monete giunte a noi.

La particolarità di questa Zecca fu la contraffazione di monete provenienti da zecche più grandi quali quelle lombarde e venete e coniando monete di bassissima lega, se ne ricavavano  grosse somme. La sua attività si esaurì nel  1598, quando il duca di Savoia revocò il diritto di conio proprio per la continua contraffazione di monete. Oggi il palazzo è sede della Biblioteca.

 

PIEA

Il nome di Piea deriva dal  latino "plagia" che denota un  terreno scosceso dove questo antico borgo nacque e non a caso di questo se ne parla per la prima volta nell’830 per la vendita di una vigna e più tardi, già in pieno medioevo, si cita la presenza di un castello.

Edificato quale fortezza circondata da mura verso il 1700 venne trasformato in palazzo gentilizio, abbattuti i bastioni e impiantato il famoso "giardino all'italiana". I  locali delle cantine  divennero stanze abitabili mentre sulla facciata est venne costruito un maestoso scalone di forma ellittica

Di importanza storica è  la lapide romana di forma rettangolare con la scritta : "L. COMINIVS-L. L. CERVICLA-L. COMINIVS L. L. -FVSCVS L.D."

 Di grande bellezza sono le passeggiate a piedi per scoprire le chiese campestri disseminate sul territorio

 

PORTACOMARO

La leggenda narra, quale derivazione del nome, della fondazione del paese quale luogo di vita della nobile famiglia romana Gens Comara o Comaria..  Celebre per il  Grignolino,  Portacomaro è un paese agricolo, dedito alla coltivazione della vite, alla vinificazione ed all'allevamento dei bovini con i famosi vitelli della coscia di razza Piemontese. 

Noi ci siamo soffermati alla conoscenza dell’antico ricetto medievale,luogo fortificato e chiuso da mura per meglio proteggere le case, i magazzini  e gli edifici più importanti.

 Rifugio degli abitanti anche in tempo di guerre, è stato  ricavato dal parziale taglio della cima della collina,  rivestito da muri in mattoni, e costituto da un blocco di tufo compatto su cui sono stati costruiti gli edifici

 

ROCCAVERANO 

Rocha Uverani è detto di questo borgo nei più antichi documenti, per poi Ruspaverano sino poi all'attuale Roccaverano.

 La strada che da Mombaldone sale a Roccaverano è accompagnata da un paesaggio insolito, ricco di calanchi dalla pietra friabile, un’arenaria grigiastra resa sfogliabile grazie ai  resti di  conchiglie fossili.

 Qui, una volta, c'era il mare.

Roccaverano è il paese più significativo nel panorama delle grandi colline dell’intero territorio.

 Da visitare è sicuramente l’alta torre, superstite del Castello,in terra arenaria squadrata in blocchi regolari posti  in file orizzontali.

  La sua altezza è giustificata sia quale punto di riferimento dalle zone vicine sia da supporto difensivo che permetteva, in caso di attacco, una via di fuga tramite un sotterraneo.

 L'elevazione della torre e la sua solidità si giustificano sia come punto di riferimento per i castelli vicini, sia come valido strumento difensivo: all'interno di essa partiva, per i casi disperati, un sotterraneo che conduceva all'aperto.

 I  restauri eseguiti negli ultimi anni hanno permesso la fruizione da parte del turismo dell’edificio dando così la possibilità di godere di un panorama davvero unico.

 Altra tappa necessaria per godere appieno di questo luogo, è la Chiesa cimiteriale di San Giovanni  che contiene il più completo e imponente ciclo di affreschi gotici dell'Astigiano.

 

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