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I Borghi

I Borghi - Camperarcobaleno

Agliano Terme, Buttigliera d'Asti, Calosso

 

AGLIANO TERME

Conosciuta in tempi romani quali Aulianum, divenne celebre nel medioevo, per la storia d’amore tra  Bianca Lancia e Federico II di Svevia.

 Qui si susseguirono  lotte fra Astigiani e Alessandrini e tra  Guelfi e Ghi­bellini e tra i Savoia e gli Spagnoli.

Nel 1998 viene conferita la medaglia d'oro al valor partigiano per l'importante ruolo avuto duran­te il periodo della Resistenza.

Importante centro termale, l’acqua salso – solfo – magnesiaca, sgorga ad una temperatura di 12.8 gradi.

 

 BUTTIGLIERA D’ASTI

Uno dei borghi più affascinanti , sorge tra colline pettinate a vitigni  con produzione del barbera d’Asti e possiede il campanile più alto del Monferrato astigiano. Il suo nome anche se porta  all’idea della bottiglia da vino  deriva dal termine medioevale ‘buticlaria’ ossia pietre a forma di botte in uso all’epoca pere delimitare i confini delle terre.

 Il monumento più rilevante è la Chiesa romanica  in cui si trova un affresco databile al l XIII secolo e  la Chiesa barocca di San Michele, costruita nel 1758.  Da ricordare la chiesa Parrocchiale di San Biagio del XV secolo dove venne cresimato Don Bosco

 

 CALOSSO

Sulla cima di una collina, poco lontano dal comune di Canelli, Calosso trova  il suo simbolo nel medioevale Castello, testimone storico e tacito delle vicende di questo piccolo ma gradevolissimo borgo.

Nonostante vari restauri, ricostruzioni  e migliorie, questo maniero mantiene un fascino particolare tutto da scoprire nelle possibili visite al suo interno. Di pregio sicuramente  sono  i bastioni cinquecenteschi, le feritoie e le aperture delle casematte e una posterla, stretto e basso passaggio che attraversa le mura. L'accesso al cortile interno presenta un portale seicentesco che porta  lo stemma della famiglia Roero e Gavigliani.

Merita una vista la parrocchia di San Martino costruzione barocca  ampliata alla fine dell’800 in cui vennero distrutti affreschi settecenteschi.

Il centro storico si avvale di splendide quattro antiche scalinate.

Di rilevanza turistica è la Fiera del Rapulè, nel mese di ottobre e prende il nome dalla raccolta dei "rapulìn",  i grappoli più piccoli che rimangono sui tralci d’uva dopo la vendemmia

 

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Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. J. Saramago 'Viaggio in Portogallo'