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Golfo Paradiso e Genova

Camogli

 Da Arenzano, passando da Genova, per una sosta nella 'città più piratesca che io abbia mai visto'

 

 

 

Genova,  disposta ad anfiteatro in fondo all' insenatura del suo golfo, sdraiata attorno al  suo antico porto le cui preziosità storiche riecheggiano ancora intorno ad esso e rimbalzano sui muri dei palazzi  di Sottoripa ,Caricamento e di Prè, dove oggi l’Acquario, il Galata, il Museo del Mare, il Vascello e il Museo Luzzati ospitano turisti ogni giorno dell’anno.

Città appoggiata alle sue alture impreziosita dalle sue antiche fortificazioni, detta La Superba, luogo di transito di culture e lingue di ogni parte del mondo, ha un nucleo antico e medievale da scoprire con le sue antiche porte, la casa di Colombo, la strada de i Rolli, gli intrecci di vicoli e piazzette.

Ad ovest della città , si arriva ad Arenzano, luogo  di soggiorni e di bagni, raccolta intorno al suo elegante lungomare, luogo estivo di passeggiate serali non solo per i turisti ma anche per i genovesi.

Subito dopo la piccola Cogoleto, luogo di nascita di Cristoforo Colombo, con le sue belle spiagge, i ritrovi sul mare e la pacatezza invernale tipica delle cittadine marinare liguri da cui però scaturisce sempre un buon profumo di pesto e di pesce.

Approdando invece sul lato est della grande Genova, non si può non fermarsi un attimo e scoprire l’incanto di Boccadasse,antico borgo marinaro inglobato nella città e la passeggiata a mare di Nervi da cui si accede ai famosi Parchi. Terra e mare fatti di scogliere aguzze e taglienti simili a speroni, impervi e frastagliati quali le linee di contorno delle grandi agavi e olivi, e agrumi, e giardini, e bouganvilles sbocciati tra pietre e asfalto lungo l’Aurelia che invita alla visita dell’antico borgo di Bogliasco, dove l’inverno certo non è mai passato da qui per poi raggiungere Sori, la prima cittadina con una spiaggia definibile tale che ospita sempre una moltitudine di turismo giovanile.

 La Via Aurelia scende ancora sino a trovare Recco, cittadina moderna, ricostruita completamente dopo il bombardamento della Seconda Guerra Mondiale. Ma il cuore di Recco è comunque quello di un cuore marinaro, elegante cittadina resa famosa dai suoi campioni di pallanuoto e dalla bontà entusiasmante della sua preziosa focaccia col formaggio, da gustare in tutti i ristoranti del paese. Vicino ad essa, incastrata già tra olivi e ginestre, il piccolo paese di Uscio, conosciuto nel mondo per la fabbricazione delle campane.

Lasciando l’Aurelia ma seguendo la costa, arriviamo a Camogli. 

A Camogli non ci si puo’ transitare; non esistono strade che la sfiorano ignorandola per raggiungere altre mete,magari più alla moda. A Camogli ci si avvicina lasciando la strada maestra chiamata Via Aurelia che costeggia il Golfo del Tigullio partendo da Genova e percorrendo una serpeggiante e stretta via che conduce, tra un continuo turbinio di ulivi, sole, mare e bouganville, nel piu’ affascinante borgo marinaro che si possa cercare.

A Camogli ci si immerge in essa proprio come ci si tuffa dagli scogli di puddinga affioranti dall’acqua del mare cristallino rimanendo affascinati dalla miriade di colori che vanno incontro prepotenetemente al viandante: il blu intenso del cielo si confonde con quello del mare, l’argenteo delle chiome degli olivi che fanno da corona al paese, i gialli accesi e i rossi passionali delle case che si appoggiano le une alle altre apparendo un unico ammasso di alti e stretti edifici , spiegando il significato del suo nome: Ca-a- Muggi: case a mucchi.
Alle sue spalle il Monte di Portofino, divenuto Parco Naturale Regionale , la ripara dagli invadenti venti gelidi, imprezziosito da ginestre e corbezzoli, lecci e pini marittimi che ripidamente si inabissano nel mare.
Camogli e’ fatta di storia, quella piu’ semplice e nobile, mai raccontata da nessun libro di scuola. Nel 1853 e’ investita del titolo di “Citta dei Mille Bianchi Velieri”, le sue vele gonfie di vento hanno tracciano sui mari del commercio lunghe scie simili ai merletti creati al tombolo delle donne in attesa del ritorno dei loro uomini lontani.
Camogli e’ fatta di pescatori, uomini bellissimi dallo sguardo profondo ed accattivante, dai loro visi riarsi dal sole, dai loro gozzi attraccati nel piccolo porto, dal profumo acre delle reti da pesca stese al sole tiepido e pacifico.
Camogli e’ il tempo che si ferma, trasportandoci tra vicoli stretti in cui a mala pena i raggi del sole riescono ad illuminare,tra selciati di pietre corrose da secoli di camminate che conducono inevitabilmente al mare, magistralmente descritta in poche parole da Dickens in “la piu piratesca citta’ che si e’ mai vista”.
Il cuore del borgo lo si ritrova nell’Isola, lingua di terra un tempo staccata dalla terraferma ,dove si trova il Castello della Dragonara risalente al XII secolo,edificato a difesa del paese ,oggi Acquario Tirrenico, e la Basilica di Santa Maria Assunta, del XIII sec, dai suoi interni in stile barocco a tre navate con la presenza di stucchi in oro e affascinanti lampadari in cristallo. Questa si affaccia sul porto dove nella seconda domenica di maggio di ogni anno si svolge la tipica Sagra del Pesce in occasione della festa del Santo Patrono, S.Fortunato. Enormi padelle dal diametro di quattro metri circa friggono il pescato che poi viene distribuito ai partecipanti alla sagra.
Dall’isola si dipana la passeggiata a mare, luogo di incontro tra eleganti e raffinati bar, piccole boutiques e rinomati panifici dove poter assaggiare la fragrante focaccia o i favolosi Camogliesi al Rhum, inventati dal Signor Revello nel 1970, fatti di pasta Choux e farciti con crema al rhum.


Se si vuole davvero assaporare un’atmosfera magica non si puo’ non assistere alla ‘Stella Maris’ , festa in cui vengono poste in mare da barche ingoiate dalla notte della prima domenica d’agosto infiniti lumini accesi. Lo spettacolo, cosi’ semplice eppure cosi’ intenso, si dipana per tutta la notte lasciando al ritorno del chiarore del giorno il compito del loro spegnersi.
Ma Camogli e’ anche sinonimo di fresca fragranza di basilico e olio che si tramuta in pesto e di prestigiose fritture di pesce, profumi che invitano ad un buon pranzo in compagnia.

  Camogli frazione di San Rocco:

Sosta camper in parcheggio Viale Molfino, prima di entrare in zona pedonalea  San Rocco di Camogli. Nessun servizio, ombreggiato, solo acqua potabile da fontanelle. Sosta a pagamento nei fine settimana. Da lì partono gli autobus di linea per Camogli.

 Indirizzo:

Viale Molfino

San Rocco di Camogli

GPS : 44° 19’ 58,88’’ N

           9° 09’ 56,35’' ’E

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Camogli frazione Ruta di Camogli:

Sosta camper in parcheggio su strada statale Aurelia,località Alega nessun servizio per i camper e parcheggio anche per auto e pullman.

Indirizzo:

Strada Statale 1, località Alega

Ruta di Camogli

GPS:44° 20' 29,79" N

9° 10'30,34" E

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Genova:

Area sosta rivenditore camper Pons ubicato all'uscita dell'autostrada A10 Genova-Nervi. 10 spazi per sosta camper vicino alla fermata dei bus per il centro città. Camper service e barriera di entrata.

Indirizzo:

Via Funtanin,1

Genova

GPS:44° 23 '63,1" N
         9° 00' 28,5" E

 

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Genova:

Solo posteggio a pagamento zona Porto Antico (per visita all'Acquario o Museo del Mareo Centro Città collegamento con Metrò uscita Sarzano-Sant'Agostino)

Marina Park Srl 
Via della Marina 
010 2510378 

3453172656 
 
 
(agg.Aprile 2017)

 

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Ho ideato una pagina in cui Ti racconto dei miei viaggi, delle immagini e degli aneddoti sulla mia avventura insieme a Lyla e a Camperarcobaleno. Di ogni pagina troverai molte altre fotografie relative agli articoli scritti nel sito. Ti aspetto. Alberta con Lyla

Chi abbandona un cane non è un camperista

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(Lyla, Pastore Abruzzese, 12 anni, Mascotte di Camperarcobaleno)

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Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. J. Saramago 'Viaggio in Portogallo'