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Golfo dei Poeti

Golfo dei Poeti - Camperarcobaleno

 

 

Da La Spezia sino a Tellaro, per poi fermarsi ad ammirare Portovenere

 

 

 

 Ultima tappa di questo viaggio da ovest a est della Liguria è il bellissimo Golfo dei Poeti, da Porto Venere a Lerici,  al cui centro si trova La Spezia, terra amata e descritta da molti artisti e poeti.

La Spezia è contraddistinta da numerosi edifici in stile liberty e cuore pulsante di una città ricca, a cavallo tra la Liguria e la Toscana con la sua bella  Via Chiodo, il suo elegante portico risalente all’ottocento. 

Città di mare, indubbiamente, che non solo lascia spazio alla sua attività principale di porto ma anche turisticamente accogliente nella sua bella passeggiata Morin, dove palme e fiori la rendono, in ogni periodo dell’anno, colorata e composta.Da qui lo spettacolo marino è indubbiamente affascinante, il Golfo dei Poeti si mostra in tutta la sua bellezza e da qui  partono i battelli per Porto Venere, le Cinque Terre e Lerici.

Accennando alla città di mare non si può minimizzare la presenza dell’arsenale militare che ha cambiato notevolmente l’aspetto sociale e paesaggistico di questa capoluogo di provincia. Per chi è appassionato suggeriamo di visitare l’interessante Museo Navale.

Dal Colle del Poggio, inoltre, il Castello di San Giorgio domina la città, ricordando le accese lotte combattute contro l’avanzata e il dominio genovese.

Se volete addentrarvi nella più vera vita ligure del golfo, visitate la bella frazione di San Terenzo

È un antico borgo che ha mantenuto nel tempo le caratteristiche tipiche liguri e mediterranee con una storia millenaria e  spiagge di sabbia sottile, insolite per la conformazione geologica del territorio ligure.

Il borgo marinaro accoglie il Castello di San Terenzo che sorge sul lembo roccioso della baia. Il promontorio inoltre ospita la grotta detta  “Tana dei Turchi”.

La piccola grotta racconta che nel XV secolo  arrivarono nella baia delle navi turche con l’intento di predare il borgo e il castello. La popolazione del paese attese la notte e iniziò a contrastare l’attacco con armi e fuoco. I turchi tentarono comunque di introdursi nel borgo  inseguendo la popolazione in fuga verso il castello; vedendosi respinti, alcuni di questi tentarono di ripararsi sotto lo sperone roccioso del castello ma dei balestrieri li scovarono e lì sotto, uccisi. Si narra che i loro corpi vennero lasciati nel fondo di questa tana e lì giacciono ancora. E per sempre.

Da visitare è sicuramente Villa Magni.

‘La bianca villa sul mare’, come la definì Shelley che qui dimorò per lungo tempo con sua moglie, è divenuta il simbolo di queste insenature e grazie anche  alla frequentazione di Byron, il golfo fu denominato ‘dei poeti’.

L’edificio, nato quale monastero barnabita, non ha grandi peculiarità architettoniche ma la sua particolare posizione di fronte al mare, è unica e pregevole.

Oltrepassando la villa si incontra la Chiesa della Natività di Maria in cui si ammira la superba quattrocentesca tavola della Madonna dell’Arena, in una cappella con cupola affrescata che presenta  splendidi stucchi.

Lerici fu sede di un importante porto commerciale  e di comunicazione  medioevale con Pisa, Genova e Lucca.

 Da Piazza Garibaldi, centro della cittadina, si può ammirare  l’imponenza del castello di Lerici, posto a picco sul mare, edificato dai Pisani durante la loro dominazione duecentesca sul borgo.

Furono poi i Genovesi che terminarono la costruzione nella seconda metà del Cinquecento.

Passando tra i vicoli dal gusto tipicamente ligure che ci ricordano il passato ghetto ebraico lericino, si  sale al castello, oggi sede del Museo Geopaleontologico e del Museo del Giocattolo.

L’interno del castello ospita la cappella di Santa Anastasia, in stile gotico-ligure.

Partendo sempre da Piazza Garibaldi, inoltre, si può raggiungere il piccolo oratorio di San Rocco, di primaria fattura duecentesca, ricomposto poi durante una pestilenza. Il Santo qui è rappresentato in una nicchia della facciata mentre la statua originale si trova all’interno dell’oratorio stesso.

Di notevole pregio artistico è poi la chiesa parrocchiale di San Francesco, risalente al 600 in cui si trovano notevoli tesori artistici tra cui il più conosciuto Santuario di Nostra Signora di Maralunga, dipinto su tavola del 1480.

Lerici è indubbiamente il centro turistico più importante del golfo dei poeti. Il suo è un territorio prevalentemente collinare, dal  panorama verso un mare limpidissimo e profondo e verso terra, da una natura straordinariamente verace, a volte cruda ma di una eleganza rara e sinergica.

Il Golfo dei Poeti è anche sinonimo di turismo amante del mare e sicuramente le spiagge di Fiascherino offrono giornate e momenti di una bellezza quasi assoluta.

Partendo  da Lerici e  percorrendo la strada costiera verso Tellaro, si arriva in un luogo magico e rilassante.

Il litorale roccioso  ma non impervio, è costellato da una natura rispettata e selvaggia,tra pini marittimi che quasi si tuffano nel mare e offre minuscoli angoli da cui tuffarsi e godere di un mare limpidissimo.

 La spiaggia  forse più conosciuta è quella dell’Eco del Mare, in località Maramozza che si raggiunge con un comodo ascensore.

Chi volesse addentrarsi nella più selvaggia e mediterranea natura estiva, non può non avventurarsi lungo la scalinata che porta alla Baia delle Stelle verso una spiaggia stretta, incastonata tra le rocce che regala un mare color smeraldo.

Superato  Fiascherino si raggiunge Tellaro tramite una romantica e splendida strada a picco sul mare. Borgo di pescatori, insignita del titolo di borgo più bello d'Italia e parte del Parco naturale regionale di Montemarcello-Magra, è meta di moltissimi turisti in ogni periodo dell’anno.

 Da visitare sarà sicuramente la Chiesa di San Giorgio con facciata color rosa antico,costruita sulla roccia e circondata dal mare.

La leggenda vuole che una notte, un gigantesco polpo si avvinghiò alla corda delle campane della chiesa avvisando così la popolazione dell'arrivo dei saraceni.

Tellaro ha il suo antico borgo molto caratteristico, costellato di stretti carrugi e case colorate, ed è molto rilassante raggiungere il piccolo porto  e visitare  la Chiesa di San Giorgio. Da qui si gode una vista impagabile su Portovenere, Palmaria e sulle isole del Tino e del Tinetto.

Tra profumi di limoni  e avviluppate piante di caprifoglio e gelsomini notturni, tra sontusi rosmarini e abbacinanti buganvillee comprendiamo bene ora l’atmosfera vissuta da David H. Lawrence, autore de L’amante di Lady Chatterley, che a Tellaro si innamorò profondamente di una  bellissima dama.

Ma comprendiamo anche profondamente la scelta di vivere qui gli ultimi anni  di Mario Soldati e che qui volle spegnersi, nel 1999.

Tellaro è cielo e mare che si incontrano, è colori di case sempre illuminate dal sole, è rosso e giallo di occhi colorati di verde, è piccoli gozzi che pigramente riposano cullati dalla brezza marina. E’ perla marina nelle sue grandi meridiane dipinte sui fianchi delle case arroccate le une alle altre, è salsedine e ruggine dei segnavento che gracchiano in balia della tramontana più vivace, Tellaro è un luogo senza tempo dove l’animo si quieta.

Facendo la strada a ritroso e passando da Spezia, non si può non far visita ad un luogo di rara bellezza: Portovenere.

Un luogo davvero di una bellezza disarmante, il borgo di Portovenere e quello che questa racchiude, da sempre.  E nel 1997, insieme alle isole Palmaria, Tino, Tinetto ed alle Cinque Terre è stato inserito tra i patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.

A quindici chilometri dalla città della Spezia, il borgo è famoso per il suo porticciolo turistico, abbracciato da infinite gamme di colori delle sue case, fatto di ripide scalinate, da stretti vicoli, da pietre antiche dalle storie più incredibili.

Il paesaggio è incantevole in ogni parte del borgo, che questo dia verso il mare, che verso gli angoli antichi di questo luogo.

Portovenere ha la protezione del suo Castello Doria, della caratteristica Palazzata, la fila quasi infinita delle strette case torri avviluppate tra di loro, di fronte al mare. E’ come se fosse una barriera di difesa questa palazzata, mille e più soldati, pronti ad affrontare qualsiasi attacco esterno proveniente dal mare. Non torri di avvistamento, non muri di difesa ma case. Case colorate, semplici dimore di pescatori fatte di ardesia e marmo che svettano nel cielo azzurro.

La passeggiata verso la splendida Chiesa di San Pietro, dal promontorio delle Bocche è una esperienza indimenticabile; il vento di tramontana disegna sull’acqua marina ciuffi di acqua mentre spazza via dal cielo la più innocua tra le nuvole lasciando solo, per l’occhio e il cuore umano, una sensazione di infinita bellezza. Quando poi si ha la fortuna di esserci, su quel sentiero di pietra così nobile e nello stesso tempo, semplice, durante un tramonto invernale, limpido, quieto, nulla di più bello si può desiderare di vedere: un panorama, o meglio, uno spettacolo unico e vivido.

La chiesa, lassù, sembra appoggiata non più alla terra e alla pietra consunta da passi e dai venti, ma sulla scia luminosa di una cometa.

 

Testimone antico, eretto sopra le ceneri di un tempio romano dedicato alla dea Venere Ericina che la leggenda vuole nata dalla spuma del mare, vigila silente il borgo di pescatori che oggi, in parte purtroppo non esiste più.

 

 Ma è certo che qui i Romani ‘intuirono’ la bellezza del luogo e da qui passarono Bizantini, Longobardi,  Normanni e Saraceni sino alla storia più recente con le vicissitudini della Repubblica di Genova e Napoleone.

Vivibilissima in tutte le stagioni dell'anno, Portovenere e le altre località raccontate, offrono spettacoli naturali unici ed impagabili, terra di grande splendore storico ed architettonico dove, chi vuole, vorrà  ascoltare queste storie.

N.B: Dobbiamo ammettere la poca disponibilità nell'accoglienza dei camper e dei camperisti. Per questo le uniche due indicazioni sulle aree soste comunali sono assai esigue e poco positive.

 

 

 La Spezia

 Area Sosta Comunale senza nessun servizio con fondo sconnesso. Poca professionalità e disponibilità da parte di chi è presente nell’area. Sosta max 48 ore, a pagamento

 

Area Comunale 
Via delle Casermette

 

 

 GPS:

 

N 44.10402

 E 9.85932

 

 


Portovenere

 Area sosta 

Via Olivo

 

 A fianco di una strada, si apre una lingua di terra dove i camper possono parcheggiare in fila. Nessun servizio

 

 GPS:


N 44°03'34",

E 9°50'55"

 

 

 

Noi siamo Genova

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Genova, 14 Agosto 2018 Ponte Morandi

Chi abbandona un cane non è un camperista

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(Lyla, Pastore Abruzzese, 13 anni, Mascotte di Camperarcobaleno)

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Ho ideato una pagina in cui Ti racconto dei miei viaggi, delle immagini e degli aneddoti sulla mia avventura insieme a Lyla e a Camperarcobaleno. Di ogni pagina troverai molte altre fotografie relative agli articoli scritti nel sito. Ti aspetto. Alberta con Lyla

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Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. J. Saramago 'Viaggio in Portogallo'

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