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Giochi d'Acqua al Giardino di Villa Borromeo Visconti Litta- Lainate Milano

Giochi d'Acqua al Giardino di Villa Borromeo Visconti Litta- Lainate Milano - Camperarcobaleno

 

 Aperto al visitatore con barriere architettoniche presenti- A pagamento

Open- no handicap accessible-Ticket

Info stradali e camper a fondo pagina

 

 

 

Voluta da Pirro I Visconti Borromeo alla fine del 1500,Villa Borromeo Visconti Litta si trova nel territorio di Lainate per un’area di circa tre ettari.

Questa monumentale Villa e i suoi giardini furono trasformati, per la prima volta, da azienda agricola a sontuoso luogo di ricevimento e di piacere. Per questo vennero chiamati i migliori artisti e architetti dell’epoca della scuola milanese tra cui il Morazzone e Martino Bassi.

I gusti estetici del nobile Pirro erano molto chiari e il suo desiderio di costruire un luogo per suscitare meraviglia derivavano dall’incontrastata bellezza delle ville medicee toscane mentre statue, mosaici, fontane e grotte dovevano rimandare alla classicità romana, per stupire e divertire i suoi ospiti. Fu sotto la sua elegia che venne edificato il pezzo più importante dell’intero complesso, il ‘Ninfeo’, considerato uno dei più importanti e preziosi dell’intero panorama italiano.

Solo un secolo più tardi, l’ultimo erede di questa prestigiosa famiglia, Giulio, fece costruire il Palazzo detto Occidentale, conosciuto oggi quale ‘Quarto Nuovo’ mentre suo nipote, dopo alcuni decenni, volle rinnovare l’impianto scenico del giardino secondo la moda e i dettami settecenteschi e anch’egli si avvalse di scultori e architetti illustri. Quando il marchese Pompeo Litta ereditò la Villa, nel 1750,volle modificare quasi l’intero impianto scenico rifacendo anche la facciata del Ninfeo.  L’avvento dell’800 portò altre modifiche studiate e attuate dal Canonica che aveva già modificato l’impianto strutturale della Villa Reale di Monza e che qui diede un’impronta nettamente inglese al paesaggio.  

Con le feroci lotte avvenute durante il Risorgimento, la Villa venne confiscata, rea di appartenere ad una famiglia di cospiratori e partecipi ai moti insurrezionali sino a che, a fine ‘800, venne comperata dal Barone Weiss prima per poi finire alla Famiglia Toselli poi, che qui iniziò una vasta produzione e coltivazione di orchidee.

Dal 1970 è di proprietà del Comune di Lainate e oggi vive di nuova luce e splendore, tutta da ammirare.

Punto focale del giardino è sicuramente il famoso Ninfeo, opera rinascimentale conosciuto e declamato anche da nobili poeti e scrittori quali Stendhal. Costituito da una continua alternanza di spazi, ha pianta rettangolare, arricchita da statue, colonne ioniche, decori in mosaico, motivi floreali  e giardini, oltre a splendidi giochi d’acqua, elemento caratterizzante dell’intero periodo rinascimentale.

Tra stalattiti e nicchie dove trovano posto statue di fauni, la visita si allunga in un vorticoso labirinto tra tre Naiadi la cui principale è simbolo di vita scandalosa.  

La vista a questo luogo, oltre alla magnificenza del suo giardino, sorprenderà di certo sia le persone adulte che i più piccoli e per chi vorrà lasciarsi trasportare da un luogo così inusuale e fantasioso qual è questo prezioso e unico raffinato ‘edificio di frescura’.

 

 GPS: 45° 34’ 15,94’’ N 

              9° 01’ 37,02’’ E 

 Indirizzo: Largo Vittorio Veneto, 12, Lainate

Uscita Autostrada: Lainate A8 

Area Sosta: 'Expò', Via Lainate 94

 

 

 

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Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. J. Saramago 'Viaggio in Portogallo'