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Fortezza di Crecchio-Chieti

Fortezza di Crecchio-Chieti - Camperarcobaleno

 Apertura al pubblico: si con barriere architettoniche presenti- a pagamento

 Open- no handicap accessible-Ticket

 Da visitare: Museo dell’Abruzzo Bizantino e Altomedievale, il borgo antico,Chieti 

Info stradali e camper a fondo pagina

 

 

 

 

 

Sono in molti che ancora oggi, ammirando questo luogo e questo castello, affermano che qui, tra le queste belle mura, si è svolta una delle giornate più brutte e tristi della nostra storia. Ma Il Castello è solo stato protagonista passivo di quella tragedia che in quelle ore si stava consumando e ci pare comunque riduttivo, nei suoi confronti, ricordarlo ed apprezzarlo solo per quelle vicende, quando invece la sua storia inizia e si sviluppa molto indietro nel tempo.

Il paese di Crecchio in tempo angioino era già conosciuto quale borgo fortificato sotto la giurisdizione di Guglielmo Morello, Signore di Arielli, data l’ esistenza  delle torri cilindriche tipiche dell’ architettura del periodo e alcuni scavi abbastanza recenti nel tempo confermano la presenza di nuclei abitativi di età protostorica e romana.

 Documentazioni rare sino al XV secolo impediscono quindi notizie certe dei periodi precedenti a questo per poi farsi più pregne con il dominio sulla città da parte di Lanciano e dai nobili Brancaccio del 1600.

A  tale proposito ci è giunta la testimonianza di Scipione Paternò, del 1633,  in cui viene raccontata la presenza di un castello di cui riportiamo alcune frasi, raccolte sul web e che a noi paiono di infinita bellezza:

 

(…) un castello posto nella testa della Porta de Capo(…) consiste in un cortile scoverto in piano, del quale ci si trova nel frontespitio del suo intrato una stalla con un'altra stanza contigua, et a sinistra intrando una cantina con fondaco per riporre vittovaglie, con fumo cisterne et altre comodità (…)

(…)salendo per un grado di fabrica si ritrova una loggia coverta con l'aspetto del medesimo cortile, dalla quale s'entra in un cammarone grande con dui altre stanze contigue, et ritretto, et da quelli di passa con intrata separata dalla medesima loggia in una saletta comoda con camera, cammarino et cucina generalmente in piano coverta a travi et mattunate nel suolo,(…)

(…)nel piano del cortile, et proprio in uno delli suoi angoli è una torre quatra  consistente in tre appartamenti uno sopra l'altro, et ciascheduno d'essi contiene in una camera et camerino (…)

(…)ei proprio sul suo fianco è un orto chiamato fosso murato quale è ad uso d'ortilitio per comodità detto castello con un altro poco accanto l'intrata maggiore contiguo la strada.

L’ incantevole struttura è composta a pianta regolare quadrangolare, da quattro corpi disposti a quadrato intorno ad un cortile aperto sui due lati ed un loggiato ai cui gli angoli vi sono quattro robuste torri, realizzati in blocchi di pietra arenaria, con un giardino chiuso dal perimetro delle mura a cui si accede mediante un ponte.

La torre più vecchia, chiamata  “torre normanna” risale  al secolo XII, rappresentando così  il corpo originario e intorno a questa, nel tempo, cominciò a svilupparsi l’intera struttura che passò da fortezza a residenza privata.

Conosciuta anche come ‘torre di avvistamento’ o dell’ulivo, fino al 1943 era provvista di merli che testimoniano la necessità di avere una  funzione difensiva.

Formata da tre livelli, il piano terra era destinato a deposito per le derrate alimentari  ed era accessibile solo attraverso una botola nel pavimento del primo piano.

L'accesso al primo piano era garantito mediante una scala a levatura che veniva chiusa  in caso di attacco nemico.

L'ingresso al piano superiore ed al piano esterno di avvistamento avveniva tramite  una stretta scala a chiocciola in pietra che salendo volta a destra; tale accortezza veniva utilizzata nelle costruzioni  militari poiché avvantaggiava i soldati posti a difesa, in quanto, chi attaccava era costretto a portare le armi con la mano sinistra

Le altri torri, non meno importanti, risalgono al periodo gotico mentre le altre parti sono databili intorno al XV secolo.

Nel 1789, quando era di proprietà dei Duchi De Riseis,  il castello subì le profonde modifiche  passando quindi da fortezza prettamente difensiva e militare a residenza privata i cui mutamenti più significativi si rivolsero alla copertura del camminamento merlato per ricavare così un ulteriore piano abitativo.

Inoltre venne edificato il loggiato posto a sud e  il corpo di fabbrica occidentale.

Ciò che non fece l’uomo lo fece la natura quando, a causa del terremoto del 1881, la quarta torre venne distrutta e rifatta nel 1904.

Il Castello ospitò durante il viaggio di nozze Vittorio Emanuele III con la sposa Maria Josè, presenza che venne rinnovata il 9 settembre 1943 quando qui si fermarono per una notte, in fuga da Roma,  insieme  al  principe Umberto, al Generale Badoglio e allo Stato Maggiore.

Si narra che, ospiti della Duchessa Gaetana De Riseis, questa cercò  convincere il principe Umberto di Savoia a far ritorno a Roma.

Il castello poi tra il dicembre 1943 e il giugno 1944 venne pesantemente bombardato per poi essere restaurato e oggi, finalmente, è Sede del Museo dell'Abruzzo Bizantino e Altomedievale.

 

GPS: 42° 17' 47,78'' N  

           14° 19' 34,49'' E

 -A14 :

    da nord in direzione di Ancona

   da sud in direzione Pescara, uscire a Ortona, proseguire sulla SS 538 Marruccina, direzione          Orsogna/Crecchio

 -Sosta: solo parcheggi

 

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