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Florence Trevelyan e il suo Parco Colonna-Taormina

Florence Trevelyan e  il suo Parco Colonna-Taormina - Camperarcobaleno

 

 Aperto al visitatore con barriere architettoniche presenti

Open- no handicap accessible

Info stradali e camper a fondo pagina

 

 

  Legato in maniera indissolubile alla vita e alla figura di Florence Trevelyan, il Parco Colonna di Taormina non è solo un luogo di infinita bellezza ma portavoce di una storia umana tutta da ascoltare e di cui non possiamo tacere….

Nobildonna inglese,  prima cugina della Regina Vittoria e dama di compagnia della stessa,Lady Florence, orfana di padre, venne  allevata alla corte di Vittoria, cugina di sua nonna, Lady Maria Wilson.

Quando la Regina Vittoria si ritirò nella campagna scozzese di Balmoral, portò con sé a corte Florence, che aveva all’epoca nove anni, e sua madre Catherine Anne anche se queste vivevano al di fuori della reggia, nella residenza di Hallinghton, condividendo con la regina la passione per i cani, per la botanica e per il ricamo.

A causa di una relazione d’amore con il cugino Edoardo VII, principe ereditario e già sposo di Alessandra di Danimarca,a ventisette anni venne invitata a lasciare l'Inghilterra per un viaggio in compagnia di una cugina, Louise Harrier Percival, viaggio che durò circa un anno e mezzo.  Innamorata di Edoardo, a lui scriveva lunghe lettere d’amore raccontando in maniera minuziosa tutto ciò che durante il viaggio e le tappe incontrava e vedeva. Ritornata in patria ebbe però l’amaro benvenuto di una Regina che le dava solo 48 ore per lasciare definitivamente il paese. Senza dare scandalo, Florence se ne andò nel suo esilio abbandonando così ogni rapporto con qualsiasi suo familiare, compresa sua madre. Vivendo con un vitalizio regio mensile di 50 sterline al mese, Florence cominciò a viaggiare diventando così la più importante e raffinata viaggiatrice dell’ottocento.

Giunta a Taormina, stregata dalla sua bellezza, rimase nella cittadina per lungo tempo, ospite dell’albergo Timeo, unico albergo del luogo e dove visse insieme ai suoi cinque cani. La leggenda vuole che un giorno uno di questi si ammalò e non riuscendo a trovare un veterinario, si rivolse al prof. Cacciola il quale riuscì a guarire la bestiola.

La relazione con il professore sfociò in un matrimonio d’amore, sposandosi il 13 luglio 1890. Interrompendo il vitalizio dopo le nozze, cominciò ad acquistare lotti di terreni intorno a Taormina tra cui quello che oggi è il Giardino Pubblico, oltre alla famosa Isola Bella. In cima a questa fece costruire una casa e intorno ad essa Florence cominciò a piantare cipressi, pini marittimi e piante rare. I versanti dell’Isola a quell’epoca erano brulli e lei riuscì a farne giardini rigogliosi, aiutata da quarantadue contadini ai quali veniva corrisposto ogni mese una cospicua retribuzione e ai quali lei personalmente dava lezioni di ‘giardino all’inglese’.

Generosa e vicino agli abitanti del luogo, aiutò molte ragazze nel farsi una dote per le proprie nozze e il giorno del suo funerale, tutti gli abitanti di Taormina la accompagnarono, al suono di cornamuse,  nel suo ultimo viaggio verso la cima della montagna più alta di Taormina, a Castelmola. Usanza dialettale era quella di aver soprannominato Florence ‘A Francisa’ che denominava tutti gli stranieri in visita nella grande isola e così da allora il monte porta quel nome.

La sua villa ospitò Re e Regine, illustri scrittori quali Wilde, Gozzano e D’Annunzio oltre a Nietzsche.

Il suo testamento obbliga gli eredi a non costruire sul suolo del suo vasto possedimento, di accogliere gli uccellini e i cani in difficoltà, proprio come per tutta la vita, aveva fatto lei. Poco tempo fa ci fu una grande diatriba con il Comune di Taormina che vietò l’ingresso ai cani nei Giardini per poi decidere di reintrodurre i nostri amici a quattro zampe proprio per continuare le volontà di Florence….

Il vasto Parco prende il nome da Giovanni Colonna, Duca di Cesarò, Ministro delle Regie Poste e Telegrafi che finanziò l’acquisto dell’area  che era di proprietà di Salvatore Cacciola, a sua volta ricevuto in eredità dalla moglie, Florence. 

All’inizio il terreno era posto su un terreno in forte pendio sotto le mura della città e questi dislivelli vennero pian piano colmate con la realizzazione di vari terrazzamenti in pietra e scalinate che attutivano i declivi.

Agli alberi locali e tipici quali i carrubi e i mandorli  vennero aggiunti quelli esotici provenienti  dall'emisfero australe non conosciute a Taormina come la bella  Calliandra, pianta della famiglia delle Mimosacee che si presenta con eleganti fiori di colore rosso vivo e le Bahuinia, arbusti che col tempo prendono le proporzioni di alberi detti anche ‘alberi delle orchidee’.

Arricchito di statue classiche ed enormi  giare della zona, Florence dedicò tanto tempo alla ideazione e alla costruzione di stravaganti fabbricati detti ‘beehives’ che ricordano nella forma i gazebi e le pagode orientali, alcuni di questi costruiti sulle basi di quei vecchi rustici che Florence stessa volle far demolire.

Queste belle e inusuali costruzioni che si aprono durante la passeggiata nel parco, sono un miscuglio ben riuscito di stile romantico, gotico e barocco fatti di materiali semplici quali mattoni e pietre, luoghi incantevoli dove Florence amava trascorrere i suoi pomeriggi da sola o in compagnia di qualche ospite, nella più assoluta tranquillità.

Un’altra singolare idea della nobildonna inglese fu la necessaria presenza di ‘cromlech’, pietre disposte in circolo quali monumenti megalitici, necessari quale ricordo perenne verso i suoi cinque cani che a Taormina la accompagnarono, sino alla loro morte.

Oggi il Parco Colonna affascina ancora coloro che vogliono trascorrere nella tranquillità più assoluta questo luogo ritrovando ancora parte dell’affascinante figura di una donna inglese anche se col tempo si sono rese necessarie modifiche, soprattutto per quanto riguarda la flora o la pavimentazione dei viali che col tempo soffrivano di una certa incuria e di un certo naturale degrado.

Ma si possono ancora ammirare olivi,cedri,agrumi,carrubi o il Cercis Siliquastrum, conosciuto quale ‘Albero di Giuda’ con la sua ricca fioritura color rosa, alberi tipici delle sponde dell’Etna o l’Albero del Pomodoro, godendo della vista sul mare unico di questa città unica al mondo, salutando la sua ideatrice che ancora qui la si può ritrovare con un busto a suo ricordo.

Un giardino unico, forse perché voluto e amato da una donna straordinaria, forse perché posto a Taormina, luogo che incantò letterati di tutto il mondo (tra cui Anna Achmatova che qui ritirò un premio poco prima della sua scomparsa), forse perché racchiude in sé la dolcezza e la finezza di una terra antica…forse ‘solo’ perché davvero merita una visita di chi, turista itinerante, riesce ad apprezzare angoli di mondo dai sapori e dai colori straordinari.

 

 

GPS: 37° 51' 04,25'' N

             15° 17' 23,72'' E

 

Indirizzo:  Via Bagnoli Croce

 Area Sosta: Giardini Naxos

 

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