Firenze

Firenze - Camperarcobaleno

-La storia-

-Palazzo Pitti, Residenza del Re-

-Palazzo Vecchio-

-Area Sosta-

 

 

 -La Storia-


A seguito della firma posta sulla convenzione con la Francia  il 15 settembre 1864, la capitale d’Italia passa da Torino a Firenze. 

 La IX legislatura  dello Stato Italiano viene sancita  il 18 novembre 1865, a Firenze, nella sala dei Cinquecento di Palazzo Vecchio con un discorso in cui Vittorio Emanuele annuncia disegni di legge per dare completa unità legislativa al regno, per combattere l'ignoranza del popolo, per migliorare il credito, per la soppressione delle corporazioni religiose e per "riparare lo squilibrio delle finanze senza togliere alla nazione d'essere robusti in armi in terra e in mare" 

Così dal 1865 al 1871 l’ex-capitale del Granducato di Toscana,  vivrà da protagonista gli avvenimenti politici nazionali ed internazionali, con quattro legislature guidate dalla destra storica con i governi di  Lamarmora, Ricasoli, Rattazzi, Menabrea e Lanza, vivendo  la III Guerra d’Indipendenza del 1866  che  porterà all’annessione del Veneto,  con la sconfitta dei volontari di Garibaldi a Mentana ad opera delle truppe franco-pontificie  nel 1867 ed infine  con la Breccia di Porta Pia del 20 settembre 1870 con  la proclamazione di Roma Capitale il 1 luglio 1871. 

Nel febbraio 1865 Vittorio Emanuele trasferisce  la sua residenza a Firenze a Palazzo Pitti. 

Viene affidato a Giuseppe Poggi  il compito di ridisegnare la città per adattarla ai nuovi compiti politici ed istituzionali. 

Vengono abbattute le mura della parte nord realizzando  i Viali di Circonvallazione, con alcune piazze scenografiche come Piazza Beccaria e Piazza della Libertà, dagli edifici raccordati stilisticamente sui lati, mentre al centro restava in isole pedonali, le antiche porte trecentesche. 

Nel Piazzale Donatello Poggi isola il “Cimitero degli Inglesi”, si costruirono i nuovi quartieri della Mattonaia, di San Lorenzo e Piazza della Repubblica, Piazza Indipendenza e Piazza dell'Unità.

 

 -Palazzo Pitti, Residenza del Re-


 All'epoca in cui venne costruito era la residenza più grande di Firenze ed anche la più sfarzosa. 

Luca Pitti voleva una residenza più sfarzosa e appariscente di quella appena completata e di proprietà della famiglia rivale dei Medici, palazzo ideto da Michelozzo per Cosimo il Vecchio 

La leggenda  vuole che i Pitti si rivolgessero a Filippo Brunelleschi scegliendo un progetto che, a suo tempo, era stato accantonato da Cosimo perché giudicato troppo grandioso e suscettibile di invidie, preferendogli quello più dosato di Michelozzo 

Inoltre si narra  che Luca Pitti esigesse che le finestre del nuovo palazzo fossero più grandi della porta principale di quello di Cosimo e che il cortile potesse contenere l'intero palazzo Strozzi . 

Comunque sia, la storia e la leggenda a volte si contraddicono e si intrecciano anche per questo meraviglioso palazzo tanto che, sfortuna vuole, i lavori per la realizzazione di questa imponente opera dovettero essere interrotti per gravi difficoltà finanziarie come interrotti furono i lavori per quello dei Medici che dovettero, anch’essi, abbandonare la realizzazione del loro Palazzo Strozzi a causa dei loro debiti. 

 La famiglia risedette comunque nel palazzo dal 1469 anche dopo la morte di Luca avvenuta nel 1472 Buonaccorso Pitti vendette nel 1550 il palazzo a Eleonrora di Toledo , moglie di Cosimo I de'Medici la quale riteneva la zona dove palazzo Pitti sorgeva, più salubre rispetto all'affollato centro cittadino;  sofferente di emorragie polmonari, per aveva contratto la tubercolosi, trovava in questa la soluzione ideale sia ai suoi problemi di salute che ai problemi dei suoi figli i quali, quelli riusciti a scampare ad una morte avvenuta dopo il parto, erano soggeti a numerose malattie polmonari. 

Il palazzo divenne così la principale residenza dei Medici, senza cambiare di fatto nome, e dando origine ad una rinascita del quartiere di Oltrarno, grazie anche a varie costruzioni di altri palazzi nobiliari che andavano via via a costruirsi rendendo la zona sempre più ricca e sontuosa

 Nel 1560 venne  realizzato il primo ampliamento del palazzo ad opera di Bartolomeo Ammannati, con la realizzazione del  cortile a più piani con il motivo dei gradoni alternati lungo tutte le superfici, idea poi ripesa a Parigi con la costruzione del Luxembourg. 

Ricordiamo che il cortile fu la scenografia per i festeggiamenti delle nozze tra Ferdinando I de' Medici e Cristina di Lorena nel 1589. I giardini iniziati nel 1551 erano stati progettati su disegno di Tribolo con un anfiteatro centrale, adatto per la conformazione naturale della collina e con lo scopo di portare il teatro dell’epoca a palazzo, segno anche questo di grandiosità. 

Nel 1565 il  Vasari costruisce persino un  corridoio  che attraversava Ponte Vecchio per collegare Palazzo Pitti con Palazzo Vecchio, passando per la chiesa di Santa Felicita, il Ponte Vecchio e gli Uffizi, sull'altra sponda dell'Arno. 

Alla fine del 1570 Ammanniti crea uno scalone monumentale per il piano nobile, e amplia le ali posteriori del palazzo  verso il giardino racchiudendo il cortile e chiudendolo sovrastandolo da una terrazza alla quale si accedeva dagli appartamenti nobiliari del primo piano su cui vien posta anche una fontana  chiamata  fontana del Carciofo, disegnata Francesco Susini. Nel cortile interno fu realizzata più tardi una stravagante grotta con concrezioni calcaree e statue di puttini che nuotano nella vasca chiamata Grotta di Mosè. 

Inoltre nel giardino Ammannati realizza una grotta che prende il suo nome, composta da tre ambienti con decorazioni fantastiche che legano la pittura, la scultura e l'architettura della sala, con effetti illusionistici e giochi d'acqua. 

Nel  1616 fu il palazzo viene ampliato verso la piazza grazie all’opera di un nipote di Ammaniti e suo figlio, Giulio e Alfonso Parisi   

Nel 1700 Giuseppe Ruggeri aggiunge  due ali laterali che abbracciano la piazza, in copia dei monumentali palazzi francesi dell’epoca  e in quegli  Cosimo III  aggiunge sulla facciata la Fontedel Leone, ornata dalla corona dei Medici. 

A Francesco Stefano di Lorena  Firenze non piacque mai non prendendola residenza nella città, mentre suo figlio Pietro Leopoldo fu il primo Granduca che si dedicò al governo della Toscana tanto che ebbe a cuore molte riforme sia per la città che per lo stato 

Ai primi dell'Ottocento  Napoleone Bonaparte adotta  come residenza per il suo passaggio in città il palazzo durante il suo governo dell'Italia e, successivamente, col ritorno dei Lorena, furono eseguiti diversi ampliamenti e ammodernamenti sia esterni che interni al palazzo e fu grazie a Leopoldo II che una parte venne aperta al pubblico quale museo. 

Quando i Lorena si ritirarono, il palazzo  passò a Casa Savoia dove Vittorio Emanuele II vi risiedette dal 1865 quando Firenze divenne Capitale d'Italia, fino al 1871 quando poi venne spostata a Roma a Palazzo del Quirinale 

 Il complesso di Palazzo Pitti comprende:

 
 Il Museo delle Porcellane 
raccoglie le più belle porcellane d’Europa acquistate da Pietro Leopoldo e da Ferdinando III.
 La  collezione viene ampliata con l’ arrivo di  porcellane dalle dimore storiche di Parma, Piacenza e Sala Baganza che, dal 1860, dimore saccheggiate purtroppo per arredare gli  appartamenti sabaudi a Firenze.  
Il Museo è allestito nella settecentesca Palazzina detta del Cavaliere,  posta sulla sommità del giardino di Boboli e voluta dai Medici come luogo di piacere in cui  si riunivano gli Accademici del Cimento. 

La galleria Palatina e gli Appartamenti Reali 

 occupano il  piano nobile del palazzo, già residenza dei Granduchi di Toscana, prima i Medici e poi i Lorena, e successivamente dei Re d'Italia, dal 1860 al 1919.

 La galleria è situata nell'ala sinistra del Palazzo, viene creata  tra la fine del Settecento e i primi decenni dell'Ottocento, dai Lorena al fine di  collocare nelle sale tutti  i capolavori provenienti dalle collezioni dei Medici, sino ad allora sparsi in vari ambienti. Si tratta di una collezione straordinaria che comprende opere di 

Raffaello, Tiziano, Caravaggio, Rubens, Pietro da Cortona e di altri maestri italiani ed europei del Rinascimento e del Seicento. 
I quadri, con le loro sontuose cornici, coprono tutte le pareti delle sale e  questo allestimento, insieme alle ricche decorazioni in stucco e agli affreschi presenti nelle sei sale di facciata, conferisce alla Galleria un fascino particolare. 
Gli Appartamenti Reali occupano quattordici sale dell'ala destra del Palazzo, già residenza privata delle famiglie regnanti, e sono allestiti con mobili, arredi ed opere d'arte dal Cinquecento all'Ottocento. 

La galleria d'Arte Moderna  

è situata al secondo piano del palazzo ed espone dipinti e sculture, per la maggior parte italiani, dalla fine del Settecento fino agli anni della prima guerra mondiale. 
Nelle  sfarzose sale, già residenza dei granduchi lorenesi, sono esposte opere dal neoclassicismo al romanticismo, una sorprendente raccolta dei Macchiaioli, importanti testimonianze delle scuole italiane del secondo Ottocento oltre che dei movimenti artistici dell'inizio del Novecento. 

 La Galleria del  Costume  

si trova nella Palazzina della Meridiana con i suoi circa seimila pezzi, fra abiti antichi e moderni, accessori e costumi teatrali, si può considerare l'unico museo di storia della moda in Italia ed uno dei  più importanti in ambito internazionale.
Nelle vetrine del museo è presentata un'ampia selezione di abiti e accessori dal Settecento ad oggi, che viene rinnovata ogni due anni, sostituendo i capi esposti con altri estratti dal deposito. 
 

Il Museo degli Argenti

 situato al piano terreno e al Mezzanino di Palazzo Pitti, il Museo occupando  gli ambienti dell'Appartamento d'Estate della famiglia Medici, decorato nel 1635 per desiderio di  Granduca Ferdinando II in occasione delle sue nozze con Vittoria della Rovere. 

Nelle sue collezioni si conserva l’importante Tesoro dei Medici: dai famosi vasi in pietre dure di Lorenzo il Magnifico, ai cammei e agli intagli di Cosimo I; dai cristalli di rocca di Francesco I, alle ambre di Maria Maddalena d'Austria; dai vasi fantasmagorici in avorio di Mattias de' Medici, alla famosa collezione di gioielli appartenuti a Anna Maria Luisa, ultima erede di Casa Medici. 

Gli argenti che danno il nome al Museo provengono dal “Tesoro di Salisburgo” cioè dalle collezioni dei vescovi di Salisburgo, portate a Firenze da Ferdinando III di Lorena nel 1815.
Il Museo conserva inoltre un’importante collezione di gioielli realizzata tra il XVII e il XX secolo da prestigiose manifatture italiane e europee. 

Un nuovo allestimento contiene la collezione di porcellane cinesi e giapponesi iniziata dai Medici nel Quattrocento che viene ampliata con un’altra collezione di porcellane cinesi e giapponesi della famiglia Scalabrino.  Inoltre, al mezzanino del museo è possibile visitare una collezione di ritratti in miniatura, realizzati a cavallo del XVI ed il XX secolo, che illustra le principali scuole di produzione francese, inglese, italiana, tedesca austriaca ed americana. 

  

Il giardino di Boboli 
si estende dietro al palazzo, voluto dai Medici che   per primi ne curarono la sistemazione, creando il modello di giardino all'italiana. 

La superficie verde suddivisa in modo regolare, costituisce un vero e proprio museo all'aperto, popolato di statue antiche e rinascimentali, ornato di grotte e di grandi fontane.

 

-Palazzo Vecchio-


Palazzo Vecchio,oggi  sede del comune della città , venne chiamato in origine  Palazzo dei Priori e nel  XV secolo Palazzo della Signoria, dal nome dell'organismo principale della Repubblica fiorentina. 

 Nel 1540 diviene Palazzo Ducale, quando  Cosimo I de' Medici ne fa la sua residenza; il nome lo acquisisce  nel 1565 quando la corte del Duca Cosimo si sposta a Palazzo Pitti come già abbiamo raccontato 

Dal 1865 al 1871 diviene  sede del Parlamento italiano, mentre oggi ospita oltre ad uffici comunali,   un museo, che permette di visitare sale dove lavorarono il Ghirlandaio, il  Vasari, e dove sono esposte opere di Buonarroti Donatello e Verrocchio. 

 Nell'antica città romana  si trovava in questo punto un antico teatro romano dai cui scavi intrapresi vennero alla luce alcune stanze con pavimentazione del palco del teatro, alcuni pozzi di epoca più tarda e vennero ritrovati anfore e monete risalenti al primo secolo d.c.

  Il palazzo chiamato Palazzo dei Priori venne edificato da un precedente palazzo, detto  dei Fanti e di proprietà  dalla famiglia ghibellina degli Uberti, cacciata nel 1266 

Alcune modifiche portarono ad incorporare l'antica torre della Vacca mentre i sotterranei cominciarono ad essere usate come prigioni. 

Il palazzo come lo si vede oggi è frutto di vari ampliamenti  portati a termine fra il XIII ed il XV secolo. E’ Gualtieri VI di Brienne che  inizia le prime modifiche nell’anno 1342  dandogli l'aspetto più di una fortezza che di palazzo nobile  Altre modifiche vengono portate avanti tra gli anni  1440 e 1460 con  Cosimo de' Medici, con l’bbellimento  di decorazioni in stile rinascimentale nella Sala dei Dugento ed il primo cortile di Michelozzo. 

Cosimo incarica il Vasari di allargare il palazzo, praticamente raddoppiandolo, e di costruire il Corridoio Vasariano, già menzionato in Palazzo Pitti, che collega i due palazzi. 

 Il Salone dei Cinquecento,invece,  viene costruito completamente,per l’ampliamento del palazzo, nel  1494 durante la repubblica di Savonarola. 

Palazzo Vecchio ritorna in auge nel periodo in cui  fu sede del governo nel periodo dal  1865 al 1871 quando Firenze divenne capitale del Regno d'Italia. 

 La visita a palazzo parte dal  Cortile di Michelozzo a cui si accede mediante il portone principale su piazza della signoria,progettato nel 1453 per le nozze di Francesco I de Medici, figlio di Cosimo, con Giovanna d’Austria, sorella dell’imperatore Massimiliano II ,ornato poi da stucchi e affreschi da Giorgio Vasari. Nelle varie lunette sono riprodotte le chiese e le corporazioni dei mestieri di Firenze e vedute delle città dell’impero asburgico in onore della sposa mentre le volte hanno decorazioni grottesche. 

Al centro vi era un pozzo poi sostituito da una fontana in porfido su disegno di Vasari. L’acqua scaturisce da una copia del Putto con delfino del Verrocchio, acqua che ancora oggi proviene dalla collina di Boboli. 

Nel l fianco sinistro del cortile una porta apre  all'antica Camera d'Arme, un tempo utilizzata come deposito di armi e munizioni ed oggi usata per mostre e convegni. 
Costruita nel 1312 è l'unico ambiente del palazzo a conservare la sua struttura primitiva, con coperture a crociera in laterizio  e pilastri in pietra forte.
 Altri cortili si aprono sullo stesso piano detti della Dogana e Cortile Nuovo. 
Il piano superiore offre la visita alla sala più imponente e bella d’Italia, il Salone dei Cinquecento, sala importante per la storia risorgimentale italiana in quanto questa Sala, nel periodo in cui Firenze divenne Capitale d’Italia, fu sede del Parlamento. 
Lunga 54 metri e larga 23, viene realizzata nel1494 da Simone del Pollaiolo, detto il Cronaca su commissione di Savonarola che la volle come sede del Consiglio maggiore,ampliata poi dal Vasari per volere di Cosimo I de Medici. 

Un maestoso ciclo di pitture realizzate nei 39 pannelli a soffitto celebra l’apoteosi di Cosimo de’ Medici e della città di Firenze con  una serie di statue che accompagnano  il  Genio della Vittoriadi Michelangelo, in origine preparato per la tomba di papa Giulio II mentre alle pareti si trovano arazzi sulla storia di vita di Giovanni Battista, ripresi da un affresco di Andrea del Sarto.

 

 Al secondo piano del museo si trovano gli ambienti privati della corte medicea, tutti  decorati e arredati tra cui la famosa Cappella di Eleonora con opere pittoriche  del Bronzino.

 

 Testimonianze importanti della decorazione più antica del Palazzo si conservano nella Sala dell’Udienza e nella Sala dei Gigli, dove si trova anche la Giuditta di Donatello. 

Nella Sala delle Carte Geografiche un globo terrestre di notevole dimensione  realizzato con più di cinquanta pannelli dipinti offre una stupenda  visione del mondo conosciuto nel XVI secolo. 
Il Quartiere del Mezzanino ospita una pregevole collezione di dipinti e sculture di epoca medievale e rinascimentale donata al Comune di Firenze da Charles Loeser.


-Area Sosta-

  

 In zona Firenze vi sono alcune  possibilità di sosta,noi vi segnaliamo 

  -Via del Gelsomino uscita Firenze Certosa, recintato e tranquillo, con poche fermate per la visita ai giardini boboli e al centro, tariffa euro 15 per 24 ore con carico e scarico ma non allacciamento elettricità. Il pagamento avviene mediante cassa automatica 

GPS  
N 43.75' 15,7''
E  11. 24' 3,48''

 

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