Filetto

Filetto - Camperarcobaleno

Un antico borgo murato in Lunigiana

 

 

Nello scoprire la vasta e preziosa area della Lunigiana per la sua storia antica, per la sua gastronomia e per un turismo attento alle tradizioni, ci troviamo alla scoperta del borgo di Filetto.

Con la facile uscita autostradale di Aulla, sulla A15, ci dirigiamo verso Villafranca in Lunigiana per poi percorrere la strada verso il borgo.

Questo, forse l’unico impianto fortificato posto a fondovalle, ha una lunga storia iniziata nel VI secolo, quando le invasioni longobarde facevano paura e quando la popolazione, nella ricerca di salvaguardare la propria vita, lasciavano luoghi più facilmente espugnabili e devastabili da queste popolazioni del nord europa.

Non si comprende ancora del tutto quale sia il nesso tra le invasioni longobarde e il toponimo del nome di derivazione greca 'filakterion’, cioè difesa o luogo fortificato. E’ però molto evidente che il borgo fortificato di Filetto risponde, ancora tutt’oggi, ad esigenze di totale protezione della popolazione. Infatti, insieme ad altri luoghi in lunigiana, faceva parte di un lungo sistema difensivo a ridosso dell’appennino per proteggere i porti marittimi del mar tirreno e in particolar modo, la famosa città di Luni la cui vita era in quel periodo florida e vivace.

Il suo primordiale sistema difensivo era basato sul concetto di castrum con un perimetro delimitato da quattro torri angolari a sezione circolare.

Col tempo il borgo fortificato ha subito modesti rimaneggiamenti rimanendo nella sua struttura una vera e propria fortificazione, ad eccezione di un prolungamento della cinta muraria e dell’apertura di più porte di ingresso quando all’inizio della sua storia ve n’era solo una. E più porte di ingresso significavano più vie di comunicazione.

Inoltre Filetto, con l’era medievale, diventò piano piano sempre più abitata e ciò comportò il naturale e necessario ampliamento dell'impianto urbanistico originario tanto che nuove sedi abitative vennero costruite nella parte di ponente. Ne conseguì la nascita di vie strette e un po’ anguste di tipico stampo medievale, in contrapposizione ai grandi spazi sviluppati nell’epoca precedente senza però mai sminuire o ridimensionare quello che era sempre stato l’impronta architettonica primordiale.

Di stampo cinquecentesco sono due porte monumentali e, ancora più vicino ai giorni nostri, sono la costruzione di palazzo Ariberti e poi del convento dei frati Ospitalieri di San Giovanni di Dio.

La visita al borgo oggi, periodo invernale, è tranquilla e silenziosa, il borgo è vissuto da poche persone nell'arco di tutto l’anno.

Ma è il periodo più tranquillo per poter ammirare questo luogo che, nonostante l’età avanzata, è sempre stato conservato e rimodernato seguendo le sue proprie necessità e storicità.

Le case in pietra e i muri storici sono ben conservati, le vie pulite e illuminate da lampioni di gusto antico.

Le porte della città sono affiancate a casette i cui terrazzini in estate diventano luoghi di incontri e di amicizie, edere avviluppate su muri e balconi sembrano reggere e sostenere la grande ricchezza della loro stessa storicità.

E gli archi medievali che tengono uniti i muri di palazzi attigui appaiono come decorazioni leggiadri in attesa di un’altra estate ricolma di geranei ricadenti. 

Infatti è l’estate il periodo più vivo e allegro, tempo in cui viene organizzata la mostra- mercato delle attività artigianali, dei mestieri e dei prodotti gastronomici di questa terra.

Tra persone vestite con costumi d'epoca, nei  primi dieci giorni di agosto di ogni anno, qui vengono raccontate e ricostruite botteghe artigiane che nel medioevo lavoravano il legno, il ferro, la pietra,la ceramica. Non manca la possibilità di  degustare i prodotti della gastronomia  locale, dai prodotti agricoli a quelli vinicoli (e i Panigacci!!!)

E poiché lo spettacolo scenografico è unico e impareggiabile (passeggiate di sera tra le sue vie alla luce fioca dei lampioni) Filetto diventa un grande palcoscenico per spettacoli teatrali e manifestazioni musicali.

 Non per ultimo per importanza, il borgo è interdetto alle auto e quindi ogni veicolo ha il suo spazio di posteggio al di fuori delle mura storiche. E' qui che posteggiamo il nostro camper.

Intorno al borgo di Filetto si trova una vasta area di castagneti che, vox populi, per molti anni è stata creduta quale ispirazione dantesca per l’inizio della famosa divina opera.

(A.L. ottobre 2015)

 

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Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. J. Saramago 'Viaggio in Portogallo'