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Duomo di Cefalù

Duomo di Cefalù - Camperarcobaleno

Rogerius Rex egregius plenis (sic) pietatis...

Rogerius Rex egregius plenis (sic) pietatis / hoc statuit templum motus zelo deitatis / hoc opibus ditat variis varioque decore / ornat magnificat in salvatoris honore / ergo structori tanto salvator adesto / ut sibi submissos conservet corde modesto: anno ab incarnatione dni millesimo centesimo XLVIII / indctione XI anno V regni ejius XVIII / hoc opus musei factum est

 

 

L’imponente edificio, situato su un promontorio roccioso a strapiombo sul mare,si erge dominando la splendida città ed è uno dei più importanti
 monumenti medievali dell’isola,voluto da Ruggero II nel 1131, quale testimone della grandezza  della casa degli Altavilla.

 

La leggenda vuole  che Ruggero II, sorpreso in mare da una tempesta e in pericolo per la sua vita,fece voto di innalzare un grandioso tempio al Salvatore. E fu così che il  7 giugno 1131 vennero  iniziati i lavori per la realizzazione della  Cattedrale, la cui cura spirituale  venne affidata ad alcuni monaci agostiniani francesi fatti provenire dalla  Calabria.

 

La presenza di elementi architettonici latini, greci, nordici e  arabi testimoniano l’unione armoniosa delle varie culture all’interno del Regno degli Altavilla.

 

L’interno della chiesa,altissima ed imponente, a croce latina, presenta tre navate divise tra loro da  colonne di granito che sorreggono archi a sesto acuto. Alcuni capitelli sono romani, altri bizantini e presentano proprie decorazioni.

 

In contrapposizione alla magnificenza decorativa dei mosaici, il pavimento è in pietra grigia locale, simbolo  di un aspetto severo del luogo e allo stesso tempo rappresentante la caducità della vita terrena. Infatti da questa l’uomo tenta di elevarsi verso il Cielo e rendere se stesso, migliore.

 

I mosaici, voluti espressamente da Ruggero II, portano la data del 1145 (come indica una iscrizione) quando decise di destinare questa cattedrale a proprio mausoleo, facendo anche  collocare due sarcofagi di porfido per conservare le proprie spoglie

 

La raffigurazione più imponente è certo quella del Cristo Pantocratore che appare agli occhi dell’uomo colui che accoglie, con la sua benevolenza, la fragilità umana. La  luminosità che irradia la chiesa intera è anch’essa il significato che il Cristo è luce del mondo.

 

Situato nel catino absidale, il Cristo è raffigurato con la mano destra   nell’atto della  benedizione mentre  la mano sinistra tiene aperto il Libro del Vangelo sul versetto 8,12 di Giovanni: ‘Io sono la luce del mondo; chi segue me non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita’

 

I mosaici presentano iscrizioni greche e latine e tutte le figure rappresentate, su fondo oro, sono disposte tutte in forma di una lenta e continua processione secondo stretti regimi gerarchici. Gli angeli e gli arcangeli riempiono la volta nei punti più alti mentre i profeti prendono posto nelle pareti del ‘bema’ allo stesso livello dove si trova la madonna e gli arcangeli.

 

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