Conegliano

Conegliano - Camperarcobaleno

La città di Giovanni Battista Cima

 

 

Conegliano, elegantissima città che riecheggia ancora dei signorili fasti veneziani di un tempo,si trova quasi alla fine della pianura di una campagna ancora ricca di colori e di lavoro, tra colline ricolme di vitigni nobili e ville patrizie.

Passeggiare tra le sue vie significa incontrare negozi bellissimi, antichi caffè, memorie storiche e moderne tra di loro armoniosamente combinate. E poi fiori, ovunque come accordi di una musica gentile e discreta come i suoi abitanti.

La parte antica del borgo domina ancora oggi sulla parte più recente della cittadina la cui architettura è stata , per fortuna,poco invasiva e stonata nel complesso urbano.

Eretta nel X secolo attorno ad una fortezza su una precedente costruzione romana (non dimentichiamo che qui passa l’importante via di comunicazione denominata Pontebbana),il suo nome deriva proprio dal latino’cuniculus’,che indicava i molteplici passaggi sotterranei che dal castello portavano al di là delle mura cittadine.

Ed è il Castello, sulla cima del Colle di Giano, ancora oggi il simbolo e cuore della cittadina con il suo centro medievale tutto da scoprire, quasi in contrapposizione alla parte nuova, non certo  meno bella e fruibile. Si può infatti constatare che via XX Settembre, tradizionalmente chiamata Contrada Granda, unisca  in due la cittadina,la parte nuova con quella antica.

Qui  ritroviamo il Duomo e numerosi palazzi di rilevanza storico-architettonica, tutti meravigliosamente porticati e decorati con affreschi ancora ben conservati.

La Contrada, essendo il centro dentro le mura della città antica, è ancora oggi accessibile attraverso delle porte: Porta Dante,Porta San Polo e Porta Monticano, dove spicca un grande affresco rappresentante il leone di San Marco.

 Nel cuore del vecchio centro troviamo anche  Piazza Cima dove ha sede la Casa Museo di Giovanni Battista Cima, e via Teatro Vecchio  insieme ai più signorili palazzi e botteghe antiche affascinanti e aristocratiche.

La parte nuova di Conegliano racchiude una serie di boutiques e negozi di moda di alto livello, bar e ritrovi sia dall’aspetto antico che moderno, affascinanti nella loro struttura e magnificamente ospitali.

La tradizione qui non viene mai dimenticata, da ogni angolo di via, sotto ai porticati antichi e moderni, ci si imbatte in negozi di antiquariato o di arte culinaria dall’aspetto retrò e tradizionale.

In questa terra dal passato contadino, nel senso più alto del termine, non mancano certo decorazioni che ne attestano questo valore antico, così pannocchie e zucche, bottiglie di vino e radicchi, diventano affascinanti protagoniste di squisite composizioni insieme agli antichi strumenti di lavoro dei campi e della vita quotidiana.

Di grande rilevanza culturale è sicuramente la Scuola Enologica, la prima sorta in Italia, posta in uno scenario naturale e tradizionale unico al mondo, da cui non solo vengono ottimizzati i grandi vitigni di questa terra ma allo sviluppo e allo studio di nuove tecniche di lavorazione e di nuovi vitigni.

Una cittadina ricca di storia e di tradizione dunque, che ha saputo negli anni valorizzarsi e rendersi bella, ospitale  e punto di partenza per altre mete turistiche altrettanto affascinanti e conosciute nel mondo  quali Venezia e Cortina d’Ampezzo.

(A.L. marzo 2016)

 

 

 

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Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. J. Saramago 'Viaggio in Portogallo'