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Comacchio (Fr)

Comacchio (Fr) - Camperarcobaleno

-La città-

-Il Cippo di Anita e il Capanno Garibaldi-

-Area Sosta-


-La città-


La città di Comacchio, immersa nel color blu della sua laguna e nel color marrone dei suoi ponti, è una di quelle città che, dopo averla visitata, rimane non solo negli occhi ma nel cuore del turista. Città antica ed elegante, sin dalla sua nascita nel periodo tardo romano ha saputo coniugare con finezza palazzi eleganti e semplici case dei pescatori, chiese antiche e mercati attivi legati ai traffici marittimi dediti alla pesca e al commercio del sale. Il cuore della città è costruito su tredici isole, sul delta del Po, che tra di loro sono congiunte grazie a una lunga serie di ponti e che la bonifica attuata nel tempo ha indubbiamente modificato l’aspetto lasciando però intatta la magnificenza del luogo.

Le bonifiche attuate dall’uomo,forse quella più preponderante risale al periodo post bellico della Seconda Guerra Mondiale al fine di riconquistare terre a discapito dell’acqua, non sono certo più importanti di quelle attuate dal Po e dal mare che hanno modellato una serie di dossi su cui la città è nata e sviluppata. Come una piccola Venezia, Comacchio è vestita da una serie di ponti e canali di notevole pregio architettonico che donano alla città quasi un aspetto fiabesco. Quello più suggestivo è Ponte Pallotta, composto da cinque ampie scale, tre anteriori e due posteriori ad arco a tutto sesto in pietra d’Istria. Da ‘calpestare’ è anche quello denominato Ponte degli Sbirri, o delle carceri, chiamato così perchè vicino al luogo di detenzione, una volta abitato soprattutto da pescatori di frodo.

Tra gli edifici di pregio, da visitare è la Cattedrale di San Cassiano e la Torre Campanaria, edificio dedicato al Patrono della città e risalente all’VIII secolo. La facciata è in mattoni e pietra d’Istria, al suo interno l’imponente altare settecentesco in marmo e la statua lignea di Cassiano martire. Sopra la porta d’ingresso, l’organo costruito nel 1728 a Modena.

Non lontano sorge la Loggia dei Mercanti o Loggia del Grano risalente al 1621, costruita quale deposito del grano e la Torre dell’Orologio, in parte ricostruita nel 1824 sulla preesistente risalente al 1300.

La visita a Comacchio ci regala lo spunto per incontrare luoghi vissuti da Garibaldi e dove la sua amata Anita finì i suoi giorni....

 

 

-il Cippo di Anita-


Percorrendo la Romea verso Mandriole Sant'Alberto – Alfonsine, si raggiunge il Cippo di Anita, eretto dove la salma fu sepolta da Battista Ravaglia in una fossa scavata affrettatamente e successivamente ricomposta nel Cimitero di Mandriole e poi nella Chiesa parrocchiale di San Clemente.

D’oltre oceano

Fra criniere al vento

E schianti di fucile

Fu

Per Garibaldi

Anita

Per l’Italia

La vivente immagine

Della libertà

1 centenario della sua morte

4 agosto 1949

 

Poco distante si puo’ visitare la Fattoria Guiccioli dove Anita morì nella serata del 4 agosto 1849. In questa bella costruzione si possono ritrovare materiale iconografico su Anita e Garibaldi e il letto dove la donna morì. Una scritta ricorda

 'Più che nel marmo dei monumenti vive nel cuore degli italiani la memoria di Anita Garibaldi, morta in questa casa il 4 agosto 1849 assistita dalla pietà dei ravennati ...'

A Mandriole troviamo il cimitero e la chiesa parrocchiale, con il sacello di Anita. Il suo corpo riposò qui sino al 1859 quando Garibaldi decise di riportare i resti a Nizza, per poi essere trasferiti definitivamente a Roma nel 1932 al Gianicolo.

Come ultima tappa vi segnaliamo il Capanno Garibaldi lungo la Via Baiona a Ravenna. Il capanno,il cui precedente nome era Capanno del Pontaccio, venne ricostruito dopo un incendio divampato nella notte tra il 3 e il 4 novembre 1911. A causa di una possibile devastazione da parte delle acque e un continuo degrado dovuto al tempo, nel 1972 la struttura venne sollevata di circa un metro e protetta con un rincalzo di terra.

Forse poco agevole per la sosta e raggiungibile grazie ad un sentiero pedonale, il luogo diventa incantevole se raggiunto nei mesi di fioritura dei tamerici

Ricordiamo che Garibaldi, per gratitudine nei confronti di chi lo aiutò in quei giorni, scrisse alcuni versi che il figlio, Menotti donò alla società conservatrice del capanno.

 

Proscritto - canto XII
E m'inservai nella pineta e pia
gioventù mi protesse allorché il tetro
persecutor il mio covil fiutava,
un gareggiar tra i generosi a sito
più sicuro giudarmi, e ben sovente
pochi cespugli dividean l'ambita
preda ed i perseguent e la favella
spesso di loro mi colpì l'orecchio
dall'Adrio all'Appennin, dai muti al lido
Tirreno io corsi in salvatrice nube
di coraggiosi cittadini. Invano
 

S'udì minaccia di tiranni - A moret -

 

 -Area Sosta-


Oltre a parecchie possibilità di posteggio, Comacchio offre un' area sosta nel Parco naturalistico alle Saline di Comacchio. Immersa nel verde, è un luogo naturalistico di notevole importanza, curato e silenzioso. Ottimo luogo per qualche passeggiata tranquilla, adatto per i bimbi, anche in inverno può essere piacevole (attenti al fango...). A pagamento.

GPS Comacchio

43° 12' 51" N
12° 42' 03" E

 

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Genova, 14 Agosto 2018 Ponte Morandi

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Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. J. Saramago 'Viaggio in Portogallo'

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