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Chiesa di Santa Maria in Palermo

Chiesa di Santa Maria in Palermo - Camperarcobaleno

Nel giugno del 1537...

Nel giugno del 1537 Carlo V è in visita a  Palermo. Vuole visitare anche la Chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio .Il giardino della chiesa è popolato da bellissimi alberi di aranci ma in questo periodo dell’anno gli alberi non presentano colorati frutti sui rami. Le monache, per ravvivare e colorare questo bel giardino, decisero velocemente di creare dei frutti arancioni fatti con la pasta di mandorle.
Nascono così i frutti di martorana, nome derivante dalla nobildonna Eloisa Martorana, fondatrice del convento.
 
 
 

La Chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio , una delle  più affascinanti chiese bizantine del Medioevo, officia la liturgia secondo il rito bizantino ed è testimonianza viva della cultura religiosa e artistica ortodossa in Italia; la chiesa infatti è il punto di riferimento per i  fedeli albanesi di rito greco-bizantino.

 

In essa,sotto il profilo artistico,  presente una  molteplicità di stili che si susseguono non solo nella sua prima realizzazione storica  ma nel susseguirsi del tempo, poichè questa subì trasformazioni e modifiche dovute alla mano dell’uomo, a lunghi periodi di abbandono e di verifiche artistiche e culturali.

 

Fondata nel 1143 da  Giorgio d'Antiochia,  ammiraglio di  Ruggero II e di fede ortodossa , la Chiesa venne costruita da artisti orientali secondo il gusto bizantino, come viene documentato nella iscrizione greca all’esterno della chiesa.

 

 Il contrasto tra l’esterno e l’interno è evidente. Alla semplicità della facciata si contrappone lo splendore di un interno dove le arcate e del soffitto sono completamente interamente rivestiti dai mosaici di scuola arabo-normanna mentre non mancano incisioni arabe nella parte emisferica della cupola dal significato cristiano.

 

I temi decorativi sono formato da tasselli d’oro, risalenti al 1100 e si estendono verso le arcate, la cupola,le absidi e le pareti laterali rappresentando personaggi ed episodi estratti dalla lettura dalla Bibbia.

 

Uno dei più preziosi riguarda l' Incoronazione di Ruggero II  e quella consacrata da Cristo e quella, nella parte interna della cupola l’immagine di Cristo Pantocratore ai cui lati si ritrovano le rappresentazioni degli arcangeli,i patriarchi, gli evangelisti e gli apostoli. Questa è la parte medievale dell’intera struttura ed è il mosaico siciliano più grande e più antico.

 

Di grande importanza sono i mosaici che raffigurano l’Ammiraglio Giorgio Antiocheno ai piedi di Maria,nell’atto della  benedizione ricevuta dalla Vergine.

 

Nella prima parte interna della chiesa si possono notare le volte affrescate risalenti all’epoca settecentesca mentre gli interventi barocchi, effettuati a metà del 1800, hanno visto la rimozione di parti marmoree risalenti ad un secolo precedente mentre ha ricostruito in parte la facciata secondo i dettami dell’epoca.

 

La chiesa ha  un'antica iconostasi in marmo tra cui la grande icona raffigurante San Nicolò in trono risalente al XV secolo.

 

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Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. J. Saramago 'Viaggio in Portogallo'